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L’aspetto di Dio
“Vuoi vedere che aspetto ha Dio? Guardati in uno specchio. Lo vedrai direttamente sul Tuo viso”
L’uomo è creatore della propria vita. L’uomo è Dio, è la Mente di Dio che si esprime nella forma chiamata umanità. Dio, Puro Pensiero, ha contemplato se stesso e ha dato vita all’estensione Uomo”.
L’uomo, quindi, nella sua essenza è pura luce, energia creatrice che si esprime attraverso il sentire.
L’uomo è totalmente responsabile di tutto quanto gli accade su questo piano, egli è l’uomo-Dio che sceglie ciò che vuole essere.
Egli crea la sua realtà attraverso il pensiero: “Voi create la vostra vita attraverso i vostri processi mentali, attraverso ciò che pensate. Perché tutto ciò che pensate, diventerà sentimento. E ciò che provate si manifesta e crea le condizioni della vostra vita.”
Nulla è casuale, tutto ciò che accade è un atto intenzionale del pensiero e delle emozioni.
Nel ciclo delle reincarnazioni, l’uomo si è separato dalla Vita creandosi limitazioni e leggi che lo hanno intrappolato nelle illusioni di questo piano, ha messo in dubbio l’esistenza di ciò che non vedeva e ha creduto che l’unica certezza fosse il corpo, condannandosi così ad una lotta perenne per la sopravvivenza, rinunciando all’immortalità e credendo nella morte, dimenticando che l’unica realtà è la Vita.
Vivere la vita è comprendere e diventare la gioia, perché l’espressione della gioia è l’unica via per conoscere Dio.
La gioia è la libertà senza paura e senza sensi di colpa, è creare la vita secondo le proprie condizioni; è il supremo stato dell’essere.
Si vive nella gioia amando profondamente se stessi perché questo è il significato della libertà e da qui nasce la gioia, che è Dio “Non c’è scopo più grande nella vita che vivere per l’amore e la pienezza del sé.
E ciò si può raggiungere partecipando alla vita e facendo le cose che danno gioia, non importa quali!
Ramtha
Grazie Rosalba!
Io non sono affatto “timorato di dio”
Solo una totale assenza di paura ti può condurre a lui.
(The fear of God-La paura di Dio)
Credere è di per sé cecità. Come può la cecità condurci alla realtà suprema?
E non sono neppure un seguace di una qualsiasi religione,
perché la religione non può essere racchiusa in categorie,
come fossero compartimenti stagni, é una ed è indivisibile.
Una persona mi ha chiesto: “Allora sei ateo?”
Non sono ateo, né sono teista.
Queste distinzioni sono superficiali, semplici giochi da intellettuali.
Non hanno assolutamente nulla a che vedere con l’esistenza.
L’esistenza non è divisa in “ciò che è” e “ciò che non è”: queste distinzioni sono opera della mente.
Di conseguenza, sia l’ateismo che il teismo sono prodotti della mente,
non toccano affatto il regno dello spirito.
Lo spirito trascende entrambe le cose, il positivo e il negativo.
Ciò che è, dimora oltre il positivo e il negativo.
In altre parole, essi sono un’unica entità, e non sono divisi da alcuna linea di demarcazione.
Nessun concetto accettato dall’intelletto può toccare quella dimensione.
In verità, il teista deve liberarsi dalla sua fede, e l’ateo dalla sua mancanza di fede.
Solo allora possono entrare nella dimensione del vero.
Entrambe le idee sono ossessioni dell’intelletto.
E ogni ossessione è un’imposizione.
Non ci è richiesto di decidere cosa sia la verità,
dobbiamo semplicemente aprirci e vedere la verità, così com’è.
Ricorda che non dobbiamo decidere nulla, per ciò che concerne il vero, dobbiamo solo vederla.
Colui che lascia cadere ogni supposizione dell’intelletto, ogni concezione logica, ogni ossessione e presupposto della mente, si apre alla verità, come i fiori si aprono alla luce.
Ed è in questo aprirsi che diventa possibile la visione.
Pertanto, io chiamo religioso colui che non è teista né è ateo.
La religiosità è un salto dalla nozione di dualità, all’unità.
Là dove non vi è pensiero, ma solo assenza di pensiero;
Là dove non vi è scelta, ma solo assenza di scelta;
dove non vi sono parole,
ma totale assenza di parole,
là si entra nella sfera della religione.
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Osho: Dio non è una Soluzione-Ma un Problema
Non credo che Dio non esista so per certo che non esiste.
E grazie a Dio non esiste!
Poiché l’esistenza di Dio avrebbe creato così tanti problemi e difficoltà che la vita sarebbe diventata impossibile.
Forse non l’hai visto dalla prospettiva da cui sto per parlartene, forse nessuno ha mai tentato di guardare la cosa da questa prospettiva.
I cristiani dicono che Dio ha creato il mondo, di fatto, è necessaria l’ipotesi di Dio per la creazione: il mondo esiste, qualcuno deve averlo creato.
Chiunque l’abbia creato quel creatore è Dio. Ebbene, vedi cosa implica? Se il mondo è creato allora non può esserci evoluzione. L’evoluzione implica che la creazione continui.
Pensa al racconto cristiano: Dio ha creato il mondo in sei giorni e poi, il settimo, si è riposato; da allora si sta riposando… L’intera creazione fu completata in sei giorni. Ebbene, da dove l’evoluzione potrà avere una possibilità?
Creazione significa: tutto finito!
È arrivato il punto fermo: il settimo giorno tutto concluso; e da allora non c’è stata possibilità di evoluzione.
L’evoluzione implica che la creazione non sia completa; da qui la possibilità di evolvere. Ma Dio non può creare un mondo incompleto: andrebbe contro la natura di Dio.
Egli è perfetto e qualsiasi cosa fa, è perfetta: non evolve lui, né evolve il mondo: tutto è immobile, morto.
C’è un motivo per cui i papi sono contro Charles Darwin: quest’uomo ha introdotto un’idea che prima o poi ucciderà Dio.
In un certo senso, quei papi sono stati preveggenti riuscirono a vedere le remote implicazioni dell’idea di evoluzione.
Comunemente tu non avresti associato creazione ed evoluzione. Che connesione può esserci tra Dio e Charles Darwin?
Esiste una connessione: Charles Darwin dice che la creazione è un processo in sviluppo, che l’esistenza è sempre imperfetta; non sarà mai perfetta.
Solo in questo caso evolverà, raggiungendo nuovi picchi, nuove dimensioni, aprendo nuove porte, nuove possibilità.
Dio ha concluso il suo lavoro in sei giorni e non molto tempo fa: quattromila e quattro anni prima che Gesù Cristo nascesse.
Dev’essere stato il primo di Gennaio, un Lunedì. Poiché ci industriamo ad adattare Dio in ciò che noi abbiamo creato. Egli ha seguito il nostro calendario.
Se lo chiedi a me, dirò che dev’essere stato Lunedì, il primo Aprile, giorno degli sciocchi, perché quel giorno sembra essere perfettamente adatto a un gesto simile:creare un’esistenza totalmente fatta e finita!
Se l’evoluzione diventa impossibile,la vita perde ogni significato la vita perde ogni futuro,allora ha solo un passato. non è innaturale che le persone religiose siano sempre orientate al passato hanno solo il passato: tutto è già stato fatto non c’è nulla da fare in futuro.
Il futuro è vuoto, azzerato.

Namastè
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