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Essere solo è la tua Natura.

Essere solo è la tua Natura. Sei nato solo, solo morirai.
E stai vivendo da solo senza capirlo, senza esserne pienamente consapevole.
Tu fraintendi l’essere solo con la Solitudine; è semplicemente un fraintendimento.
Tu basti a te stesso: il periodo di transizione è un po’doloroso e difficile
a causa delle vecchie abitudini, ma non durerà a lungo.
E il modo per renderlo corto, sopportabile, è goderti il tuo essere da solo, sempre di più.
Puoi rendere il tuo essere solo sempre più forte. Così tutto il tuo sforzo deve essere molto positivo.
Nutri e alimenta il tuo essere solo con tutto ciò che hai, riversaci il tuo Amore, e sarai sorpreso di scoprire che tutti quei vuoti di tristezza e di irritabilità non verranno più, perchè non avrai più energia
per loro e non sarai più disposto a dare loro il benvenuto.
Infatti, solo una persona che vive benissimo il suo essere solo è in grado di entrare in relazione,perchè il suo non è un bisogno.
Quella persona non è un mendicante, non ti chiede nulla, nemmeno la tua compagnia.
E’ una persona che dona. Condivide semplicemente,forte della sua abbondanza di gioia, di Pace,
di Silenzio, di beatitudine.
E’ allora che l’Amore ha tutto un altro aroma, allora è una condivisione.
E se entrambe le persone conoscono la bellezza dell’esser soli, allora l’ Amore raggiunge il suo punto più alto, cosa che molto raramente è stata possibile.
E’ allora che l’Amore giunge fino alle stelle. Essere soli non significa che non puoi avere relazioni.
Significa semplicemente che dovrai entrare in relazione in una maniera completamente differente,che non crea sofferenza e tristezza, che non crea conflitti, che non è uno sforzo diretto o indirettodi dominare l’altro, di renderlo schiavo.
Perchè non deriva dalla paura,è solo vita.
Osho
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Amore e solitudine
“Tutti gli sforzi fatti dagli esseri umani per evitare l’isolamento sono falliti e falliranno,perchè vanno contro le leggi fondamentali della vita.
Ciò che occorre non è qualcosa grazie al quale puoi dimenticare il tuo isolamento.
E’ fondamentale diventare consapevoli della propria solitudine,che è una realtà.
E sentire questa solitudine,farne l’esperienza,è meraviglioso,perchè è la tua libertà dalla folla,dall’altro.
E’ la tua libertà dalla paura di esser solo.”
(Osho-“Con te e senza di te”)
Puoi essere preso da un amore profondo e tuttavia essere solo. Di fatto solo se sei preso da un amore profondo puoi essere solo.
La profondità dell’amore crea un oceano intorno a te, un oceano profondo e tu diventi un’isola, sei completamente solo.
Certo, l’oceano continua a flagellare le tue sponde con le sue ondate, ma più l’oceano si infrange sulle tue sponde con le sue ondate e più tu sei integrato, radicato, centrato.
L’amore ha valore soltanto quando ti da la solitudine. Ti da lo spazio sufficiente per restare solo.
Ma tu hai un’idea dell’amore e questa idea ti crea turbamento – non l’amore in sé ma l’ idea dell’amore.
L’ idea è che, in amore, gli amanti scompaiano una nell’altro, si dissolvano una nell’altra.
Certo, esistono momenti in cui accade, ma qui sta la bellezza della vita e di tutto ciò che è esistenziale: se gli amanti si dissolvono uno nell’altra, avranno momenti in cui saranno molto consapevoli, molto attenti. Quel dissolversi non è una specie di ubriacatura, quel dissolversi non è inconscio.
Porta con sé una grande coscienza, sprigiona una grande consapevolezza. Da un lato essi si dissolvono – dall’altro essi vedono per la prima volta la bellezza totale di essere soli. L’altro definisce te e la tua solitudine, tu definisci l’altro. Ed essi sono vicendevolmente grati. Grazie all’altro sei riuscito a vedere il tuo sé, l’altro è diventato uno specchio nel quale ti rifletti. Gli amanti sono specchi l’uno per l’altro. L’amore ti rende consapevole del tuo volto originale.
Di conseguenza sembra assai contraddittorio, paradossale affermare che l’amore porta con sé la solitudine. Tu avevi sempre pensato che l’amore portasse con sé le vicinanza con l’altro. Non dico che non porti con sé l’intimità con l’altro, ma a meno che tu non sappia stare solo non puoi stare con l’altro. Chi sta insieme? Per essere insieme bisogna essere in due, bisogna essere due persone indipendenti. Lo stare insieme sarà ricco, infinitamente ricco se entrambe le persone sono completamente indipendenti.
Se sono dipendenti uno dall’altro non è un rapporto – è una schiavitù una limitazione. Se sono dipendenti l’uno dall’altro, attaccati, possessivi, se non si permettono a vicenda di essere soli, se non si concedono a vicenda lo spazio necessario per crescere, sono due nemici non due amanti; sono distruttivi uno per l’altro, non si aiutano a vicenda per trovare ciascuno la propria anima, il proprio essere.
Che amore è mai questo?
Può essere soltanto paura di stare soli, perciò si aggrappano l’una all’altro. Ma l’amore vero non conosce la paura. L’amore vero rende capace di star solo, completamente solo e da questa solitudine germoglia il rapporto.
Kahlil Gibran dice: due amanti sono come due colonne di un tempio – sostengono lo stesso tetto, ma sono separati: sono insieme nel sostenere lo stesso tetto ma sono separati per quanto concerne il proprio essere.
Siate come due colonne di un tempio, sostenete lo stesso tempio di amore, ma ciascuno radicato nel proprio essere, non distolto dal proprio essere. Allora conoscerete entrambi la bellezza, la purezza, la nitidezza, la salute e l’interezza della solitudine e conoscerete anche la gioia, la danza, la musica dell’essere insieme.
Qualcuno suona un “a solo” col proprio strumento: è bello un “a solo” di flauto – è bellissimo. È altrettanto bello udire un’orchestra che suona. L’amore ti fa conoscere entrambe le cose contemporaneamente: sai come suonare un “a solo” di flauto e sai anche come entrare in sintonia, in armonia con l’altro.
Nella realtà non c’è contraddizione – la contraddizione appare soltanto perchè tu hai una certa idea. Lascia perdere l’idea e allora dov’è la confusione? La confusione deriva soltanto dalle conclusioni prefabbricate e quindi la vita ti appare qualcos’altro da ciò che è, sei confuso. Piuttosto che tentare di schematizzare la vita, lascia perdere le tue conclusioni.
Non agire mai partendo dalle conclusioni! Non agire mai in base a ciò che sai, sapere significa prevedere le conclusioni e tutte le conclusioni le hai prese in prestito. La vita è talmente vasta da non poter essere condensata in una conclusione. Ogni conclusione è parziale e ogni volta che la parte proclama di essere l’intero crea una sorta di fanatismo, di ortodossia: crea una mente stupida ed ottusa.
Osho – La saggezza dell’innocenza
Dal sito: latarta.it
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