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Posts Tagged ‘Osho’

L’Arte dell’Ascolto

“Il modo in cui parlo è un po’ strano. Nessuno al mondo parla come faccio io. Tecnicamente è sbagliato; ci vuole quasi il doppio del tempo! Ma chi parla ha di solito uno scopo diverso – il mio scopo è assolutamente diverso dal loro. Gli altri parlano perché si sono preparati a farlo; non fanno che ripetere qualcosa che hanno preparato in anticipo. In secondo luogo, parlano per importi una certa ideologia, una certa idea. E in terzo luogo, per loro parlare è un’arte che continuano a raffinare.

Per quanto mi riguarda, non sono ciò che si definisce un oratore. Per me non è un’arte o una tecnica; tecnicamente continuo a peggiorare di giorno in giorno! Ma i miei scopi sono del tutto diversi. Non voglio far impressione su di te per poterti manipolare. Non parlo per convincerti e poter raggiungere qualche obiettivo. Non parlo per convertirti in un cristiano o un indù o un musulmano, in un teista o in un ateo. Queste cose non mi interessano.

Il mio parlare è in realtà uno dei miei espedienti per la meditazione. Parlare non è mai stato adoperato in questo modo: non parlo per darvi un messaggio, ma per far fermare il funzionamento della mente.

Ciò che dico non è stato preparato. Io stesso non so quale sarà la prossima parola; è per questo che non faccio mai errori. Si possono fare errori se ci si è preparati. Non mi dimentico nulla, perché ci si può dimenticare solo qualcosa che si deve ricordare. Quindi parlo con una libertà che forse nessuno ha mai avuto prima.

Non mi preoccupo di essere coerente, perché lo scopo non è quello. Una persona che vuole convincerti e manipolarti con le sue parole dev’essere coerente, dev’essere logica, dev’essere razionale, per poter sopraffare il tuo intelletto. Vuole dominarti tramite le parole.

Il mio scopo è unico: :Io uso le parole solo per creare pause di silenzio. Le parole non sono importanti, quindi posso dire cose contraddittorie, cose assurde, del tutto slegate tra di loro, perché il mio scopo è solo di creare silenzio. Le parole sono secondarie; i silenzi tra le parole sono il fatto primario. È semplicemente un espediente per darti un’intuizione momentanea della meditazione. Quando sai che per te è possibile, hai già fatto molta strada in direzione del tuo essere.

La maggior parte della gente pensa che non sia possibile che la mente sia silenziosa. Proprio perché pensano che sia impossibile, non provano neppure. Dare alla gente un assaggio della meditazione è la mia ragione fondamentale per parlare, quindi posso andare avanti a parlare per l’eternità. Ciò che dico non ha importanza; ciò che conta è darvi qualche possibilità di essere silenziosi, una cosa che all’inizio potete trovare difficile da fare da soli.

Io non posso costringervi a essere silenziosi, ma posso creare un meccanismo in cui spontaneamente dovete diventare silenziosi. Io parlo, e nel mezzo di una frase, quando stai aspettando che segua un’altra parola, non arriva nulla, solo una pausa di silenzio. La tua mente voleva ascoltare, e aspettava che arrivasse il seguito, e non voleva perderlo – quindi è diventata silenziosa. Cosa può fare la povera mente? Se si sapesse prima in quali punti sarò in silenzio, se ti fosse stato dichiarato che in questo o in quel punto sarò in silenzio, allora potresti riuscire a pensare; non saresti silenzioso. Allora sapresti: ‘Questo è il punto in cui rimarrà in silenzio; ora posso fare una bella chiacchierata con me stesso’. Ma dato che arriva proprio all’improvviso… Io stesso non so perché in alcuni punti mi fermo.

Una cosa del genere in qualsiasi oratore sarebbe condannata, perché quando un oratore continua a fermarsi vuol dire che non è ben preparato, che non ha fatto i suoi compiti a casa. Vuol dire che la sua memoria non è affidabile, che a volte non riesce a trovare la parola da usare. Ma dato che non è oratoria, non mi preoccupo di chi mi condannerà – io mi preoccupo di voi.

E non solo qui, ma anche in posti distanti… dovunque ci saranno persone che ascolteranno dal video o dall’audiocassetta, arriveranno allo stesso silenzio. Il successo per me non è quello di convincerti, il successo per me è di darti un assaggio autentico della meditazione in modo che tu possa aver fiducia nel fatto che non è una favola, che lo stato di non-mente non è solo un’idea filosofica, ma una realtà; che ne sei capace e che non richiede qualifiche particolari.

Con me, essere silenziosi è più facile anche per un’altra ragione. Io sono silenzioso. Il mio essere più profondo non è affatto coinvolto con voi. Ciò che vi dico non è per me un disturbo o una tensione o un compito oneroso; io sono quanto più rilassato si possa essere. Parlare o non parlare per me non fa alcuna differenza.

Naturalmente, questa condizione è contagiosa.

Dato che non posso parlare tutto il giorno per mantenervi in questi momenti meditativi, voglio che siate voi a prendervi la responsabilità. Accettare che siete in grado di essere silenziosi, vi aiuterà quando mediterete da soli. Conoscere la vostra capacità… e si può arrivare a conoscere la propria capacità solo attraverso il farne esperienza. Non c’è altro modo.

Non rendermi completamente responsabile del tuo silenzio, perché ciò creerà per te una difficoltà. Da solo, cosa farai? Allora diventerà una specie di droga, e io non voglio che tu sia assuefatto a me. Non voglio essere una droga per te.

Voglio che tu sia indipendente e fiducioso di poter ottenere questi momenti preziosi anche da solo.

Se puoi ottenerli con me, non c’è ragione per cui tu non possa ottenerli anche senza di me, perché io non sono la causa. Devi comprendere cosa accade: ascoltandomi, metti da parte la mente.

Ascoltando l’oceano, o ascoltando il tuonare del temporale o ascoltando la pioggia che cade battente, metti da parte l’ego, perché non ti serve… L’oceano non ti attaccherà, né lo farà la pioggia; gli alberi non ti attaccheranno – non hai bisogno di difenderti. Se sei vulnerabile alla vita come tale, all’esistenza come tale, avrai continuamente di questi momenti. Presto diventeranno tutta la tua vita.

Dovunque tu sia – a casa, al lavoro, o sulla strada per andare dall’uno all’altro – puoi usare la presenza di qualunque suono, di qualunque rumore, come opportunità per andare dentro di te fino a uno spazio di silenzio e di quiete interiore.”

Osho

Grazie Samaya!

Cos’è più importante, essere se stessi o conoscere se stessi?

Cos’è più importante, essere se stessi o conoscere se stessi?

Pensi che siano due cose diverse?

Come puoi conoscere te stesso se non sei te stesso?

E viceversa, come puoi essere te stesso se non sai chi sei?

Essere se stessi e conoscere se stessi non sono due cose separate, pertanto non si pone il problema della scelta; si tratta di due aspetti di un unico processo.

Devi lavorare su entrambi simultaneamente, nessuno dei due può essere trascurato.

Ma è più facile iniziare con l’essere se stessi; è più facile perché gli altri ti hanno distolto da te stesso.

Le maschere che indossi non sono una tua scelta.

Controvoglia, riluttante, sei stato obbligato a essere diverso da ciò che sei.

Namastè

Sandro

L’uomo di pace

peace zen
Un uomo di pace non è un pacifista, un uomo di pace è semplicemente un lago di silenzio.

Emana nel mondo un nuovo tipo di energia, canta una nuova canzone.

Vive in un modo totalmente nuovo, la sua stessa vita è grazia, preghiera, compassione.

Crea una maggiore energia di amore in chiunque rimanga toccato da lui.

L’uomo di pace è creativo.

Non è contro la guerra, perché essere contro qualsiasi cosa è essere in guerra.

Non è contro la guerra, semplicemente comprende perché la guerra esiste.

E da quella comprensione diventa pieno di pace.

Solo quando ci sono molte persone che sono laghi di pace, di silenzio, di comprensione,

la guerra sparisce.

Soltanto laghi di pace in tutto il mondo…

molti, molti buddha, potranno far nascere una nuova vibrazione, una nuova onda, una nuova consapevolezza,

in cui la guerra diventa impossibile,

in cui tutta l’energia si manifesta in senso creativo,

tutta l’energia si dirige verso l’amore.

Osho

La Pace comincia da Te

Namastè
Sandro
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A cena con Gurdjieff-Oltre le abitudini

Gurdjieff era solito offrire cibi strani che non avreste mai mangiato.

Che avrebbero disturbato lo stomaco, creato disagio.

Quando viaggiava si portava dietro un camion di cibi strani. E i suoi discepoli avevano paura perchè li costringeva a mangiare così tanto da diventare una tortura.Dalle 8 di sera a mezzanotte, 4 ore erano dedicate al cibo e lui era sempre presente. Continuava a insistere, a incitarli. E nessuno poteva dire no. Li costringeva a bere una tale quantità di alcool che normalmente li avrebbe resi inconsci, ma lui continuava. Voleva creare disagio interiore e poi diceva: “Lasciate che il disagio sia. Ricordate! Siate svegli!” Continuava a versare da bere e diceva: “Ricordate! Ricordate! Siate svegli!”.

Gurdjieff voleva voleva immediatamente conoscere l’inconscio, perchè il vero lavoro va fatto lì. Non perdeva tempo con la mente conscia. Quella era una maschera!

Se arrivava un discepolo che aveva l’abitudine di mangiare poco Gurdjieff gli dava tanto da mangiare e se arrivava un discepolo che aveva l’abitudine di mangiare troppo lui lo metteva a digiuno.

Lui distorce i vostri vecchi schemi, perchè quando gli schemi vengono disturbati la vostra realtà viene a galla. E’ come cambiare marcia, quando passate da una marcia all’altra per un attimo siete in folle, nel mezzo, neutrale.

Se un giainista, che non ha mai mangiato carne in vita sua andrà da Gurdjieff, lui lo costringerà a mangiare carne. Questo significa distruggere la sua intera personalità. Per 50 anni non ha mai mangiato, nè toccato, forse nemmeno visto, carne. Ora tutta la sua personalità si rivolterà Avrà la nausea. La sola idea gli metterà la nausea. Se una persona è costretta a mangiare carne, immaginate in che subbuglio si troverà. Sarà sottosopra, sarà la distribuzione di tutti i suoi modellidi comportamento. Vomiterà, si ammalerà, avrà forse la febbre, avrà degli incubi, ma questo distruggerà tutti i comportamenti appresi e tornerà a essere come un bambino. E da lì il lavoro può iniziare.

E se una persona è abituata a mangiare carne e a bere Gurdjieff lo metterà a dieta vegetariana. E gli dirà di non bere, lo costringerà a essere il più “santo” possibile.

La tecnica è la stessa, disturbare il passato, mettere le cose sottosopra in modo che la facciata non funzioni più e la maschera possa essere tolta e la realtà possa essere vista.

Attraverso questi disagi si crea una cristalizzazione interiore. Ti integri, diventi “uno”. E per questa unità, questa integrazione alchemica gli alchimisti usano la parola “oro”. Il metallo più vile è stato trasformato in uno più prezioso. Ora sei oro.

Namastè

Sandro

ISBN: 9788854503571

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Introduzione alla psicologia di Gurdjieff
ISBN: 8827203214

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OSHO: Assolutamente libero di essere divertente

Estratti da un’intervista con Jeff McMullen, “60 minutes” Australia
The Last Testament, Volume I – Capitolo 4

Se ti elencassi alcune persone, potresti darmi qualche parola di saggezza per ciascuna di loro?

Il Mahatma Gandhi.

È stato il politico più astuto che il mondo abbia mai conosciuto.


Adolf Hitler.

È stato il politico più idiota che il mondo abbia mai conosciuto.


Il Papa Giovanni Paolo.

Dovrebbe essere incarcerato.


Madre Teresa.

È tempo che si butti in un lago.


I tuoi seguaci ridono; d’altra parte, con queste affermazioni così rudi e destabilizzanti, chiaramente disturbi le persone, che vedono questo tipo di asserzioni come profane.

Mi piace disturbare le persone, perché solo disturbandole posso spingerle a pensare. Da secoli hanno smesso di pensare: nessuno ha osato disturbarle. La gente le ha consolate; io non consolerò nessuno perché, più consoli, più le persone restano ritardate. Disturbale, sconvolgile, colpiscile duramente; provocale: quella sfida porterà le loro potenzialità a un culmine. Il Reverendo Jim Jones e la sua gente sono in realtà la logica conclusione di Gesù e della teologia cristiana.

Ma non la logica conclusione del potere di un uomo su un gruppo di persone?

Esattamente quello era ciò che faceva Gesù. Esattamente quello è ciò che hanno fatto i papi. Per questo dico che è la logica conclusione a partire da Gesù, di tutti i papi e dei teologi cristiani. Tutti hanno tentato di dimostrare il potere, la gloria di Gesù, la sua eccezionalità e la sua speciale connessione con Dio… e se lo segui, non ti dovrai preoccupare del futuro: lui si prenderà cura di te. Qui, io insegno alla gente che nessuno si può prendere cura di te. Io non sono il vostro salvatore, non ti aiuterò in nessun modo a entrare nel regno di Dio; tuttavia, ti posso spiegare come sia possibile vivere qui nel regno della bellezza, dell’amore, della gioia. Per me, Dio è una parola morta: è una parola sporca, una parolaccia!

Abbiamo cercato di racchiudere nei limiti di un programma televisivo, la tua essenza: cercare di comprimere ciò che tu hai detto per 53 anni, o 53 vite in un programma di 60 minuti è impossibile! Ma noi pensiamo di aver colto, per il bene del nostro film, un po’ della magia e della tranquillità di questa esperienza.

Ottimo!

Spero non ti disturbi il mio dire che ho goduto questo circo e la sua spettacolarità, quanto… forse è prossimo a una sensazione spirituale. Comunque, per me tu sei davvero la persona più divertente che abbia mai incontrato.

È vero.

Possiedi uno splendido senso dell’umorismo… dove hai appreso tale e tanta immediatezza?

Io non ho mai imparato nulla. Continuo semplicemente a fare con naturalezza qualsiasi cosa mi sento di fare. Qualsiasi cosa devo dire, la dico, perché non ho alcun obbligo verso nessuno, e non ho alcun impegno con nessuno. Non appartengo ad alcun partito. Sono assolutamente libero di essere divertente, scioccante. Non mi preoccupo neppure di contraddirmi perché, a mio avviso, se un uomo resta coerente per tutta la sua vita, dev’essere un idiota. Una persona che cresce, deve contraddirsi molte volte: chi può dire cosa porta il domani? Il domani potrebbe annullare completamente l’oggi. E io sono pronto ad accompagnarmi alla vita senza alcuna esitazione.

Amavi quelle contraddizioni quando eri un conferenziere, molti anni fa?

Ho sempre amato le contraddizioni, perché per me hanno qualcosa di incredibilmente valido. Sembrano contraddizioni all’intelletto ma, se scendi in profondità in esse, scoprirai che si compensano, non sono contraddizioni: in qualche modo dipendono l’una dall’altra; se ne scompare una, l’altra non esisterà più. Per esempio, se in India non fosse esistito un regime britannico, non sarebbe stata possibile l’esistenza del Mahatma Gandhi. Se non fosse esistito un Adolf Hitler, scordatevi Churchill e Roosevelt e Stalin. La vita esiste in modo tale da creare contraddizioni, complementarietà. Le ho sempre amate!

Allora saresti felice se ciò che hai ispirato in questo breve lasso di tempo, all’interno di un viaggio lunghissimo… se alcune di queste persone che adesso ti seguono, se ne andassero a esplorare altre sfere di ciò che per loro è il loro Sé?

Ne sarò felice e le inviterò ad andare; perché sono venute qui alla ricerca di una verità, di una tranquillità, di un benessere. Se pensano di poterlo ottenere meglio altrove, sarò la prima persona a mandarle e ad aiutarle ad andarsene: l’ho fatto per anni. In realtà, l’ho dovuto fare in modo tale che le persone non sentissero di lasciarmi. Addirittura contro la loro volontà, ho dovuto benedirle e dire loro di andare. Sapevo che mi amavano, ma a quel punto le loro menti erano in difficoltà: volevano andare altrove, ma il loro amore per me era diventato un attaccamento. Ho dovuto distruggere quell’attaccamento… solo così hanno potuto andarsene. E ho distrutto molti attaccamenti per il loro bene, perché non voglio che nessuno sia uno schiavo. In libertà quelle persone sono venute da me, in libertà dovrebbero andarsene. E se vogliono restare, dovrebbero stare qui in libertà. Questo non è un campo di concentramento: è un campo di meditazione!

Namastè

Sandro

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In Viaggio Verso Casa

“La religione è un viaggio interiore, e la meditazione è la via. Come funziona esattamente la meditazione? Ti porta dentro, porta la tua consapevolezza sempre più dentro. Perfino il tuo corpo diventa un oggetto esterno, da osservare. Perfino la tua mente diventa un oggetto esterno. Perfino il tuo cuore — che è molto vicino al centro del tuo essere — diventa qualcosa di esterno. Quando corpo, mente e cuore, tutti e tre, sono visti come oggetti esterni, sei arrivato esattamente al centro della tua esistenza. Questo arrivare al centro è una tremenda esplosione che trasforma tutto. Non sarai mai più la stessa persona, perché adesso sai che il corpo è solo il guscio più esterno; la mente è un po’ più interiore, ma non ancora il tuo centro; il cuore è ancora più dentro, eppure non ancora il tuo centro. Tu sei disidentificato da tutti e tre.
E’ per questo che Gurdjieff chiamava la sua via “Quarta Via” : se sai trascendere questi tre – corpo, cuore e mente – arrivi al quarto, oltre al quale non c’è altro. Sei arrivato alla fine del viaggio. (…)
La meditazione è la strada per diventare padrone del proprio essere. Non occorre Dio, né il catechismo né le scritture. Non c’è nessun bisogno di diventare cristiano, ebreo, o indù — queste sono tutte assurdità. Tutto quello che ti ci vuole è di trovare il tuo centro, e la meditazione è il modo più semplice per trovarlo. La meditazione ti può rendere intero, spiritualmente sano, e tanto ricco da potere distruggere tutta la povertà spirituale del mondo. E quella è la vera povertà.” – Osho

“Sto cercando di farvi tornare a casa. Siete andati molto lontano, perdendovi dietro a cose effimere, perdendovi dietro ai sogni, e io voglio che torniate a casa perché ciò che può darvi soddisfazione, ciò che può darvi appagamento non è là fuori, ma è qui; non è in un altro tempo, ma adesso. …un esperienza di quieora. Io posso darvene solo un assaggio, e una volta che ne avrete avuto un assaggio, ne andrete alla ricerca: allora niente potrà impedirvelo. la cosa più importante è averne un assaggio: avete ascoltato tante parole, parole splendide, ma non vi hanno condotto a una ricerca temeraria. Io non voglio darvi solo parole, ma anche un po’ di contenuto e questo è possibile solo dandovene un assaggio. – Osho


Osho Times n° 164 - Dicembre/Gennaio 2010 con allegato Osho Times n° 164 – Dicembre/Gennaio 2010 con allegato “In Viaggio Verso Casa”

Osho Times International Edizione italiana

Osho

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Sei TU il Maestro di Te Stesso

“Non puoi dire di me se ho ragione o torto. Al massimo, puoi dire che ti ho confuso.

Ma questo è il mio espediente: confonderti il più possibile.

Per quanto tempo puoi permettermi di passare da questo argomento a quello, da quello a questo?

Un giorno griderai: “Giù le mani! Adesso voglio decidere io”.

Osho

osho

Namastè
Sandro

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La vita è una profonda interdipendenza.

L’ uomo ha vissuto nella dipendenza, desiderando e lottando per l’ indipendenza, ma nessuno vede la realtà: il fatto che dipendenza e indipendenza sono entrambi degli estremi.

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La realtà è esattamente nel mezzo, è l’ interdipendenza.Ogni cosa è interdipendente: lo stelo di erba più piccolo e la stella più grande sono interdipendenti.

Qui sta tutto il fondamento dell’ ecologia.Perchè l’ uomo ha agito senza comprendere la realtà dell’ interdipendenza, ha distrutto gran parte dell’ unità organica della vita. Senza saperlo, si è tagliato le mani e le gambe.

Le foreste sono scomparse, milioni di alberi vengono tagliati ogni giorno.Gli scienziati avvertono – senza che nessuno li ascolti -che se gli alberi scompaiono dalla faccia della Terra, l’ uomo non può vivere.

Viviamo in una profonda mutualità, un interscambio continuo.L’ uomo inspira ossigeno ed espelle anidride carbinica, gli alberi inspirano anidride carbonica ed espellono ossigeno. Non puoi esistere senza gli alberi, così come gli alberi non possono esistere senza di te.

Questo è un semplice esempio, dal momento che la vita è intrecciata in mille e un modo. Poichè sono scomparsi molti alberi, nell’ atmosfera si è ammassata così tanta anidride carbonica che la temperatura della Terra è salita di quattro gradi. Per te quattro gradi potrebbero sembrare una sciocchezza, ma non è così.

Presto la temperatura sarà sufficiente a fondere tanto ghiaccio ai poli da innalzare il livello di tutti gli oceani. Le città sulle rive degli oceani – e tutte le grandi città vi si trovano – saranno sommerse dall’ acqua.

Se la temperatura continua a salire – cosa che sta succedendo – perchè nessuno sta ascoltando…gli alberi vengono tagliati senza alcuna intelligenza per cose futili, come giornali privi di qualsiasi contenuto…Per queste cose state distruggendo la vita.

E’ possibile che le nevi eterne dell’ Himalaya comincino a fondersi, cosa mai successa in passato; se accadesse, il livello degli oceani si innalzerebbe di sei metri, sommergendo in pratica tutto il mondo.

Tutte le vostre grandi città saranno distrutte: Bombay, Calcutta, New York, Londra, San Francisco. Forse potrebbero sopravvivere alcune popolazioni primitive che vivono sulle cime delle montagne.

L’ interdipendenza è assoluta: quando gli astronauti raggiunsero per la prima volta la Luna, scoprirono per la prima volta che la Terra è circondata da uno spesso strato di ozono, un tipo di ossigeno che la circonda tutta come una coperta. E’ grazie a questa coperta di ozono che la vita su questo pianeta è stata possibile: infatti respinge i raggi mortali che arrivano dal Sole, lasciando entrare solo quelli benefici.

Ma a causa del nostro stupido desiderio di raggiungere la Luna, abbiamo creto dei buchi in quello strato, e gli sforzi in quel senso continuano. Adesso stiamo cercando di raggiungere Marte! Ogni volta che un razzo attraversa l’ atmosfera terrestre, crea dei grandi buchi. Attraverso tali buchi i raggi nocivi hanno cominciato a penetrare. Ora gli scienziati sostengono che questi raggi aumenteranno i casi di cancro di quasi il trenta per cento; e non si contano le altre malattie, quelle minori.

Gli stupidi politici non ascoltano, e non si decidono a prendere provvedimenti. Eppure, se dici che sono stupidi, vieni punito e messo in prigione; si creano false accuse ai tuoi danni. Ma non vedo in quale altro modo definirli: “Stupidi” sembra la parola più gentile ed educata nei loro confronti. Non se la meritano; meritano qualcosa di peggio.

La vita è una profonda interdipendenza.

Tratto da Osho – “Con te e senza di te”

Una nuova visione delle relazioni umane
ISBN: 9788804586678

Prezzo € 9,50

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Un cerchiO di energia

Prova a fare questo piccolo esperimento: un giorno mettiti davanti a uno specchio.

Tu guardi nello specchio, il tuo volto è nello specchio, i tuoi occhi sono nello specchio.

Questa è l’estroversione: tu guardi il volto riflesso nello specchio, è il tuo stesso volto, naturalmente, ma è un oggetto esterno a te.

Poi, per un istante, rovescia il processo. Comincia a sentire che sei guardato dalla persona riflessa nello specchio: non sei tu che ti guardi riflesso, ma è la persona riflessa nello specchio che ti guarda e ti troverai in uno spazio molto strano.

Prova solo per qualche minuto: ti sentirai molto vitale e in te comincerà a entrare qualcosa dall’ immenso potere.

Mettiti in piedi davanti allo specchio nella tua stanza da bagno, prima guarda la tua figura riflessa: tu guardi e la figura riflessa è l’oggetto.

Poi cambia l’ intera situazione, rovescia il processo.

Comincia a sentire che sei la persona riflessa nello specchio e che la persona riflessa nello specchio ti sta guardando.

Immediatamente vedrai accadere un cambiamento, un’ energia immensa verrà verso di te.

Se lo farai per qualche giorno, rimarrai sorpreso nel sentire in te molta più vitalità per tutta la giornata.

Solo per pochi minuti, stai in piedi davanti allo specchio e lascia che la tua energia torni in te in modo da completare il cerchio.

Ogni volta che il cerchio è completo, in te c’è un grande silenzio. Il cerchio incompleto crea agitazione. Quando il cerchio è completo, crea riposo, ti rende centrato.

Questo è solo un esperimento, potrai ripeterlo in molti modi.

Guardando una rosa, prima guarda la rosa per pochi istanti e poi comincia il processo inverso: è la rosa che guarda te.

E rimarrai sorpreso nel sentire quanta energia può darti la rosa.

La stessa cosa puoi farlo con gli alberi, con le stelle…

Namastè

Sandro

TRATTO DA:

Il cuore celeste – Lo splendore dell’essere – La luce nell’abisso – Il sacro fuoco
ISBN: 9788848603416

Prezzo € 14,00
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Una storiella sufi d’Amore

Ho sentito dire…

In Oriente il nome di Majnu è famosissimo. Majnu è il simbolo dell’amante.
Era un giovane povero che amava perdutamente e aveva un grande cuore.

Si innamorò della figlia dell’uomo più ricco della sua città. Il matrimonio era inconcepibile. Era addirittura impossibile pensare a un incontro con l’amata.


Solo ogni tanto, da lontano, riusciva a vedere la sua amata Leyla.
Tuttavia la voce di quell’amore cominciò a circolare per la città e il padre di Leyla temeva che potesse macchiare il nome della sua famiglia, e fosse poi difficile trovare l’uomo giusto per la figlia. Per cui decise di lasciare quella città e trasferirsi in un lontano paese, dove nessuno sapesse nulla di Majnu.


Il giorno della partenza, una lunga carovana iniziò a sfilare, carica di denari e di beni: erano stati impiegati centinaia di cammelli per quel trasporto.


Majnu si era appostato lungo il cammino, nei pressi di un albero, nascosto tra il fogliame perchè il padre era così in collera che lo avrebbe potuto uccidere, sebbene lui non avesse fatto nulla. Non aveva mai neppure parlato con Leyla. Stava lì, per vederla almeno un’ultima volta.

Gli bastava sapere che era felice e che stava bene. Aspettava, sicuro che sarebbe venuta da lui, se il suo amore fosse stato sufficientemente potente.


Si fidava assolutamente del suo amore; aveva visto la stessa fiamma d’amore che brillava nel suo cuore, brillare anche negli occhi di Leyla.

E anche Leyla guardava dal cammello che stava cavalcando, sicura che Majnu aspettava da qualche parte, lungo il cammino. E alla fine lo vide, nascosto dietro l’albero, tra il fitto fogliame. Per un istante, senza che venisse pronunciata una sola parola o che fosse fatto un segno, si unirono. Poi la carovana passò oltre…

Ma per Majnu il tempo si fermò in quell’istante. Restò immobile di fianco all’albero, in un’attesa senza tempo. E si dice che passarono anni prima che Leyla tornasse.

Ma arrivò un po’ tardi. Chiese e la gente rispose che non avevano mai più saputo nulla di Majnu dal giorno in cui era partita. In città non si era più fatto vedere.

Allora Leyla corse all’albero dove l’aveva lasciato. Era ancora là, ma era successa una cosa strana: si era unito all’albero.
Majnu si rilassò in maniera totale: non c’era nient’altro da fare che aspettare.

Si rilassò con l’albero e pian piano iniziarono a fondersi l’uno nell’altro. L’albero divenne il suo nutrimento. Non furono più separati; si fusero insieme.

Dal corpo di Majnu spuntarono dei rami, il fogliame non lo nascondeva più come un tempo, iniziò a coprire il suo corpo. Avvolto da quel manto di foglie e dalla fragranza di fiori meravigliosi, Leyla non potè riconoscerlo.

Ma l’albero mormorava un solo nome: “Leyla, Leyla…”.
La donna si sentì impazzire, chiedeva: “Dove sei nascosto?”. E l’albero disse: “Non mi nascondo affatto. Aspettando così a lungo, senza far nulla, immerso nel mio rilassamento, mi sono unito a questo albero. Sei arrivata un po’ troppo tardi. Noi avremmo dovuto fonderci l’uno nell’altra e forse il destino non lo ha voluto.

Tuttavia, io ero pronto a rilassarmi nel momento presente, senza più pensare alle conseguenze… ora sono felice che tu sia viva, sei sempre più bella, ma io ormai sono andato lontano… la mia felicità è infinita.Solo, rilassato, in assoluto abbandono”.


Tratto da: Osho-
“Il significato dell’esistenza”.

Namastè

Sandro

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