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Osho

Il Segreto degli Esseri Viventi – Ama te stesso

L’amore è un nutrimento per l’anima. Quello che il cibo è per il corpo, l’amore è per l’anima. Senza cibo il corpo diventa debole, senza amore l’anima diventa debole.

Gli stati, le religioni, gli interessi costituiti, non hanno mai voluto che la gente avesse anime forti, perché una persona che ha energia spirituale, è necessariamente un ribelle.

L’amore ti rende ribelle, rivoluzionario, ti dà la capacità di vedere dentro le cose, in modo che nessuno possa ingannarti, sfruttarti e opprimerti.

Per indebolirti spiritualmente, ti hanno insegnato a non amare te stesso e un una persona che non si ama, non può neanche amare gli altri.

Dicono: Se ti ami diventerai un egoista, se ti ami diventerai narcisista. Ma non è affatto vero. Un uomo che si ama, scopre di non avere un ego. È nel tentativo di amare gli altri senza amare se stessi che l’ego nasce.

Un uomo che si ama e si rispetta, rispetterà anche gli altri.

Diventa cosciente che per quanto riguarda le cose fondamentali della vita, non siamo diversi; siamo una cosa sola.

L’uomo che ama se stesso prova una gran gioia che non fa altro che crescere e comincia a traboccare raggiungendo anche gli altri.

Deve raggiungerli! Se vivi l’amore, devi condividerlo.

Non puoi continuare ad amare te stesso per sempre, e una cosa ti sarà chiara: se amare te stesso ti riempie di gioia, quanta più sarà grande per te se la condividi con gli altri!
A poco a poco le onde si allargano. Un solo uomo, può essere colmato e colmare d’amore l’intero Universo, proprio come una piccola pietra può colmare tutto il lago di onde, una semplice pietra.

Ma tutto parte dal centro, dal centro di noi stessi poiché è li che ogni cosa ha inizio.
Una persona che ama se stessa può facilmente diventare meditativa, perché la meditazione vuol dire proprio essere con se stessi.

La meditazione non è altro che il godersi la propria splendida solitudine celebrando se stessi. È esattamente questo. basti a te stesso. Sei immerso nella tua gloria, nella tua luce.

Gioisci perché sei Vivo, perché Sei. Il miracolo più grande del mondo è che tu Sei e che io Sono. Essere è il miracolo più grande, e la meditazione apre le porte a questo grande miracolo.

L’amore inizia con te stesso e poi si diffonde e lo fa per suo conto, non hai bisogno di diffonderlo tu. Non cercare di reprimerti. Se reprimi, come potrai osservare? Se non sei l’amante di te stesso non potrai mai guardare nei tuoi occhi, nel tuo volto, nella tua realtà.

Se ti ami saprai osservare e potrai conoscerti poiché il conoscersi arriva dopo, quando l’amore ha preparato il terreno. Osserva, semplicemente osserva ogni cosa, oggi, domani e sempre.

Arriverà il momento in cui potrai osservare persino il tuo sonno poiché il corpo ha bisogno di riposo ma la tua consapevolezza è cosciente; è l’essenza stessa dell’essere vigili. Quella è la sua vera natura.
Quando ti ami e la tua capacità di osservare cresce, è come se mettessi le ali, e allora il cielo intero ti appartiene.

tratto e riveduto da un testo di Osho
voce: AquilaSenzaNido

Cercando Diamanti in Riva al Mare

“Le piccole cose rendono grande la vita”.

Ecco una frase che sentiamo spesso ripetere,
ma che secondo me non è compresa al meglio dalla maggior parte delle persone.

In genere, infatti, ci si aspetta debbano capitare cose incredibili dalla propria vita e regolarmente si rimane delusi dal fatto che non avvengano.

La realtà è che avere molte aspettative, significa anche aumentare le possibilità che queste non vengano soddisfatte.

Se si riesce a mantenere un buon livello di sorpresa evitando le aspettative, ecco che le piccole cose si possono trasformare in realtà strabilianti.

Ad esempio, cercando diamanti in riva al mare, si rimarrà probabilmente delusi dal fatto di non trovarli, se invece non si cerca nulla di particolare, ma semplicemente si raccolgono conchiglie e piccole pietre colorate, si rimarrà eccitati dal fatto di trovare cose così affascinanti e ci si sentirà subito ricchi.

Il fatto è che la mente non si accontenta perché per gioire delle conchiglie si deve essere presenti, e per farlo la mente deve scomparire.

Invece per desiderare i diamanti è necessario formulare una strategia futura per ottenerli.

E questo porterà alla frustrazione del fatto di non arrivare mai a niente.

Il trucco della mente, per rimanere viva, è di chiedere l’impossibile, rendendoci dei perenni mendicanti.

In tutto ci si aspetta sempre che qualcosa dovrà accadere,
anche nella meditazione.

Invece non deve accadere niente.

L’unica cosa da fare è rilassarsi lasciando che le cose succedano
per il gusto dei momenti che si susseguono, grandi o piccoli che siano.

Nella mia esperienza questo non è per niente facile, soprattutto per come viviamo noi occidentali.

Ma quando succede, anche per pochi attimi, provi una grande gioia, e il bello è che non hai faticato per ottenerla.

(articolo ispirato agli insegnamenti del maestro Osho)

by Wenz

Condividi il tuo amore, senza preoccuparti di chi lo riceve

Tutti vogliono essere amati: questo è il modo sbagliato di procedere.

Tutto inizia perché il bambino, da piccolo, non è capace di amare, non può né parlare né fare o dare nulla; può solo prendere. L’esperienza di un bambino piccolo rispetto all’amore è quella del prendere dalla madre, dal padre, dai fratelli e dalle sorelle, dagli ospiti, dagli estranei ma sempre prendere. Quindi la prima esperienza che si radica profondamente nell’inconscio è di dover ricevere amore. Il problema nasce perché tutti sono stati bambini, e tutti hanno lo stesso desiderio ardente di ricevere amore nessuno nasce senza. Tutti chiedono: “Dacci amore”, ma nessuno dà, perché anche l’altro è stato allevato come te. Bisogna essere svegli e consapevoli perché ciò che è solo un fatto accidentale della nascita non persista come stato costante e prevalente della mente.

Invece di chiedere: “Dammi amore”, inizia a dare amore. Dimenticati di prendere e dai – e ti garantisco che riceverai moltissimo. Non devi affatto pensare a prendere. Nemmeno indirettamente ti devi preoccupare del fatto che stai ricevendo oppure no. Questo sarebbe già sufficiente a turbarti. Dai, perché dare amore è così bello – prenderlo non è altrettanto bello. Questo è uno dei segreti. Dare amore è l’esperienza più bella che puoi fare, perché allora sei un imperatore. Ricevere amore è un’esperienza molto limitata, e appartiene al mendicante. Non essere un mendicante; almeno nel regno dell’amore sii un imperatore, perché è una qualità inesauribile che possiedi dentro di te. Puoi dare quanto vuoi; non devi preoccuparti che possa finire. Non verrà mai il giorno in cui potrai dire: “Mio Dio, non ho più amore da dare”. L’amore non è una quantità; è una qualità ed è una qualità di un certo tipo che cresce col dare e muore se lo trattieni. Se sei avaro, muore.

Quindi spendi più che puoi, non preoccuparti di chi sia a riceverlo. Questa è l’idea di una mente avara: darò amore a certe persone che possiedono determinate qualità. Non comprendi che hai tanto… sei come una nuvola carica di pioggia. La nuvola non si preoccupa di dove la pioggia andrà a cadere – sulle rocce, sui giardini, nell’oceano – non le importa affatto. Vuole solo liberarsi del suo fardello; questo scaricarsi porta un sollievo incredibile. Quindi il primo segreto è di non chiedere amore e di non aspettare, pensando che potrai darlo quando qualcuno te lo chiederà. Dallo! Dai amore a chiunque capiti – un estraneo. Non è che devi dar via cose costose, dare una mano a qualcuno sarà sufficiente. Tutto ciò che fai nelle ventiquattr’ore dovrebbe essere fatto con amore, e allora il dolore che ora provi nel cuore scomparirà. Quando sarai amorevole, la gente ti amerà; è una legge naturale: ricevi ciò che dai. Anzi, ricevi più di quanto dai. Impara a dare, e scoprirai che tante persone che prima non ti avevano mai nemmeno guardato, che non si erano mai occupate di te, saranno amorevoli verso di te. Il problema è che il tuo cuore è colmo di amore, ma tu hai fatto l’avaro, e quell’amore è diventato un peso. Invece di lasciar fiorire il cuore, hai accumulato, e così quando ogni tanto ti capita di essere in un momento d’amore, senti come se il cuore stesse scomparendo. Ma perché solo un momento? Perché non ogni istante? Non si tratta nemmeno di limitarsi solo agli esseri viventi. Puoi toccare questa sedia con mano amorevole. Dipende tutto da te, non dall’oggetto. In questo modo troverai un grande rilassamento; il tuo sé – che è un fardello – scomparirà e ti scioglierai nel tutto. Condividi il tuo amore, senza preoccuparti di chi lo riceve. Dallo, e scoprirai una pace e un silenzio straordinari. Diventerà la tua meditazione.

Osho

La straordinarietà di essere un uomo ordinario

L’UOMO DELLO ZEN è molto ordinario, straordinariamente ordinario. È ordinario al punto che, incontrandolo, è assai probabile che tu non sia in grado di riconoscerlo. Vive esattamente come te, mangia come te, dorme come te. In ogni modo possibile, è proprio come te. Per quanto riguarda l’aspetto esteriore, non è per nulla diverso da te.

Una differenza certamente esiste, ma è una differenza interiore. Ha una visione interiore, ha chiarezza. Ci vede, mentre tu sei cieco. È sveglio, e tu dormi. Tu sei ubriaco: ubriaco di avidità, ubriaco di cupidigia, ubriaco di rabbia, ambizione, ego.
L’uomo dello Zen semplicemente non È ubriaco, è sobrio. Cammina consapevolmente, siede consapevolmente: ‘Cammina nello Zen, siede nello Zen’. Non è speciale, in alcun modo. Non assomiglia agli altri cosiddetti santi. Non si stende su un letto di spine, o un letto di chiodi, non si mette a testa in giù. Non è stupido, né esibizionista. Non va in giro nudo per la strada. Non è matto, non è nevrotico! Vive in maniera molto ordinaria, molto normale.

È per questo che riconoscere l’uomo dello Zen è la cosa più difficile. Riconoscere un santo che cammina sull’acqua è facile: palesemente, il suo essere speciale è ovvio. Ma l’uomo dello Zen non cammina sull’acqua. Non fa miracoli. Non si dedica ai vani giochi dell’ego. Non è un ego, non è neppure una persona. È solo una presenza, una non-entità. È un nulla assoluto. Solo quando è un nulla assoluto, un individuo è ricco di consapevolezza. Qualunque cosa faccia, la fa con totalità. Solo un uomo che non è ubriaco agisce con totalità. In caso contrario, si rimane parziali, solo una parte si mette all’opera e contemporaneamente altre parti possono esserle antagoniste, essere distruttive. Puoi creare qualcosa con una mano e distruggerla con l’altra. Un ubriaco non sa dove sta andando. Pensa di essere sulla via giusta, ma è soltanto un sogno.

L’uomo dello Zen è consapevole in modo assoluto – senza avidità, rabbia, gelosia, ambizione. Queste sono tutte droghe: ti mantengono in uno stato di sonno. È un miracolo che tu riesca a barcamenarti con così tanti veleni che ti scorrono nel sangue, e nel tuo stesso essere. Questa è l’unica differenza, altrimenti, da fuori, non riuscirai a capirlo. Ci sono dei cosiddetti santi che creano differenze esteriori perché interiormente non ci sono differenze. Se ne stanno in piedi nudi, torturano i loro corpi, si mettono a digiunare. Devono contorcere i loro corpi, maltrattarli. Devono fare qualcosa che li rende speciali rispetto a te, “più santi di te”
Un uomo dello Zen non è “più santo di te”. Non pensa assolutamente di essere più evoluto di te. Vive la sua natura, in semplicità.
Yoka dice: “L’uomo dello Zen procede in solitudine.”

Questa è la sua prima caratteristica. Non appartiene a una psicologia di massa. Non è indù, non è musulmano, non è cristiano, non è ebreo. Non è indiano, non è giapponese, non è cinese – non può esserlo. Non appartiene ad alcun gruppo. è solo. è un ribelle. Vive seguendo la propria luce. Non segue né imita qualcuno. Ha raggiunto la sua meta. Qual è la meta? La meta non è da qualche parte fuori di te. Non è laggiù, remota come una stella: è dentro di te, è la tua interiorità. Egli è entrato nella sua interiorità. E l’uomo che ha raggiunto la sua meta….. può giocare lungo la via che conduce al Nirvana.

È giocoso, non è serio. Non può essere serio, la vita nel suo complesso è un gioco divino, (lila) , ed egli ne è una parte. Sta semplicemente recitando il suo ruolo. Recita il suo ruolo nel migliore dei modi, nella maniera più perfetta possibile, ma sa che il mondo è un grande palcoscenico, una grandiosa rappresentazione teatrale – ma nulla più. Quindi non lo prende sul serio. L’uomo dello Zen è gentile per natura e armonioso.

Non finge di essere speciale, è gentile per natura. È molto umano, completamente umano. La sua umanità è magnifica, intensa, assoluta. Non avanza pretese di sacralità – e poiché non ha pretese, è sacro. È armonioso. Non è diviso interiormente, non è costantemente impegnato in una guerra civile. È una melodia, una musica. Se siedi al suo fianco sarai in grado di sentire quella musica.
Proprio l’altro giorno mi è stato chiesto: “Osho, ogni volta che mi avvicino a te sento un profumo particolare. Che profumo è?”. Io non uso profumi – non posso. Chi l’ha chiesto è un medico, lo sa che sono allergico… la domanda per lui ha dunque maggiore pertinenza. E dice di sentire sempre lo stesso profumo quando si trova vicino a me. Quella fragranza non ha nulla a che vedere con un profumo. È la fragranza dell’armonia, è la musica. Si esprime in molti modi. A volte la puoi udire come un suono silenzioso, un mormorio, il vento che soffia tra i pini, o il suono dell’acqua che scorre. La sentirai anche come una musica, e qualche altra volta ti arriverà come un odore, una fragranza profumata. Oppure la vedrai nella forma di aura, una luce, molto misteriosa.

Ma l’uomo dello Zen vive semplicemente in armonia, ed è dall’armonia che prendono forma tutte queste cose. Il suo spirito è semplice, pulito, puro e sincero.
Il suo Zen, che nessuno vede, è un tesoro di incommensurabile valore.
Puoi vedere il suo corpo, non puoi vedere il suo Zen. Non puoi vedere la qualità meditativa del suo essere, non puoi vedere la sua consapevolezza, a meno che anche tu non diventi consapevole. Puoi conoscere solo quello di cui hai avuto esperienza.
È una benedizione per te l’essere in grado di sentire un certo profumo. Significa che hai raggiunto una certa profondità, una certa elevatezza nel tuo essere.
Il suo Zen, che nessuno vede, è un tesoro dal valore incommensurabile. Il suo gioiello, unico e di incalcolabile valore, non cambia mai, in qualunque modo lo si usi. E gli altri ne possono godere i benefici liberamente, in tutte le occasioni.

L’uomo dello Zen trabocca sempre di gioia. Tu ne puoi favorire. È uno che dà: dona letizia, dona gioia, dona bellezza, dona verità. Irradia verità, irradia il divino, ma in profondo silenzio… senza alcuna dichiarazione. Riversa incessantemente le sue benedizioni nell’esistenza. È una benedizione per il mondo.

Tratto da:
Osho, Walking in Zen, Sitting in Zen #4

Se non godi te stesso, non potrai mai aiutare nessuno a godere

Se non sei veramente pago di te stesso, non puoi essere utile agli altri; non puoi aiutare gli altri a raggiungere la propria soddisfazione. Se non stai straripando di estasi, di beatitudine, sei un pericolo per la società, perché una persona che si sacrifica diventa sempre sadica. Se tua madre, parlando con te, continua a ripeterti: “Ho sacrificato me stessa per te”, ti torturerà. Se il marito ripete continuamente alla moglie: “Io mi sto sacrificando”, sarà un torturatore sadico, e torturerà l’intera famiglia. Il sacrificio è un semplice trucco per avere poi la libertà di torturare l’altro.

Osho

L'amore nel Tantra

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Amore di mamma o di madre?

Una mamma è colei che crede di essere una madre, ma non lo è; pensa di esserlo, ma non lo è perché essere una madre è molto, molto difficile, mentre essere una mamma è molto facile.

Il solo procreare è sufficiente per essere una mamma: non è necessaria alcuna comprensione. Il mondo intero è pieno di mamme, ma trovare una madre è molto difficile.

Una madre è colei che ti aiuta ad essere te stesso.

La mamma è colei che pensa, che crede di amarti, ma in realtà ama se stessa e desidera solo che tu diventi una proiezione delle sue ambizioni. E questo vale anche per i papà. Potrai trovare delle mamme e dei papà ovunque: hanno corrotto il mondo intero.

Freud dice che, se esaminiamo le nevrosi in profondità, si troverà sempre una mamma alla base.

Tutta la psicoanalisi converge, alla fine, su problemi che la mamma ha creato.

Quindi la mamma è la simulazione di una madre, la controparte fisica della madre spirituale.

Essere una madre è molto difficile. Solo colei che è arrivata a casa può essere una madre.

Procreare è molto facile, è naturale, biologico, ma essere una madre è qualcosa di spirituale.

La mamma vorrebbe che la seguissi, vorrebbe possederti, farti diventare una parte di sé, un suo possedimento prezioso.

Ti sarà attaccata.

La madre, invece, ti aiuterà a diventare indipendente.

Ti aiuterà a diventare individuo.

Ti amerà ma non cercherà di importi nulla.

Ti darà il suo amore ma non ti passerà il suo sapere.

Ti manderà nel mondo affiché tu scopra la tua verità e trovi la tua vita.

Non ti darà né un modello né una forma.

Non ti strutturerà, si limiterà ad aiutarti qualsiasi cosa tu possa essere.

La madre è l’ideale, accade raramente!

Le mamme le trovate ovunque.

La madre è l’ideale utopistico, colei che può far nascere la tua anima.

Osho

Vivo e morto allo stesso tempo

Mia nonna è il primo essere umano che ho visto morto. Era sdraiata, e appariva così bianca e cοsì in pace, così silente e felice, aperta e al tempo stesso chiusa. Ne fui geloso, e al tempo stesso ebbi paura. Pensai che doveva sentirsi sola: non la potevo più avvicinare.

Quando ti ho visto, amato Maestro, !a sera del tuo compleanno, ho avuto la stessa, identica sensazione: non ti sentivi solo nonostante i nostri canti, danze, musiche? Eri così lontano e immerso in un silenzio sacro… come non mai, per me!

Sei vivo e morto allo stesso tempo?

La morte è bellissima, così come è bella la vita, se sai comunicare con la morte. È bella perché è un rilassamento. È bella perché, chi muore, cade di nuovo nella fonte dell’esistenza, per rilassarsi, per riposarsi, per prepararsi a tornare di nuovo.

Nell’oceano si alza un’onda, poi ricade e poi si rialza ancora… avrà un altro giorno, vivrà ancora, con un’altra forma… per poi ricadere e svanire.

La morte è semplice svanire nella fonte. La morte è andare nel regno di ciò che non è manifesto: è addormentarsi in Dio.

Di nuovo tornerai a fiorire. Di nuovo rivedrai il sole e la luna, e di nuovo e ancora… fino a quando non diventi un Buddha, fino a quando non riuscirai a morire in piena coscienza; fino a quando non sarai in grado di rilassarti in Dio consciamente, con consapevolezza.

Solo allora, non esiste ritorno: quella è una morte assoluta, è la morte suprema.

La morte comune è temporanea: tornerai a vivere ancora.

Quando un Buddha muore, muore per sempre. La sua morte ha in sé la qualità dell’eterno…

Hai ragione: io sono vivo e morto, allo stesso tempo. Come persona, sono morto, come entità, sono morto. Come “nessuno”, sono vivo.

E tu, accanto a me, puoi essere geloso e al tempo stesso aver paura. Ma dovrai mettere da parte la paura; potrebbe ostacolarti; potrebbe impedirti di godere questa opportunità che ora hai a portata di mano: è molto difficile incontrare un “nessuno”.

Tu l’hai trovato. E se tu, come me, non diventi un “nessuno”, avrai mancato questa occasione, ricordalo! Muori, così come sono morto io, e allora sarai vivo, così come lο sono io.

Esiste una vita che non ha nulla a che vedere con le singole persone, chiunque esse siano. Esiste una vita che non ha nulla a che vedere con i singoli sé. Esiste una vita di vuoto, innocente e vergine: io la metto alla vostra portata… mettete da parte ogni paura, e avvicinatevi a me. Lasciate che io diventi la vostra morte e la vostra resurrezione.

Un Maestro Zen, Bunon, ha detto: “Mentre sei vivo, sii come un uomo morto; sii totalmente morto, comportati come più ti piace, e tutto andrà bene”.

Tratto da: Osho “The Diamond Sutra”

Akhari Kavita – Con te e senza di te – Osho

Una giovane donna e un uomo si innamorarono e, come accade sempre, volevano sposarsi subito.
La donna pose solo una condizione…era molto istruita, molto sofisticata, molto ricca.

E l’uomo le disse: “Accetto qualsiasi tua condizione, ma non posso vivere senza di te”.

Lei replicò: “Prima di tutto ascolta la mia condizione, poi pensaci.Non è una condizione qualsiasi…non dovremo vivere nella stessa casa. Io possiedo una grandissima proprietà e un lago bellissimo circondato da alberi, giardini e prati: ti farò costruire una casa sull’ altra sponda, proprio di fronte a quella in cui vivo io”.

L’uomo commentò: “Ma così che senso ha sposarsi?”

La donna spiegò: “Sposarsi non significa distruggersi a vicenda.Io ti dono uno spazio tuo, e conservo il mio. Una volta ogni tanto, camminando in giardino potremo incontrarci. Una volta ogni tanto mentre andiamo in barca sul lago, potremo incontrarci…per caso! Oppure ogni tanto potrò invitarti a prendere un tè da me, oppure tu potrai invitare me”.

L’uomo disse: “Questa idea è semplicemente assurda!”

Al che la donna concluse: “Allora puoi scordarti il matrimonio”.

Questa è la sola idea giusta, solo così il nostro amore potrà continuare a crescere, perchè noi resteremo sempre freschi agli occhi dell’altra; non ci daremo per scontati…io conserverò il diritto di rifiutare un tuo invito, e tu conserverai la libertà di rifiutare il mio: in nessun modo le nostre libertà verranno intaccate. E tra queste due libertà cresce lo splendido fenomeno dell’amore.

Tratto da “Con te e senza di te” di Osho che cita “Akhari Kavita” (L’ultimo poema) di R.Tagore

Con Te e Senza di Te - Edizione Economica

Buono

OSHO: Innamorarsi dell’Amore

Nell’essere egoista troverai tutto l’altruismo che hai cercato e ricercato, senza mai trovarlo; perché l’intero contesto era ribaltato: ti viene detto di amare il vicino, ma non hai mai amato te stesso! E una persona che non ha amato se stessa, come potrà amare il vicino? Da dove potrà ottenere l’amore: come prima cosa lo devi avere!

Tu ami il tuo vicino, senza saper nulla dell’amore, perché non hai mai amato te stesso. Il vicino ama te, senza aver mai amato se stesso: nel mondo sta esplodendo una follia sconvolgente. La gente si ama a vicenda, senza saper nulla dell’amore: é come se dei mendicanti chiedessero l’elemosina tra di loro, pensando che l’altro sia un imperatore. Entrambi pensano la stessa cosa: l’altro è un imperatore. Ma entrambi sono mendicanti, prima o poi la realtà si manifesterà e allora ci sarà infelicità e sofferenza. Allora penserai di essere stato ingannato: “Questo mendicante ha cercato di spacciarsi per un imperatore!”, ma questa è una vera assurdità. Eri tu che pensavi a lui come un imperatore; e la situazione è identica anche sull’altro versante: l’altro pensa che l’hai ingannato, spacciandoti per un imperatore, mentre sei solo un mendicante. Quando entrambi i mendicanti scoprono di essere solo dei mendicanti, cos’altro possono fare se non essere furiosi, esplodere di rabbia, aggredirsi a vicenda, odiarsi a morte!
E l’amore? Non c’era: non sanno cosa sia l’amore. Per conoscere qualsiasi cosa, si deve partire da se stessi.
Ti è stato insegnato a sacrificare te stesso per uno stupido ideale. Io voglio che tu sia solo e unicamente egoista. E rimarrai sorpreso: se sei egoista, scopri un’infinità di tesori dentro di te, ragion per cui molto presto inizierai a condividerli. Questo perché trovare un tesoro è una gioia minore rispetto al condividerlo. E i tesori che hai dentro di te non seguono la comune legge dell’economia: sono all’opposto, sono diametralmente opposti alla normale struttura economica.
Nella comune economia, se dai qualcosa ne avrai di meno; se continui a dare, ben presto sarai un mendicante. Nel mondo dell’economia ordinaria devi sottrarre agli altri quanto più possibile, allora avrai di più e ancora di più, e di più ancora.
I tesori di cui ti sto parlando seguono una legge diversa: se ti ci aggrappi, si esauriscono. Se ti ci aggrappi troppo, puoi addirittura farli morire. E se li vuoi distruggere, chiudi tutte le finestre e le porte, diventa un tomba; così che nulla possa sfuggirti, ma sarai un uomo morto… con tutti i tuoi tesori morti con te!
La tua verità, la tua libertà, il tuo amore, la tua gioia… tutto sarà morto insieme a te. Sicuramente morto! Una morte più che sicura!
Se invece vuoi far crescere i tuoi tesori, condividili; condividili a piene  mani. Non preoccuparti neppure se l’altro è un amico o un approfittatore: quando condividi, ciò che conta è la condivisione, non con chi lo fai! Chiunque sia l’interessato… tu limitati a dare. Non preoccuparti del destinatario, tu continua a inviare le lettere d’amore: da qualche parte qualcuno le riceverà. E più continui a condividere, più continuerà a entrare in te da sorgenti sconosciute.
Un uomo è esattamente simile a un pozzo.

Tratto da: From Darkness to light, Capitolo # 22

Innamorarsi dell'Amore

Prezzo € 15,00

L’Arte dell’Ascolto

“Il modo in cui parlo è un po’ strano. Nessuno al mondo parla come faccio io. Tecnicamente è sbagliato; ci vuole quasi il doppio del tempo! Ma chi parla ha di solito uno scopo diverso – il mio scopo è assolutamente diverso dal loro. Gli altri parlano perché si sono preparati a farlo; non fanno che ripetere qualcosa che hanno preparato in anticipo. In secondo luogo, parlano per importi una certa ideologia, una certa idea. E in terzo luogo, per loro parlare è un’arte che continuano a raffinare.

Per quanto mi riguarda, non sono ciò che si definisce un oratore. Per me non è un’arte o una tecnica; tecnicamente continuo a peggiorare di giorno in giorno! Ma i miei scopi sono del tutto diversi. Non voglio far impressione su di te per poterti manipolare. Non parlo per convincerti e poter raggiungere qualche obiettivo. Non parlo per convertirti in un cristiano o un indù o un musulmano, in un teista o in un ateo. Queste cose non mi interessano.

Il mio parlare è in realtà uno dei miei espedienti per la meditazione. Parlare non è mai stato adoperato in questo modo: non parlo per darvi un messaggio, ma per far fermare il funzionamento della mente.

Ciò che dico non è stato preparato. Io stesso non so quale sarà la prossima parola; è per questo che non faccio mai errori. Si possono fare errori se ci si è preparati. Non mi dimentico nulla, perché ci si può dimenticare solo qualcosa che si deve ricordare. Quindi parlo con una libertà che forse nessuno ha mai avuto prima.

Non mi preoccupo di essere coerente, perché lo scopo non è quello. Una persona che vuole convincerti e manipolarti con le sue parole dev’essere coerente, dev’essere logica, dev’essere razionale, per poter sopraffare il tuo intelletto. Vuole dominarti tramite le parole.

Il mio scopo è unico: :Io uso le parole solo per creare pause di silenzio. Le parole non sono importanti, quindi posso dire cose contraddittorie, cose assurde, del tutto slegate tra di loro, perché il mio scopo è solo di creare silenzio. Le parole sono secondarie; i silenzi tra le parole sono il fatto primario. È semplicemente un espediente per darti un’intuizione momentanea della meditazione. Quando sai che per te è possibile, hai già fatto molta strada in direzione del tuo essere.

La maggior parte della gente pensa che non sia possibile che la mente sia silenziosa. Proprio perché pensano che sia impossibile, non provano neppure. Dare alla gente un assaggio della meditazione è la mia ragione fondamentale per parlare, quindi posso andare avanti a parlare per l’eternità. Ciò che dico non ha importanza; ciò che conta è darvi qualche possibilità di essere silenziosi, una cosa che all’inizio potete trovare difficile da fare da soli.

Io non posso costringervi a essere silenziosi, ma posso creare un meccanismo in cui spontaneamente dovete diventare silenziosi. Io parlo, e nel mezzo di una frase, quando stai aspettando che segua un’altra parola, non arriva nulla, solo una pausa di silenzio. La tua mente voleva ascoltare, e aspettava che arrivasse il seguito, e non voleva perderlo – quindi è diventata silenziosa. Cosa può fare la povera mente? Se si sapesse prima in quali punti sarò in silenzio, se ti fosse stato dichiarato che in questo o in quel punto sarò in silenzio, allora potresti riuscire a pensare; non saresti silenzioso. Allora sapresti: ‘Questo è il punto in cui rimarrà in silenzio; ora posso fare una bella chiacchierata con me stesso’. Ma dato che arriva proprio all’improvviso… Io stesso non so perché in alcuni punti mi fermo.

Una cosa del genere in qualsiasi oratore sarebbe condannata, perché quando un oratore continua a fermarsi vuol dire che non è ben preparato, che non ha fatto i suoi compiti a casa. Vuol dire che la sua memoria non è affidabile, che a volte non riesce a trovare la parola da usare. Ma dato che non è oratoria, non mi preoccupo di chi mi condannerà – io mi preoccupo di voi.

E non solo qui, ma anche in posti distanti… dovunque ci saranno persone che ascolteranno dal video o dall’audiocassetta, arriveranno allo stesso silenzio. Il successo per me non è quello di convincerti, il successo per me è di darti un assaggio autentico della meditazione in modo che tu possa aver fiducia nel fatto che non è una favola, che lo stato di non-mente non è solo un’idea filosofica, ma una realtà; che ne sei capace e che non richiede qualifiche particolari.

Con me, essere silenziosi è più facile anche per un’altra ragione. Io sono silenzioso. Il mio essere più profondo non è affatto coinvolto con voi. Ciò che vi dico non è per me un disturbo o una tensione o un compito oneroso; io sono quanto più rilassato si possa essere. Parlare o non parlare per me non fa alcuna differenza.

Naturalmente, questa condizione è contagiosa.

Dato che non posso parlare tutto il giorno per mantenervi in questi momenti meditativi, voglio che siate voi a prendervi la responsabilità. Accettare che siete in grado di essere silenziosi, vi aiuterà quando mediterete da soli. Conoscere la vostra capacità… e si può arrivare a conoscere la propria capacità solo attraverso il farne esperienza. Non c’è altro modo.

Non rendermi completamente responsabile del tuo silenzio, perché ciò creerà per te una difficoltà. Da solo, cosa farai? Allora diventerà una specie di droga, e io non voglio che tu sia assuefatto a me. Non voglio essere una droga per te.

Voglio che tu sia indipendente e fiducioso di poter ottenere questi momenti preziosi anche da solo.

Se puoi ottenerli con me, non c’è ragione per cui tu non possa ottenerli anche senza di me, perché io non sono la causa. Devi comprendere cosa accade: ascoltandomi, metti da parte la mente.

Ascoltando l’oceano, o ascoltando il tuonare del temporale o ascoltando la pioggia che cade battente, metti da parte l’ego, perché non ti serve… L’oceano non ti attaccherà, né lo farà la pioggia; gli alberi non ti attaccheranno – non hai bisogno di difenderti. Se sei vulnerabile alla vita come tale, all’esistenza come tale, avrai continuamente di questi momenti. Presto diventeranno tutta la tua vita.

Dovunque tu sia – a casa, al lavoro, o sulla strada per andare dall’uno all’altro – puoi usare la presenza di qualunque suono, di qualunque rumore, come opportunità per andare dentro di te fino a uno spazio di silenzio e di quiete interiore.”

Osho

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