Clicca sulla freccia
per ascoltare l'audio
Leggi il post su www.josaya.com
La Cerimonia della Libertà
di Angelo Mammetti
Il libro del mese
Kit Acqua Solarizzata Blu
Archives
Contattami su:
Profilo Facebook di Sandro Flora
http://www.wikio.it Spirituality Blogs - BlogCatalog Blog Directory

Posts Tagged ‘Zen’

Storiella zen “Né acqua, né luna”

“Né acqua, né luna”

lunapozzo

La monaca Chiyono
studiò per anni,
ma non fu capace di trovare l’Illuminazione.

Una notte
stava portando
un vecchio secchio pieno d’acqua.

E mentre camminava solitaria
guardava la luna piena
riflessa nell’acqua del secchio.

Improvvisamente,
la canna di bambù
che sorreggeva il secchio,
si ruppe,
e il secchio cadde a terra.

L’acqua fuggì via,
il riflesso della luna scomparve -
e Chiyono diventò Illuminata.

E scrisse questi versi:

“In un modo e nell’altro
ho cercato di sorreggere il secchio
sperando che il debole bambù
non si sarebbe mai spezzato.

Improvvisamente il sostegno si è rotto.

Non più acqua,
non  più luna nell’acqua,
il vuoto nelle mie mani”

Ecco come ne parla Osho, nella spiegazione del più significativo di questi racconti zen, dal titolo: « Né acqua, né luna ». « Va col vuoto tra le mani, poiché questo è tutto. Questo è il mio dono. Se riesci a portare il vuoto tra le tue mani, allora ogni cosa diventa possibile. Non portarti dietro i tuoi pensieri, la tua conoscenza, non portarti dietro niente di ciò che riempie il secchio, e che non è altro che acqua, perché altrimenti guarderai sempre e solo il riflesso, e nient’altro. Nella ricchezza, nei beni materiali, nella casa, nell’automobile, nel prestigio, tu non vedrai che il riflesso della luna piena nell’acqua del secchio, mentre la luna vera è li, in alto, che ti aspetta da sempre. Lascia cadere il secchio, cosi che l’acqua sfugga via, e con essa la luna. Solo questo ti permetterà di alzare lo sguardo e vedere la vera luna nel cielo; ma prima devi avere conosciuto il sapore del vuoto, devi lasciar cadere il secchio della tua mente, dei tuoi pensieri: non più acqua, né luna. Il vuoto nelle mani».

Lo zen spiegato con lo zen
ISBN: 8827201262

Prezzo € 12,91
Compralo su Macrolibrarsi

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

La ricerca spirituale vista attraverso i “10 tori Zen”

L’illuminazione alla quale fa riferimento lo Zen può rivelarsi in un istante.

Ma l’uomo vive nel tempo e, così, anche lo Zen deve scendere a compromessi e riconoscere i diversi gradi di consapevolezza che avvicinano all’istante eterno dell’illuminazione.

Nel dodicesimo secolo il maestro Zen cinese Kakuan disegnò i 10 tori, prendendo spunto dai più antichi tori taoisti e scrisse, in prosa e in versi, i commenti che compongono questo testo.

La sua versione è Zen puro e va oltre le versioni precedenti che si fermano con il nulla dell’ottavo disegno. Il toro rappresenta il principio eterno della vita.

I 10 tori rappresentano le tappe successive della realizzazione della propria vera natura.

Ancora oggi questa sequenza ha lo stesso vigore che aveva quando Kakuan (1100-1200) la elaborò da lavori precedenti e fece i suoi dipinti del toro.


1. La ricerca del toro

Nel pascolo di questo mondo, mi apro senza posa un varco tra l’erba alta in cerca del toro. Seguendo fiumi senza nome, perduto lungo l’intreccio dei sentieri di lontane montagne, Languenti le mie forze, spenta la mia vitalità, non riesco a trovare il toro. Odo soltanto, per tutta la foresta, frinire di notte le locuste. Il toro non è mai stato perduto. Che bisogno c’è di cercarlo? Soltanto la separazione dalla mia vera natura mi impedisce di trovarlo. Nella confusione dei sensi io perdo persino le mie tracce. Lontano da casa, vedo molte strade che si incrociano, ma quale sia quella giusta non lo so. Bramosia e paura, bene e male, mi avviluppano.

2.La scoperta delle orme


Lungo la riva del fiume sotto gli alberi, io scorgo le orme! Anche sotto l’erba fragrante vedo le sue orme. Le trovi nel più profondo di remote montagne. Queste tracce spiccano ben visibili come il tuo naso rivolto verso il cielo. Nel capire l’insegnamento vedo le orme del toro. Allora imparo che come molti utensili sono fatti di un solo metallo, così molte miriadi di entità sono fatte del tessuto dell’io. Se non faccio una discriminazione, come potrò distinguere il vero dal falso? Prima ancora di aver superato la soglia, ho scorto il sentiero.

3. La scoperta del toro

Odo il canto dell’usignolo. Il sole è caldo, il vento è mite, i salici sono verdi lungo la sponda. Qui nessun toro può nascondersi! Quale artista può disegnare quella testa massiccia, quelle corna maestose? Quando si ode la voce, si può intuire di dove viene. Non appena i sei sensi si fondono insieme, la porta è varcata. Dovunque si entri, si vede la testa del toro! Questa unità è come il sale nell’acqua, come il colore nella tinta. La cosa più infinitesimale non è separata dall’io.

4. La cattura del toro

Io lo afferro con una lotta tremenda. La sua enorme volontà e la sua possanza sono inesauribili. Egli si avventa verso l’alto altipiano che sovrasta le fitte nebbie, O in un burrone impenetrabile sta immoto. Egli è rimasto a lungo nella foresta, ma oggi l’ho catturato! L’entusiasmo per il paesaggio gli fa perdere l’orientamento. Voglioso d’erba più dolce, va errabondo. Ma la sua mente è testarda e sfrenata. Se voglio che si sottometta, devo alzare la frusta.


5. Domare il toro

La frusta e la corda sono necessarie, Se no egli potrebbe sfuggirmi per qualche strada polverosa. Bene addestrato, diventa naturalmente mansueto. Allora, senza pastoie, obbedisce al padrone. Quando nasce un pensiero, lo segue un’altro pensiero. Quando dall’Illuminazione sgorga il primo pensiero, tutti i pensieri successivi sono veri. Attraverso l’illusione rendi falsa ogni cosa. L’illusione non è causata dall’oggettività. Stringi forte l’anello che gli attraversa le nari e non consentirti il minimo dubbio.

6. Cavalcare il toro verso casa

Cavalcando il toro, io ritorno lentamente verso casa. La voce del mio flauto canta nella sera. Scandendo con la mano la pulsante armonia, dirigo il ritorno senza fine. Chiunque oda questa melodia si unirà a me. La lotta è finita; guadagno e perdita sono ormai la stessa cosa. Io canto la canzone del boscaiolo del villaggio e suono i ritornelli dei bambini. A cavalcioni del toro, guardo le nuvole alte sopra di me. Se qualcuno desidera richiamarmi, io non gli bado: vado avanti.

7. Il toro trasceso

A cavalcioni del toro, arrivo a casa. Sono sereno. Anche il toro può riposarsi. L’alba è giunta. In felice tranquillità, Sotto il tetto di paglia della mia dimora, ho abbandonato la frusta e la corda. Tutto è una sola legge, non due. Noi assoggettiamo il toro solo temporaneamente. È come il rapporto tra il coniglio e la trappola, tra il pesce e la rete. È come l’oro e la scoria, o la luna che esce da una nuvola. Un solo sentiero di limpida luce avanza attraverso il tempo senza fine.


8. Superamento del toro e del sè

Frusta, corda, persona e toro – tutto si fonde nel nulla. Questo cielo è così vasto che nessun messaggio può macchiarlo. Come può un fiocco di neve esistere in un fuoco divorante? Qui ci sono le impronte dei passi dei patriarchi. La mediocrità è morta. La mente è sgombra da ogni limitazione. Non cerco uno stato di illuminazione, e nemmeno rimango dove l’illuminazione non esiste. Poiché non mi fermo né in questo né in quell’altro stato, gli occhi non possono vedermi. Se anche centinaia di uccelli cospargessero di fiori il mio sentiero, questo elogio sarebbe privo di senso.

9. Raggiungere la fonte

Troppi passi ci sono voluti per tornare alla radice e alla sorgente. Magari fossimo stati ciechi e sordi fin dal principio! Abitare nella propria vera casa, incuranti di quel che c’è fuori… Il fiume continua a scorrere tranquillo e i fiori sono rossi. Fin dal principio la verità è chiara. Equilibrato nel silenzio, io osservo le forme di integrazione e disintegrazione. Chi non è attaccato alla “forma” non ha bisogno di essere “riformato”. L’acqua è smeraldo, la montagna è indaco, e io vedo Ciò che crea e Ciò che distrugge.

10. Tornare nel mondo

Scalzo e col petto nudo, mi mescolo alla gente del mondo. Le mie vesti sono lacere e impolverate, e io sono sempre colmo di beatitudine. Non uso magie per prolungare la mia vita; Ora, davanti a me, gli alberi morti diventano vivi. Dentro la mia porta, mille saggi non mi conoscono. La bellezza del mio giardino è invisibile. Perché si dovrebbero cercare le orme dei patriarchi? Io vado al mercato con la mia bottiglia di vino e torno a casa col mio bastone. Visito la bettola ed il mercato, e chiunque io guardi diventa illuminato.

Fonte: www.dadrim.org

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Un REGALO per Te
Installa The Secret
Zen To Done in italiano!
Macrolibrarsi.it presenta il libro: Reality Transurfing - Il Fruscio delle Stelle del Mattino - Vol. 2 di Vadim Zeland
La Pace su Te Stesso
Viaggio Sciamanico
Meditazione Guidata
banner6mod
www.josaya.com
Ho-oponopono
Libri di Osho

Ebook
Consulta l’Oracolo
CURRENT MOON