Quasi non osavo respirare…

Un bellissimo spettacolo fatto da Miyoko Shida Rigolo, una ballerina giapponese che vive in Francia. Non so molto di lei, ma ha fatto una Performance di equilibrio con diversi rami di biancospino e una piuma. Mai vista tanta sensibilità, così tanta bellezza. Mi ha commosso. Goditi lo spettacolo.
Non solo ciò che si vede esiste
Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. Uno di loro chiese all’altro:

– Tu credi nella vita dopo il parto?
- Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello saremo più tardi.
– Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
- Non lo so, ma sicuramente… ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca.
-Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione … Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto.
- Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
– Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
- Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
– Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
- Dove? Tutta in torno a noi! E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
– Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista.
- Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai? … Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa …
Ciascuno di noi è, in verità, un’immagine del grande gabbiano, un’infinita idea di libertà, senza limiti.
Puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri.
Tu seguita ad istruirti sull’amore.
…. . ….
Mettere in pratica l’amore voleva dire rendere partecipe
della verità da lui appresa, conquistata,
qualche altro gabbiano che a quella stessa verità anelasse.
…. . ….
Devi solo seguitare a conoscere meglio te stesso,
ogni giorno un pochino di più..
…. . ….
Egli imparò a volare,
e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare.
Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia
a rendere così breve la vita di un gabbiano.
…. . ….
D’ora in poi vivere qui sarà più vario e interessante …
Noi avremo una nuova ragione di vita. Ci solleveremo dalle tenebre dell’ignoranza,
ci accorgeremo di essere creature di grande intelligenza e abilità.
Saremo liberi! Impareremo a volare!
…. . ….
Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi.
Gli occhi vedono solo ciò’ che è limitato.
Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conoci già’,
allora imparerai come si vola.
Nei limiti c’è il Tutto
Come è possibile che a tutto ci sia un limite? Hai mai sentito dire questa espressione: “A tutto c’è un limite!” Allora se il tutto ha un limite non è il Tutto.

L’uomo utilizza delle frasi già fatte per comunicare con gli altri e quasi è convinto che siano farina del proprio sacco. Ma non proviene da lui ciò che dice: è stata l’influenza dell’educazione ricevuta: i genitori, gli insegnanti, gli amici…
Questo Tutto con dei limiti : se vengono identificati dei limiti significa che possono essere superati solo per il semplice fatto che siano manifesti. Così l’Essere coraggioso cerca e trova il modo per andare avanti, per scavalcare qualsiasi ostacolo/limite. Chi invece coraggio non ha acquieta le sue paure dell’ignoto standosene mesto nel suo recintino di limiti. E la sua vita scorre senza che abbia mai assaporato ad esempio la deliziosa sensazione di fermarsi ad annusare l’aria. La forza del Nostro Spirito è in grado di portarci al di là e scoprire, osservando i propri limiti che c’è il Tutto anche lì. Nei limiti c’è il Tutto.
La nostra paura più profonda di Marianne Williamson
La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ”
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
Marianne Williamson
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Il potere del nostro lato oscuro
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L’aspetto di Dio
“Vuoi vedere che aspetto ha Dio? Guardati in uno specchio. Lo vedrai direttamente sul Tuo viso”
L’uomo è creatore della propria vita. L’uomo è Dio, è la Mente di Dio che si esprime nella forma chiamata umanità. Dio, Puro Pensiero, ha contemplato se stesso e ha dato vita all’estensione Uomo”.
L’uomo, quindi, nella sua essenza è pura luce, energia creatrice che si esprime attraverso il sentire.
L’uomo è totalmente responsabile di tutto quanto gli accade su questo piano, egli è l’uomo-Dio che sceglie ciò che vuole essere.
Egli crea la sua realtà attraverso il pensiero: “Voi create la vostra vita attraverso i vostri processi mentali, attraverso ciò che pensate. Perché tutto ciò che pensate, diventerà sentimento. E ciò che provate si manifesta e crea le condizioni della vostra vita.”
Nulla è casuale, tutto ciò che accade è un atto intenzionale del pensiero e delle emozioni.
Nel ciclo delle reincarnazioni, l’uomo si è separato dalla Vita creandosi limitazioni e leggi che lo hanno intrappolato nelle illusioni di questo piano, ha messo in dubbio l’esistenza di ciò che non vedeva e ha creduto che l’unica certezza fosse il corpo, condannandosi così ad una lotta perenne per la sopravvivenza, rinunciando all’immortalità e credendo nella morte, dimenticando che l’unica realtà è la Vita.
Vivere la vita è comprendere e diventare la gioia, perché l’espressione della gioia è l’unica via per conoscere Dio.
La gioia è la libertà senza paura e senza sensi di colpa, è creare la vita secondo le proprie condizioni; è il supremo stato dell’essere.
Si vive nella gioia amando profondamente se stessi perché questo è il significato della libertà e da qui nasce la gioia, che è Dio “Non c’è scopo più grande nella vita che vivere per l’amore e la pienezza del sé.
E ciò si può raggiungere partecipando alla vita e facendo le cose che danno gioia, non importa quali!
Ramtha
Grazie Rosalba!
GENIUS SECULI
Adattamento del primo capitolo di ZEITGEIST ADDENDUM (doppiato in italiano)
al NOSTRO sistema economico (banca d` italia, BCE, creazione della moneta, debito pubblico, inflazione, interessi, etc..) di Zeitgeist Addendum.
Autore originale: Peter Joseph Adattameto italiano: Christian Ice Revisione testo: Alessandro Bono Voce narrante: Marco Benevento Musiche: Luca Bellanov
Io non sono affatto “timorato di dio”
Solo una totale assenza di paura ti può condurre a lui.
(The fear of God-La paura di Dio)
Credere è di per sé cecità. Come può la cecità condurci alla realtà suprema?
E non sono neppure un seguace di una qualsiasi religione,
perché la religione non può essere racchiusa in categorie,
come fossero compartimenti stagni, é una ed è indivisibile.
Una persona mi ha chiesto: “Allora sei ateo?”
Non sono ateo, né sono teista.
Queste distinzioni sono superficiali, semplici giochi da intellettuali.
Non hanno assolutamente nulla a che vedere con l’esistenza.
L’esistenza non è divisa in “ciò che è” e “ciò che non è”: queste distinzioni sono opera della mente.
Di conseguenza, sia l’ateismo che il teismo sono prodotti della mente,
non toccano affatto il regno dello spirito.
Lo spirito trascende entrambe le cose, il positivo e il negativo.
Ciò che è, dimora oltre il positivo e il negativo.
In altre parole, essi sono un’unica entità, e non sono divisi da alcuna linea di demarcazione.
Nessun concetto accettato dall’intelletto può toccare quella dimensione.
In verità, il teista deve liberarsi dalla sua fede, e l’ateo dalla sua mancanza di fede.
Solo allora possono entrare nella dimensione del vero.
Entrambe le idee sono ossessioni dell’intelletto.
E ogni ossessione è un’imposizione.
Non ci è richiesto di decidere cosa sia la verità,
dobbiamo semplicemente aprirci e vedere la verità, così com’è.
Ricorda che non dobbiamo decidere nulla, per ciò che concerne il vero, dobbiamo solo vederla.
Colui che lascia cadere ogni supposizione dell’intelletto, ogni concezione logica, ogni ossessione e presupposto della mente, si apre alla verità, come i fiori si aprono alla luce.
Ed è in questo aprirsi che diventa possibile la visione.
Pertanto, io chiamo religioso colui che non è teista né è ateo.
La religiosità è un salto dalla nozione di dualità, all’unità.
Là dove non vi è pensiero, ma solo assenza di pensiero;
Là dove non vi è scelta, ma solo assenza di scelta;
dove non vi sono parole,
ma totale assenza di parole,
là si entra nella sfera della religione.

















