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Respiro

Imparare la pratica del respiro consapevole

Il respiro è la manifestazione fondamentale della vita.

L`aria che respiri e il sistema respiratorio, con le sue molteplici funzioni svolgono un’ azione fondamentale per la salute del corpo fisico.

Ogni volta che l`aria entra ed esce nei tuoi polmoni  si verifica un coinvolgimento più sottile della tua parte più profonda, basti pensare alla relazione tra le alterazioni del ritmo del respiro con il variare delle tue emozioni: la gioia e l`eccitazione rendono il respiro più profondo e più rapido, mentre la paura e il panico generano apnea e blocchi respiratori.

La pratica meditativa del Respiro Consapevole  ha origine nella pratica meditativa VIPASSANA, che è la più antica delle pratiche buddiste, e si colloca nella tradizione Theradava in uso nell’ambiente laico e monastico da circa 2500 anni in Asia meridionale e sud orientale.

Vipassana significa “chiara visione”, infatti  la consapevolezza nel respiro  mediante la pratica meditativa  stimola ad una conoscenza intuitiva di quello che accade nell’individuo nel qui ed ora,  senza essere influenzato da pensieri, desideri, attrazioni e repulsioni; diventi quindi consapevole dell’atto percettivo.

In America la pratica della meditazione sul respiro, chiamata Mindfulness, fu introdotta in ambienti accademici a scopo di studio-clinico e sperimentale.

Già dalla fine degli anni settanta il professore di medicina Jon Kabat-Zinn della University of Massachusetts negli Stati Uniti studiava le applicazioni della Mindfulness nella terapia e nella riduzione dello stress.

I risultati positivi che da allora sono stati riscontrati hanno portato ad applicazioni cliniche in una vasta gamma di patologie quali: attacco di panico, ansia, disturbi del comportamento alimentare, disturbi gastrointestinali di tipo somatico, psoriasi, ipertensione, disturbi del sonno, cefalee, ipertensione ecc ecc.

Recentemente l’unione dell’ approccio della Mindfulness con alcune tecniche terapeutiche della terapia cognitiva ha portato a ottimi risultati nella prevenzione delle ricadute nel trattamento della depressione.

Ad oggi, infatti, si contano molti protocolli terapeutici centrati sulla meditazione sul respiro. Nel 2005 a Goteborg in Svezia si è tenuto il Congresso Internazionale di Psicoterapia Cognitiva con la partecipazione di Aaron Beck e del Dalai Lama che hanno suggellato questa unione tra il pensiero scientifico occidentale e la pratica meditativa orientale.

La teoria del respiro Consapevole è molto semplice e si basa sull’assunto che i pensieri, le emozioni ed i comportamenti degli individui sono influenzati dalla percezione che essi hanno degli eventi che vivono istante per istante. Non è una data situazione a determinare di per sé ciò che le persone provano, ma è l’interpretazione di tale situazione ad essere determinante.

In poche parole lo stato di coscienza[1] dell’individuo è il sistema costituito da pensieri, convinzioni, emozioni, corpo fisico, identità, bisogni ecc ecc, che in un dato tempo T1 determina la percezione momentanea della realtà esterna, causando a sua volta la qualità della vita dell’individuo.

Socialmente l’individuo è ritenuto spesso vittima della sua percezione, questo perché ignorando di poterla gestire cerca spasmodicamente un controllo sulla realtà stessa.

Nasce quindi il delirio di cercare di plasmare, secondo i propri desideri, il mondo intorno a se ( compreso le persone).

A questo punto arriva lo stress, il panico, l’ansia e tutte quelle emozioni di frustrazione che derivano dal tentare una cosa che è umanamente impossibile.

Un evento in sé non determina direttamente il modo in cui le persone si sentono, bisogna capire invece che le sensazioni che si provano sono in realtà collegate al modo in cui essi pensano e interpretano la stessa situazione.

Gestire l’atto percettivo diviene quindi la chiave del benessere. La tecnica della meditazione sul respiro ci permette di farlo,  ci è possibile determinare in modo deciso la qualità delle esperienze che vivremo al di là dei condizionamenti familiari, della società e di tutto ciò che a livello di pensieri, emozioni  e comportamenti induce a limitarci.

Perché funziona? Perche la pratica del Respiro permette nel tempo una gestione di emozioni e pensieri depotenzianti e limitanti, grazie allo sviluppo costante, nell’applicazione quotidiana, dell’abilità intuitiva di disidentificarsi ovvero di separarsi da essi.

Disidentificarsi dai contenuti mentali vuol dire rendersi consapevole che tu sei al di là di pensieri, emozioni e desideri. Significa in pratica prendere le distanze da ciò che hai ritenuto “reale” attraverso i tuoi contenuti mentali.

Questo vuol dire divenire”libero” di gestire la tua percezione in ogni istante. Imparare la pratica del respiro consapevole vuol dire imparare la pratica della “Libertà”.

“E’ straordinario quanto risulta liberatorio sentirsi capace di vedere  che i tuoi pensieri sono solo pensieri e non sono “Tu” in realtà…”.[2]

Attraverso il Respiro Consapevole si acquisisce la capacità di essere attento, sveglio e presente a ciò che la propria mente sta vivendo momento per momento.

Avere consapevolezza del tuo respiro ti darà la possibilità di comprendere in modo più profondo la tua via emotiva, ti permetterà di gestire le tue emozioni senza cercare invano di controllarle o spegnerle.

Agire quindi consapevolmente sul respiro ti può consentire una vita relazionale, lavorativa ed  emotiva più sana e sicuramente un maggior benessere psicofisico.

[1] Charles T. Tart, Stati di Coscienza, Astrolabio

[2] Kabat-Zinn, J. (1990). Full catastrophe living: the program of the Stress Reduction Clinic at the University of Massachusetts Medical Center. New York: Dell Publishing

Sito : www.ilcentroolistico.com/

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