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Osho

Akhari Kavita – Con te e senza di te – Osho

Una giovane donna e un uomo si innamorarono e, come accade sempre, volevano sposarsi subito.
La donna pose solo una condizione…era molto istruita, molto sofisticata, molto ricca.

E l’uomo le disse: “Accetto qualsiasi tua condizione, ma non posso vivere senza di te”.

Lei replicò: “Prima di tutto ascolta la mia condizione, poi pensaci.Non è una condizione qualsiasi…non dovremo vivere nella stessa casa. Io possiedo una grandissima proprietà e un lago bellissimo circondato da alberi, giardini e prati: ti farò costruire una casa sull’ altra sponda, proprio di fronte a quella in cui vivo io”.

L’uomo commentò: “Ma così che senso ha sposarsi?”

La donna spiegò: “Sposarsi non significa distruggersi a vicenda.Io ti dono uno spazio tuo, e conservo il mio. Una volta ogni tanto, camminando in giardino potremo incontrarci. Una volta ogni tanto mentre andiamo in barca sul lago, potremo incontrarci…per caso! Oppure ogni tanto potrò invitarti a prendere un tè da me, oppure tu potrai invitare me”.

L’uomo disse: “Questa idea è semplicemente assurda!”

Al che la donna concluse: “Allora puoi scordarti il matrimonio”.

Questa è la sola idea giusta, solo così il nostro amore potrà continuare a crescere, perchè noi resteremo sempre freschi agli occhi dell’altra; non ci daremo per scontati…io conserverò il diritto di rifiutare un tuo invito, e tu conserverai la libertà di rifiutare il mio: in nessun modo le nostre libertà verranno intaccate. E tra queste due libertà cresce lo splendido fenomeno dell’amore.

Tratto da “Con te e senza di te” di Osho che cita “Akhari Kavita” (L’ultimo poema) di R.Tagore

Con Te e Senza di Te - Edizione Economica

Buono

OSHO: Innamorarsi dell’Amore

Nell’essere egoista troverai tutto l’altruismo che hai cercato e ricercato, senza mai trovarlo; perché l’intero contesto era ribaltato: ti viene detto di amare il vicino, ma non hai mai amato te stesso! E una persona che non ha amato se stessa, come potrà amare il vicino? Da dove potrà ottenere l’amore: come prima cosa lo devi avere!

Tu ami il tuo vicino, senza saper nulla dell’amore, perché non hai mai amato te stesso. Il vicino ama te, senza aver mai amato se stesso: nel mondo sta esplodendo una follia sconvolgente. La gente si ama a vicenda, senza saper nulla dell’amore: é come se dei mendicanti chiedessero l’elemosina tra di loro, pensando che l’altro sia un imperatore. Entrambi pensano la stessa cosa: l’altro è un imperatore. Ma entrambi sono mendicanti, prima o poi la realtà si manifesterà e allora ci sarà infelicità e sofferenza. Allora penserai di essere stato ingannato: “Questo mendicante ha cercato di spacciarsi per un imperatore!”, ma questa è una vera assurdità. Eri tu che pensavi a lui come un imperatore; e la situazione è identica anche sull’altro versante: l’altro pensa che l’hai ingannato, spacciandoti per un imperatore, mentre sei solo un mendicante. Quando entrambi i mendicanti scoprono di essere solo dei mendicanti, cos’altro possono fare se non essere furiosi, esplodere di rabbia, aggredirsi a vicenda, odiarsi a morte!
E l’amore? Non c’era: non sanno cosa sia l’amore. Per conoscere qualsiasi cosa, si deve partire da se stessi.
Ti è stato insegnato a sacrificare te stesso per uno stupido ideale. Io voglio che tu sia solo e unicamente egoista. E rimarrai sorpreso: se sei egoista, scopri un’infinità di tesori dentro di te, ragion per cui molto presto inizierai a condividerli. Questo perché trovare un tesoro è una gioia minore rispetto al condividerlo. E i tesori che hai dentro di te non seguono la comune legge dell’economia: sono all’opposto, sono diametralmente opposti alla normale struttura economica.
Nella comune economia, se dai qualcosa ne avrai di meno; se continui a dare, ben presto sarai un mendicante. Nel mondo dell’economia ordinaria devi sottrarre agli altri quanto più possibile, allora avrai di più e ancora di più, e di più ancora.
I tesori di cui ti sto parlando seguono una legge diversa: se ti ci aggrappi, si esauriscono. Se ti ci aggrappi troppo, puoi addirittura farli morire. E se li vuoi distruggere, chiudi tutte le finestre e le porte, diventa un tomba; così che nulla possa sfuggirti, ma sarai un uomo morto… con tutti i tuoi tesori morti con te!
La tua verità, la tua libertà, il tuo amore, la tua gioia… tutto sarà morto insieme a te. Sicuramente morto! Una morte più che sicura!
Se invece vuoi far crescere i tuoi tesori, condividili; condividili a piene  mani. Non preoccuparti neppure se l’altro è un amico o un approfittatore: quando condividi, ciò che conta è la condivisione, non con chi lo fai! Chiunque sia l’interessato… tu limitati a dare. Non preoccuparti del destinatario, tu continua a inviare le lettere d’amore: da qualche parte qualcuno le riceverà. E più continui a condividere, più continuerà a entrare in te da sorgenti sconosciute.
Un uomo è esattamente simile a un pozzo.

Tratto da: From Darkness to light, Capitolo # 22

Innamorarsi dell'Amore

Voto medio su 4 recensioni: Da non perdere

€ 9.5

L’Arte dell’Ascolto

“Il modo in cui parlo è un po’ strano. Nessuno al mondo parla come faccio io. Tecnicamente è sbagliato; ci vuole quasi il doppio del tempo! Ma chi parla ha di solito uno scopo diverso – il mio scopo è assolutamente diverso dal loro. Gli altri parlano perché si sono preparati a farlo; non fanno che ripetere qualcosa che hanno preparato in anticipo. In secondo luogo, parlano per importi una certa ideologia, una certa idea. E in terzo luogo, per loro parlare è un’arte che continuano a raffinare.

Per quanto mi riguarda, non sono ciò che si definisce un oratore. Per me non è un’arte o una tecnica; tecnicamente continuo a peggiorare di giorno in giorno! Ma i miei scopi sono del tutto diversi. Non voglio far impressione su di te per poterti manipolare. Non parlo per convincerti e poter raggiungere qualche obiettivo. Non parlo per convertirti in un cristiano o un indù o un musulmano, in un teista o in un ateo. Queste cose non mi interessano.

Il mio parlare è in realtà uno dei miei espedienti per la meditazione. Parlare non è mai stato adoperato in questo modo: non parlo per darvi un messaggio, ma per far fermare il funzionamento della mente.

Ciò che dico non è stato preparato. Io stesso non so quale sarà la prossima parola; è per questo che non faccio mai errori. Si possono fare errori se ci si è preparati. Non mi dimentico nulla, perché ci si può dimenticare solo qualcosa che si deve ricordare. Quindi parlo con una libertà che forse nessuno ha mai avuto prima.

Non mi preoccupo di essere coerente, perché lo scopo non è quello. Una persona che vuole convincerti e manipolarti con le sue parole dev’essere coerente, dev’essere logica, dev’essere razionale, per poter sopraffare il tuo intelletto. Vuole dominarti tramite le parole.

Il mio scopo è unico: :Io uso le parole solo per creare pause di silenzio. Le parole non sono importanti, quindi posso dire cose contraddittorie, cose assurde, del tutto slegate tra di loro, perché il mio scopo è solo di creare silenzio. Le parole sono secondarie; i silenzi tra le parole sono il fatto primario. È semplicemente un espediente per darti un’intuizione momentanea della meditazione. Quando sai che per te è possibile, hai già fatto molta strada in direzione del tuo essere.

La maggior parte della gente pensa che non sia possibile che la mente sia silenziosa. Proprio perché pensano che sia impossibile, non provano neppure. Dare alla gente un assaggio della meditazione è la mia ragione fondamentale per parlare, quindi posso andare avanti a parlare per l’eternità. Ciò che dico non ha importanza; ciò che conta è darvi qualche possibilità di essere silenziosi, una cosa che all’inizio potete trovare difficile da fare da soli.

Io non posso costringervi a essere silenziosi, ma posso creare un meccanismo in cui spontaneamente dovete diventare silenziosi. Io parlo, e nel mezzo di una frase, quando stai aspettando che segua un’altra parola, non arriva nulla, solo una pausa di silenzio. La tua mente voleva ascoltare, e aspettava che arrivasse il seguito, e non voleva perderlo – quindi è diventata silenziosa. Cosa può fare la povera mente? Se si sapesse prima in quali punti sarò in silenzio, se ti fosse stato dichiarato che in questo o in quel punto sarò in silenzio, allora potresti riuscire a pensare; non saresti silenzioso. Allora sapresti: ‘Questo è il punto in cui rimarrà in silenzio; ora posso fare una bella chiacchierata con me stesso’. Ma dato che arriva proprio all’improvviso… Io stesso non so perché in alcuni punti mi fermo.

Una cosa del genere in qualsiasi oratore sarebbe condannata, perché quando un oratore continua a fermarsi vuol dire che non è ben preparato, che non ha fatto i suoi compiti a casa. Vuol dire che la sua memoria non è affidabile, che a volte non riesce a trovare la parola da usare. Ma dato che non è oratoria, non mi preoccupo di chi mi condannerà – io mi preoccupo di voi.

E non solo qui, ma anche in posti distanti… dovunque ci saranno persone che ascolteranno dal video o dall’audiocassetta, arriveranno allo stesso silenzio. Il successo per me non è quello di convincerti, il successo per me è di darti un assaggio autentico della meditazione in modo che tu possa aver fiducia nel fatto che non è una favola, che lo stato di non-mente non è solo un’idea filosofica, ma una realtà; che ne sei capace e che non richiede qualifiche particolari.

Con me, essere silenziosi è più facile anche per un’altra ragione. Io sono silenzioso. Il mio essere più profondo non è affatto coinvolto con voi. Ciò che vi dico non è per me un disturbo o una tensione o un compito oneroso; io sono quanto più rilassato si possa essere. Parlare o non parlare per me non fa alcuna differenza.

Naturalmente, questa condizione è contagiosa.

Dato che non posso parlare tutto il giorno per mantenervi in questi momenti meditativi, voglio che siate voi a prendervi la responsabilità. Accettare che siete in grado di essere silenziosi, vi aiuterà quando mediterete da soli. Conoscere la vostra capacità… e si può arrivare a conoscere la propria capacità solo attraverso il farne esperienza. Non c’è altro modo.

Non rendermi completamente responsabile del tuo silenzio, perché ciò creerà per te una difficoltà. Da solo, cosa farai? Allora diventerà una specie di droga, e io non voglio che tu sia assuefatto a me. Non voglio essere una droga per te.

Voglio che tu sia indipendente e fiducioso di poter ottenere questi momenti preziosi anche da solo.

Se puoi ottenerli con me, non c’è ragione per cui tu non possa ottenerli anche senza di me, perché io non sono la causa. Devi comprendere cosa accade: ascoltandomi, metti da parte la mente.

Ascoltando l’oceano, o ascoltando il tuonare del temporale o ascoltando la pioggia che cade battente, metti da parte l’ego, perché non ti serve… L’oceano non ti attaccherà, né lo farà la pioggia; gli alberi non ti attaccheranno – non hai bisogno di difenderti. Se sei vulnerabile alla vita come tale, all’esistenza come tale, avrai continuamente di questi momenti. Presto diventeranno tutta la tua vita.

Dovunque tu sia – a casa, al lavoro, o sulla strada per andare dall’uno all’altro – puoi usare la presenza di qualunque suono, di qualunque rumore, come opportunità per andare dentro di te fino a uno spazio di silenzio e di quiete interiore.”

Osho

Grazie Samaya!

Cos’è più importante, essere se stessi o conoscere se stessi?

Cos’è più importante, essere se stessi o conoscere se stessi?

Pensi che siano due cose diverse?

Come puoi conoscere te stesso se non sei te stesso?

E viceversa, come puoi essere te stesso se non sai chi sei?

Essere se stessi e conoscere se stessi non sono due cose separate, pertanto non si pone il problema della scelta; si tratta di due aspetti di un unico processo.

Devi lavorare su entrambi simultaneamente, nessuno dei due può essere trascurato.

Ma è più facile iniziare con l’essere se stessi; è più facile perché gli altri ti hanno distolto da te stesso.

Le maschere che indossi non sono una tua scelta.

Controvoglia, riluttante, sei stato obbligato a essere diverso da ciò che sei.

Namastè

Sandro

OSHO: Assolutamente libero di essere divertente

Estratti da un’intervista con Jeff McMullen, “60 minutes” Australia
The Last Testament, Volume I – Capitolo 4

Se ti elencassi alcune persone, potresti darmi qualche parola di saggezza per ciascuna di loro?

Il Mahatma Gandhi.

È stato il politico più astuto che il mondo abbia mai conosciuto.


Adolf Hitler.

È stato il politico più idiota che il mondo abbia mai conosciuto.


Il Papa Giovanni Paolo.

Dovrebbe essere incarcerato.


Madre Teresa.

È tempo che si butti in un lago.


I tuoi seguaci ridono; d’altra parte, con queste affermazioni così rudi e destabilizzanti, chiaramente disturbi le persone, che vedono questo tipo di asserzioni come profane.

Mi piace disturbare le persone, perché solo disturbandole posso spingerle a pensare. Da secoli hanno smesso di pensare: nessuno ha osato disturbarle. La gente le ha consolate; io non consolerò nessuno perché, più consoli, più le persone restano ritardate. Disturbale, sconvolgile, colpiscile duramente; provocale: quella sfida porterà le loro potenzialità a un culmine. Il Reverendo Jim Jones e la sua gente sono in realtà la logica conclusione di Gesù e della teologia cristiana.

Ma non la logica conclusione del potere di un uomo su un gruppo di persone?

Esattamente quello era ciò che faceva Gesù. Esattamente quello è ciò che hanno fatto i papi. Per questo dico che è la logica conclusione a partire da Gesù, di tutti i papi e dei teologi cristiani. Tutti hanno tentato di dimostrare il potere, la gloria di Gesù, la sua eccezionalità e la sua speciale connessione con Dio… e se lo segui, non ti dovrai preoccupare del futuro: lui si prenderà cura di te. Qui, io insegno alla gente che nessuno si può prendere cura di te. Io non sono il vostro salvatore, non ti aiuterò in nessun modo a entrare nel regno di Dio; tuttavia, ti posso spiegare come sia possibile vivere qui nel regno della bellezza, dell’amore, della gioia. Per me, Dio è una parola morta: è una parola sporca, una parolaccia!

Abbiamo cercato di racchiudere nei limiti di un programma televisivo, la tua essenza: cercare di comprimere ciò che tu hai detto per 53 anni, o 53 vite in un programma di 60 minuti è impossibile! Ma noi pensiamo di aver colto, per il bene del nostro film, un po’ della magia e della tranquillità di questa esperienza.

Ottimo!

Spero non ti disturbi il mio dire che ho goduto questo circo e la sua spettacolarità, quanto… forse è prossimo a una sensazione spirituale. Comunque, per me tu sei davvero la persona più divertente che abbia mai incontrato.

È vero.

Possiedi uno splendido senso dell’umorismo… dove hai appreso tale e tanta immediatezza?

Io non ho mai imparato nulla. Continuo semplicemente a fare con naturalezza qualsiasi cosa mi sento di fare. Qualsiasi cosa devo dire, la dico, perché non ho alcun obbligo verso nessuno, e non ho alcun impegno con nessuno. Non appartengo ad alcun partito. Sono assolutamente libero di essere divertente, scioccante. Non mi preoccupo neppure di contraddirmi perché, a mio avviso, se un uomo resta coerente per tutta la sua vita, dev’essere un idiota. Una persona che cresce, deve contraddirsi molte volte: chi può dire cosa porta il domani? Il domani potrebbe annullare completamente l’oggi. E io sono pronto ad accompagnarmi alla vita senza alcuna esitazione.

Amavi quelle contraddizioni quando eri un conferenziere, molti anni fa?

Ho sempre amato le contraddizioni, perché per me hanno qualcosa di incredibilmente valido. Sembrano contraddizioni all’intelletto ma, se scendi in profondità in esse, scoprirai che si compensano, non sono contraddizioni: in qualche modo dipendono l’una dall’altra; se ne scompare una, l’altra non esisterà più. Per esempio, se in India non fosse esistito un regime britannico, non sarebbe stata possibile l’esistenza del Mahatma Gandhi. Se non fosse esistito un Adolf Hitler, scordatevi Churchill e Roosevelt e Stalin. La vita esiste in modo tale da creare contraddizioni, complementarietà. Le ho sempre amate!

Allora saresti felice se ciò che hai ispirato in questo breve lasso di tempo, all’interno di un viaggio lunghissimo… se alcune di queste persone che adesso ti seguono, se ne andassero a esplorare altre sfere di ciò che per loro è il loro Sé?

Ne sarò felice e le inviterò ad andare; perché sono venute qui alla ricerca di una verità, di una tranquillità, di un benessere. Se pensano di poterlo ottenere meglio altrove, sarò la prima persona a mandarle e ad aiutarle ad andarsene: l’ho fatto per anni. In realtà, l’ho dovuto fare in modo tale che le persone non sentissero di lasciarmi. Addirittura contro la loro volontà, ho dovuto benedirle e dire loro di andare. Sapevo che mi amavano, ma a quel punto le loro menti erano in difficoltà: volevano andare altrove, ma il loro amore per me era diventato un attaccamento. Ho dovuto distruggere quell’attaccamento… solo così hanno potuto andarsene. E ho distrutto molti attaccamenti per il loro bene, perché non voglio che nessuno sia uno schiavo. In libertà quelle persone sono venute da me, in libertà dovrebbero andarsene. E se vogliono restare, dovrebbero stare qui in libertà. Questo non è un campo di concentramento: è un campo di meditazione!

Namastè

Sandro

Osho – Bhagwan, The Movie (il Film) 1978

Un film documentario del 1978 su Osho (allora detto Bhagwan Shree Rajneesh), di Robert Hillmann. Preziose le immagini sulla prima Poona e i sannyasin dell’epoca.In lingua inglese (sottotitoli in tedesco).

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