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Un estratto dal libro di Tiziano Terzani “Un’altro giro di giostra”
“Avete mai sentito le grida che vengono da un macello?” Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di quella carne c’è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa paura dell’animale che muore.
Tiziano Terzani

<<… Una sera il vecchio miliardario volle che cenassi con lui e la sua famiglia e mi invitò in uno dei famosi ristoranti di Wellington Street, quelli coi maialini di latte arrostiti appesi all’ingresso a sgrondare il grasso e, esposte sulla strada come fossero acquari, le vasche di vetro con dentro, vivi, i migliori pesci, gamberi e aragoste ad aspettare che un cliente, passando, dica: “Quello!” e la bestia venga pescata e cotta secondo l’ordinazione.
Non è vero, come sostengono alcuni, che sia stata la Bibbia col suo divino
invito all’uomo a moltiplicarsi nel mondo su cui lui, solo lui, ha “il dominio” a creare la violenza carnivora della razza umana.

I cinesi sono arrivati alla stessa violenza senza la Bibbia, e per millenni questa di cucinare con raffinata tortura ogni animale è stata parte della loro cultura, una parte fra l’altro che nessun regime e nessuna ideologia politica hanno mai osato sfidare.
Guardavo quei bei pesci muoversi nell’acqua, guardavo i maialini appesi agli uncini e pensavo a come, a parte la miseria e la fame, l’uomo ha sempre trovato strane giustificazioni per la sua violenza carnivora nei confronti degli altri esseri viventi.

Uno degli argomenti che vengono ancora oggi usati in Occidente per giustificare il massacro annuo di centinaia di milioni di polli, agnelli, maiali e bovi è che per vivere si ha bisogno di proteine.
E gli elefanti? Da dove prendono le proteine gli elefanti?

L’argomento con cui un amico cercò di convincere Gandhi ad abbandonare la tradizione ortodossamente vegetariana della sua famiglia fu dello stesso tipo.
Gli disse che gli inglesi erano capaci con pochi uomini di dominare milioni di indiani perché mangiavano carne. Questo li rendeva forti. Il solo modo di combatterli era di diventare carnivori come loro.
Una notte allora i due amici vanno in riva al fiume e per la prima volta Gandhi mangia un boccone di carne di capra, tradendo così la fede dei suoi genitori e della sua casta. Ma sta malissimo. Non digerisce e ogni volta che cerca di addormentarsi gli pare di sentire nello stomaco il belare della capra mangiata, come racconta nella sua autobiografia.
In tutta la sua vita Gandhi non toccò più un pezzo di carne, neppure nei suoi anni da studente in Inghilterra dove tutti gli dicevano che senza carne non avrebbe potuto resistere al freddo. Io, per cultura, non mi ero mai chiesto se ero vegetariano o meno.
A casa mia, da ragazzo, mangiar carne era normale, se potevamo permettercela. Succedeva di solito alla domenica. Quando Angela (sua moglie ndr) e io arrivammo in India nel 1994 eravamo ancora tutti e due carnivori e per un po’ continuammo a esserlo.
Una volta alla settimana un musulmano si presentava alla porta di casa con una impeccabile valigia dalla quale tirava fuori dei pacchi sanguinolenti con filetti e bistecche di manzo.
Poi un giorno Dieter, l’amico fotografo tedesco, indicandomi per strada un branco di vacche attorno a un deposito di spazzatura, intente a mangiare sacchetti di plastica, scatole di cartone e giornali, disse: “Ecco quel che mangi con la bella carne del tuo musulmano.
E pensa al piombo di tutta quella carta stampata!” Aveva assolutamente ragione. Pur permettendosi di macellare le mucche che gli Indù ritengono sacre, il nostro musulmano non aveva certo uno speciale pascolo di erba fresca dove mandare le sue vittime e quel che ci portava erano pezzi delle malaticce mucche di strada alimentate di rifiuti.
La molla a smettere fu quella. Poi, col passare del tempo, mi sono reso conto che, non considerandoli più come cibo, cominciavo a guardare gli animali diversamente da prima e a sentirli sempre di più come altri esseri viventi, in qualche modo parte della stessa vita che popola e fa il mondo.
La sola vista di una bistecca ormai mi ripugna, l’odore di una che cuoce mi dà la nausea e l’idea che uno possa allevare delle bestie solo per assassinarle e mangiarsele mi ferisce.
Il modo perfettamente “razionale” in cui noi uomini alleviamo gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché, impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un ottimo esempio della barbarie della ragione.

Ma anche la verdura è vita ! mi sento dire dagli accaniti carnivori, sordi a ogni argomento, come se a cogliere un pomodoro si facesse soffrire la pianta come a strozzare un pollo, o come se si potesse ripiantare una coscia d’agnello nel modo in cui si ripianta il cavolo o l’insalata. Le verdure sono lì per essere mangiate. Gli animali no! Il cibo più naturale per l’uomo è quello prodotto dalla terra e dal sole.
Il miliardario non arrivava. Io guardavo i maialini e chiedevo, tra me e me, a chi li avrebbe mangiati: “Avete mai sentito le grida che vengono da un macello?” Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di quella carne c’è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa paura dell’animale che muore.

Mia nonna era, come tutti, carnivora, se poteva, ma ricordo che diceva di non mangiare mai la carne appena macellata. Bisognava aspettare. Perché? Forse i vecchi come lei sapevano del male che fa mettersi in pancia l’agonia altrui. Perché quella che chiamiamo eufemisticamente “carne” sono in verità pezzi di cadaveri di animali morti, morti ammazzati. Perché fare del proprio stomaco un cimitero?
Angela continua a mangiare carne, se le capita. Per me è impossibile. Ma non è più una questione di salute, di non ingurgitare il piombo dei giornali ruminati dalle vacche di strada. E’ un problema di morale. Ecco un piccolo, bel modo per fare qualcosa contro la violenza: decidere di non mangiare più altri esseri viventi…>>

Dal sito: www.peacelink.it

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I vegetariani non sono veri vegetariani.

Jun-4-2009 By sandroflora

Osho-The Diamond Sutra, Discorso n.6 (estratto)

La terza domanda : ” Perchè non permetti la presenza di cibo non-vegetariano dentro l’Ashram?”

“La domanda è di Swami Yoga Chinmaya. Deve esserci da qualche parte nella mente di Chinmaya la voglia di mangiare carne. Ci deve essere una sacca di profonda violenza nascosta.

Eppure la domanda proviene da un vegetariano, e ci sono migliaia di non-vegetariani qui. Questo sembra assurdo, ma così vanno le cose: il vegetariano non è un vero vegetariano, bensì un vegetariano represso. Il desiderio insorge.

Ma il motivo per cui non permetto la presenza di cibo non-vegetariano nell’Ashram non ha nulla a che fare con la religione. E’ una questione di pura estetica.

Io non sono tra quelli che pensano che mangiare cibo non-vegetariano impedisca di diventare illuminati. Gesù era illuminato. Maometto era illuminato. E così Ramakrishna.

Non vi è stato alcun problema. Puoi mangiare cibo non-vegetariano e diventare un illuminato. Quindi non vi è alcun problema religioso al riguardo.

Per me, il problema è di ordine estetico. Poichè Gesù ha continuato a mangiare carne, ho la sensazione che non avesse un grande senso estetico. Non che Gesù non sia religioso, lo è perfettamente, esattamente come Buddha, ma qualcosa è carente in lui.

Ramakrishna continuò a mangiare pesce. Una cosa non estetica. Un po’ disgustosa. Non c’è in ballo la tua illuminazione. In ballo c’è la tua poesia, il tuo senso del bello; metti in gioco la tua umanità, non la tua super-umanità.

Ecco perchè non è consentito nel mio Ashram, e non lo sarà in futuro. E’ una questione di bellezza.

Se comprendi questo, molte cose ti saranno chiare. Le bevande alcoliche possono essere consentite in questo Ashram, ma non la carne. Il motivo è che l’alcool è vegetariano, succo di frutta! Fermentato, ma sempre succo di frutta. E talvolta essere un po’ alticci permette la creazione di grande poesia. Questo è possibile, e deve essere consentito. Nella nuova Comune avremo un bar, “Omar Khayam”. Omar Khayam è un mistico Sufi, uno dei mistici Sufi illuminati.

La carne però non può essere ammessa. La carne è una cosa orribile. Solo il pensiero, che si uccide un animale per mangiarlo…la sola idea è inestetica.

Non è perchè viene ucciso l’animale che sono contrario, in quanto ciò che vi è di essenziale nell’animale vivrà, non può essere ucciso; e ciò che non è essenziale un giorno è comunque destinato a morire, che sia tu ad ucciderlo o meno. Quindi ciò è per me irrilevante, non è un punto che intendo considerare.

Il punto non è che tu hai ucciso un animale e uccidere non è una cosa buona, no. Il punto è che tu, tu uccidi un animale…soltanto per mangiare? Quando hai a disposizione tanto buon cibo vegetariano. Se il cibo vegetariano non fosse disponibile il discorso cambierebbe, ma il cibo vegetariano c’è eccome.

Allora perchè? Allora perchè distruggere un corpo? E se sei in grado di uccidere un animale, allora perchè non essere un cannibale? Cosa c’è di ingiusto nell’uccidere un uomo? La carne umana ti sarebbe anzi più congeniale. Perchè non iniziare a cibarti di esseri umani?

Anche questa è una questione di estetica. Gli animali sono i nostri fratelli e le nostre sorelle, in quanto l’uomo proviene da essi. Sono la nostra famiglia. Uccidere un uomo equivale ad uccidere un animale evoluto. Oppure uccidere un animale equivale ad uccidere qualcuno che non si è ancora tanto evoluto, ma che è sulla via di esserlo.

E’ la stessa cosa! Uccidere il bambino che fa la prima elementare oppure il giovane arrivato all’ultimo anno di università non fa molta differenza. Gli animali sono in cammino per diventare esseri umani e gli esseri umani in passato sono stati animali. E’ solo una questione di estetica. Perchè non uccidere tua moglie e mangiarla? E’ tanto bella e tanto dolce!

Un tale si recò in visita da un amico cannibale, e venne preparato del cibo, e quel tale non aveva mai assaggiato niente di simile. Nemmeno si era mai sognato che del cibo potesse essere tanto saporito e delizioso. Nell’accomiatarsi, disse al cannibale: ” Ho mangiato magnificamente. Mai mangiato meglio in vita mia .La prossima volta che torno a trovarti, preparami gli stessi piatti.” Al che il cannibale rispose: “Sarà difficile. Avevo una madre soltanto!”

Perchè non puoi mangiare tua madre? Perchè non puoi mangiare tuo marito o tuo figlio? Tanto squisiti! La questione non è religiosa, di nuovo vorrei ribadirlo: è una questione estetica. Una persona con senso estetico riconoscerà che la vita rimane bella, non diventa un orrore, non diventa un incubo. Ma nella mente di Chinmaya la domanda è sorta. Ciò dimostra qualcosa.

In India, i vegetariani non sono veri vegetariani. Lo sono soltanto perchè cresciuti in una famiglia vegetariana, è così il vegetarismo è stato loro imposto dalla nascita. E naturalmente sono curiosi. Naturalmente vorrebbero assaggiare anche altre cose. E, naturalmente, sorge in loro l’idea: l’intero pianeta è non-vegetariano. Quelli se la stanno spassando! Il vegetariano sente che da qualche parte si sta perdendo molto. Ecco perchè sorge la domanda. Non ha niente a che vedere con la meditazione.

Puoi mangiare carne e meditare. Puoi mangiare carne ed amare, ciò non ha nulla a che fare nemmeno con l’amore. Ma una cosa mostrerai di te: che sei molto immaturo, molto primitivo; che sei ignorante, incivile, e non hai alcun senso di come la vita dovrebbe essere.”

Osho – The Diamond Sutra – Discorso n. 6.

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