Le Sette Leggi Spirituali del successo di Deepak Chopra
Le Sette Leggi Spirituali del successo di Deepak Chopra
La Legge della Potenzialità Pura
Prendiamoci il tempo di tacere, di essere soli. Meditiamo per 30 minuti due volte al giorno. Silenziosamente testimoniamo l’intelligenza all’interno di ogni essere vivente. Pratichiamo il non-giudizio. Abbiamo illimitata Potenzialità Pura tutto intorno a noi. Dobbiamo essere aperti e pronti. L’Universo ci dà la capacità di fare e manifestare quello che ci piace. Dobbiamo solo sapere come ottenerlo. Vi è illimitato potenziale puro.
La Legge del Dare e Ricevere
Oggi date a chiunque si incontri un regalo: un complimento o un fiore. E con gratitudine si ricevano regali. Dobbiamo avere la capacità di ricevere. Quando una persona ci dà qualcosa e diciamo no si crea uno squilibrio. E’ importante dare ogni giorno: benedizioni, gratitudine, supporto, libertà, amore, tempo o quello che ci possiamo permettere. Tutto ciò che si dà ci tornerà indietro moltiplicato.
La Legge del Karma o della causa effetto
Ogni azione genera una forza di energia che ritorna a noi. La scelta di azioni che portino felicità e successo agli altri garantisce il flusso di felicità e successo per noi. Tutto quello che scegliamo di fare genera energia che verrà restituita. Prima ancora di fare qualcosa possiamo controllare se è il meglio per noi e per tutti: sapremo che è buono se ci si sente bene. Se ci si sente come un nodo nella pancia dopo aver fatto una scelta, non può essere il meglio. Ma ogni scelta è una esperienza di apprendimento.
La Legge del Minimo Sforzo
Accettiamo le persone, le situazioni e gli eventi che si verificano. Assumiamoci la responsabilità per la nostra situazione e per tutti gli eventi che vediamo come problemi. Rinunciamo alla necessità di difendere il nostro punto di vista. Ciò che abbiamo imparato è: dover porsi un obiettivo, che è necessario lavorare sodo per ottenere le cose… Sbagliato. L’universo e la natura trova il percorso di minor resistenza, che è il minimo sforzo. Abbiamo bisogno di ascoltare i segnali che l’Universo ci sta inviando, che è la via di minor sforzo. Quando ci troviamo in un caos, non lasciamoci coinvolgere. Facciamolo arrivare e lasciamo fluire la situazione. Il risultato sarà il meglio che si possa immaginare.
La Legge dell’Intenzione e del Desiderio
Insita in ogni intenzione e desiderio è la meccanica per il suo compimento. Facciamo una lista dei desideri. Fidiamoci che quando le cose non sembrano andare dalla nostra parte, c’è un motivo. Si può davvero volere un risultato e credere che sia il migliore, ma se non succede è perché c’è qualcosa di meglio per noi. Se ci si forza lo si può ottenere, ma non è detto che ci renderà felici. Formuliamo le nostre intenzioni e i nostri desideri e poi lasciamo che sia quello che deve essere.
La Legge del Distacco
Diamo a noi stessi e agli altri la libertà di essere ciò che si è. Non forzando consentiamo alle soluzioni di emergere spontaneamente. L’incertezza è essenziale, è il nostro cammino verso la libertà. Questo è come la legge del minimo sforzo, è possibile impostare le nostre intenzioni e i nostri desideri e lasciare che sia. Se forziamo ci perderemo le opportunità reali per qualsiasi intenzione. Non essere attaccati ad un risultato diventerà ciò che è meglio per noi. Otterremo di sicuro il meglio se si presta attenzione ai segni.
La Legge del “Dharma” o dello scopo della vita
Cerchiamo il nostro Sé Superiore. Scopriamo i nostri talenti unici. Chiediamoci in che modo possiamo essere più adatti per servire l’umanità. Utilizzando i nostri talenti unici e servire gli altri porta beatitudine illimitata e abbondanza. Quando viviamo la nostra vita, tutto quello che facciamo è per il meglio per noi e per tutti. Saremo più felici mentre tutte le leggi stanno lavorando per noi. In questo momento si realizzano molte cose.
Le Sette Leggi hanno cambiato la mia vita. Devo ancora imparare molto sul loro utilizzo, a volte mi blocco nelle mie vecchie abitudini, ma le sette leggi mi aiutano a rompere con il passato.
Akhari Kavita – Con te e senza di te – Osho
Una giovane donna e un uomo si innamorarono e, come accade sempre, volevano sposarsi subito.
La donna pose solo una condizione…era molto istruita, molto sofisticata, molto ricca.
E l’uomo le disse: “Accetto qualsiasi tua condizione, ma non posso vivere senza di te”.
Lei replicò: “Prima di tutto ascolta la mia condizione, poi pensaci.Non è una condizione qualsiasi…non dovremo vivere nella stessa casa. Io possiedo una grandissima proprietà e un lago bellissimo circondato da alberi, giardini e prati: ti farò costruire una casa sull’ altra sponda, proprio di fronte a quella in cui vivo io”.
L’uomo commentò: “Ma così che senso ha sposarsi?”
La donna spiegò: “Sposarsi non significa distruggersi a vicenda.Io ti dono uno spazio tuo, e conservo il mio. Una volta ogni tanto, camminando in giardino potremo incontrarci. Una volta ogni tanto mentre andiamo in barca sul lago, potremo incontrarci…per caso! Oppure ogni tanto potrò invitarti a prendere un tè da me, oppure tu potrai invitare me”.
L’uomo disse: “Questa idea è semplicemente assurda!”
Al che la donna concluse: “Allora puoi scordarti il matrimonio”.
Questa è la sola idea giusta, solo così il nostro amore potrà continuare a crescere, perchè noi resteremo sempre freschi agli occhi dell’altra; non ci daremo per scontati…io conserverò il diritto di rifiutare un tuo invito, e tu conserverai la libertà di rifiutare il mio: in nessun modo le nostre libertà verranno intaccate. E tra queste due libertà cresce lo splendido fenomeno dell’amore.
Tratto da “Con te e senza di te” di Osho che cita “Akhari Kavita” (L’ultimo poema) di R.Tagore
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Trovare la pace interiore…è il regalo più grande che ci possiamo fare.
La pace: bella parola, piena di alti contenuti e molto spesso di luoghi comuni.

Parlare di Pace può diventare difficile in un mondo dove la comunicazione di massa ama le tinte forti per attirare l’attenzione e dove la parola PACE è più urlata che vissuta.
Facile affiancare questa parola ad un concetto di NON GUERRA di tregua dalla violenza.
Siamo quasi assuefatti alle immagini di guerra, paesi vicini che in fondo ci appaiono lontani nella misura in cui nessun concittadino si trova coinvolto.
Siamo anestetizzati al concetto di guerra e di conseguenza di pace perchè in molte famiglie è servito a tavola insieme alla minestra e a “come è andata a scuola o in ufficio”.
Eppure quando questo concetto viene riportato ad una dimensione più ridotta, più intima, più individuale allora acquista tutto un altro spessore.
La pace del cuore, la pace interiore è un traguardo desiderato nel caos delle nostre giornate, essere “in pace con se stessi” non è un concetto così astratto e lontano.
La mancanza di pace è evidenziata dal numero di modi con cui cerchiamo, solitamente invano, di alleviare stress e fatiche del vivere quotidiano.
Se ci fosse pace interiore nella nostra vita viaggeremo meno, mangeremmo meno, compreremmo meno, lavoreremmo meno, lotteremmo meno, parleremmo e penseremmo meno.
In alcuni casi “meno” potrebbe, per brevi periodi, significare per niente.
L’uomo fa la guerra proprio perchè ha perso la pace interiore, le persone si uccidono per i vuoti che hanno dentro e che cercano di riempire con il potere sull’altro.
La pace esterna dipende dalla pace interiore.
Come ha detto il poeta Oliver Wendell Holmes “Ciò che sta dietro di noi e ciò che sta davanti a noi è poca cosa in confronto con ciò che c’è dentro di noi”.
L’uomo di oggi sempre di corsa, ha paura della pausa, del silenzio perchè è lì che entra in contatto con se stesso e con le sue guerre interiori: senso di ingiustizia, frustrazioni, insicurezze o paure che teniamo sotto controllo riempiendoci la vita.
E quando entriamo in relazione con gli altri ci rendiamo conto se abbiamo la pace, in quel momento più che mai possiamo sperimentare la nostra pace interiore: quando diventiamo capaci di ascoltare in silenzio l’altro, senza riempirlo di parole per convincerlo, per averne il controllo e dopo una pausa di silenzio esprimiamo il nostro pensiero, senza aspettative,accettando anche che l’altro non l’accolga perchè ne ha diritto, ecco stiamo sperimentando una relazione di pace.
Ma quanto spesso ci accade?
La pace è dunque uno stato interiore, e non la si otterrà mai con la soppressione di un qualsivoglia fattore esterno (eserciti, armi…). Le cause della guerra vanno superate prima di tutto dentro di noi.
LA PACE E’ UNO STATO DI COSCIENZA SUPERIORE, non consiste soltanto nel sentirsi bene, calmi e senza preoccupazioni per un momento, ma è qualcosa di molto più profondo e prezioso.
E’ un’armonia fra tutti gli elementi che costituiscono l’uomo: lo spirito, l’intelletto, il cuore, la volontà e il corpo fisico. Educarci alla pace interiore non è qualcosa di scontato ma richiede un impegno quotidiano e attento.
E’ imparare a scegliere, come afferma Antonella Iadevaia, i pensieri positivi, quelli cioè che non danneggiano né noi né altri, e lasciare andare quelli negativi che sono causa di conflitti fisici e mentali.
Il pensiero è una forza capace sia di creare sia di distruggere e spesso le persone non sanno come usarlo nella maniera migliore, rendendolo così causa di confusione e sofferenza.
Educare alla PACE INTERIORE è imparare a cogliere la bellezza nascosta di ogni essere e cosa, del creato, facendo sorgere così una reale attitudine alla comprensione, all’amore e all’amicizia.
E concludo con queste parole di Swami Kriyananda (discepolo di Paramhansa Yogananda dal 1948 , uno dei pochissimi discepoli diretti di Yogananda tuttora vivente):
Per trovare la pace interiore, dedicati con piena attenzione e interesse a tutto ciò che fai…
Per trovare la pace interiore, vivi pienamente nel momento, sciogliendo passato e futuro nei cicli dell’eternità…
Per trovare la pace interiore, rilassati interiormente: nel corpo, nelle emozioni, nella mente e, infine, nello spirito…
Per trovare la pace interiore, pratica il non attaccamento: sii sempre consapevole che niente e nessuno ti appartiene veramente…
Per trovare la pace interiore, coltiva consapevolmente pensieri gioiosi…
Per trovare la pace interiore, non avere desideri; realizza che la felicità è dentro di te, non nelle cose o nelle circostanze esteriori…
Per trovare la pace interiore, realizza che non puoi cambiare il mondo, ma puoi cambiare te stesso…
Per trovare la pace interiore, proietta la pace all’esterno, nell’ambiente che ti circonda…
Per trovare la pace interiore, vivi semplicemente, riduci ciò che ritieni “necessario”…
Per trovare la pace interiore, conduci una vita sana: fai abitualmente esercizio fisico, mangia con regolarità, respira profondamente…
Per trovare la pace interiore, agisci in libertà, dal tuo centro interiore, senza essere schiavo di ciò che il mondo ti chiede…
Per trovare la pace interiore, accetta la verità in ogni circostanza come la tua guida…
Per trovare la pace interiore, non desiderare quello che hanno gli altri, ma sappi che quanto è tuo di diritto troverà il modo di raggiungerti…
Per trovare la pace interiore, non lamentarti, ma riconosci che quello che la vita ti concede dipende da quello che tu, in primo luogo, concedi a te stesso…
Per trovare la pace interiore, accetta la responsabilità dei tuoi fallimenti e realizza che solo tu puoi trasformarli in successi…
Per trovare la pace interiore, conquista te stesso, non limitarti a cessare le ostilità…
Per trovare la pace interiore, sorridi nel cuore anche quando gli altri ti guardano storto…
Per trovare la pace interiore, dona la gioia piuttosto che pretenderla dagli altri…
Per trovare la pace interiore, lavora con gli altri, mai contro di loro…
Per trovare la pace interiore, medita e attingi alle sorgenti di pace dell’anima…
Per trovare la pace interiore, accetta te stesso: non essere cieco di fronte alle tue colpe, non odiarti per esse…
Per trovare la pace interiore, ama gli altri in modo disinteressato, senza motivazioni egoistiche.
E’ un impegno che siamo chiamati tutti ad assumerci per dimostrare nel silenzio del nostro cuore, senza usare parole ridondanti, che la pace si può raggiungere.
Ed è il regalo più grande che ci possiamo fare.
Amore, Gratitudine e Gioia
Josaya
lapacecominciadate.ho-oponopono.info
Namastè
Sandro
In Viaggio Verso Casa

“La religione è un viaggio interiore, e la meditazione è la via. Come funziona esattamente la meditazione? Ti porta dentro, porta la tua consapevolezza sempre più dentro. Perfino il tuo corpo diventa un oggetto esterno, da osservare. Perfino la tua mente diventa un oggetto esterno. Perfino il tuo cuore — che è molto vicino al centro del tuo essere — diventa qualcosa di esterno. Quando corpo, mente e cuore, tutti e tre, sono visti come oggetti esterni, sei arrivato esattamente al centro della tua esistenza. Questo arrivare al centro è una tremenda esplosione che trasforma tutto. Non sarai mai più la stessa persona, perché adesso sai che il corpo è solo il guscio più esterno; la mente è un po’ più interiore, ma non ancora il tuo centro; il cuore è ancora più dentro, eppure non ancora il tuo centro. Tu sei disidentificato da tutti e tre.
E’ per questo che Gurdjieff chiamava la sua via “Quarta Via” : se sai trascendere questi tre – corpo, cuore e mente – arrivi al quarto, oltre al quale non c’è altro. Sei arrivato alla fine del viaggio. (…)
La meditazione è la strada per diventare padrone del proprio essere. Non occorre Dio, né il catechismo né le scritture. Non c’è nessun bisogno di diventare cristiano, ebreo, o indù — queste sono tutte assurdità. Tutto quello che ti ci vuole è di trovare il tuo centro, e la meditazione è il modo più semplice per trovarlo. La meditazione ti può rendere intero, spiritualmente sano, e tanto ricco da potere distruggere tutta la povertà spirituale del mondo. E quella è la vera povertà.” – Osho

“Sto cercando di farvi tornare a casa. Siete andati molto lontano, perdendovi dietro a cose effimere, perdendovi dietro ai sogni, e io voglio che torniate a casa perché ciò che può darvi soddisfazione, ciò che può darvi appagamento non è là fuori, ma è qui; non è in un altro tempo, ma adesso. …un esperienza di quieora. Io posso darvene solo un assaggio, e una volta che ne avrete avuto un assaggio, ne andrete alla ricerca: allora niente potrà impedirvelo. la cosa più importante è averne un assaggio: avete ascoltato tante parole, parole splendide, ma non vi hanno condotto a una ricerca temeraria. Io non voglio darvi solo parole, ma anche un po’ di contenuto e questo è possibile solo dandovene un assaggio. – Osho
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Osho Times n° 164 – Dicembre/Gennaio 2010 con allegato “In Viaggio Verso Casa”
Osho Times International Edizione italiana Osho |
L’ equilibrio degli opposti nell’equinozio d’autunno.
Tra qualche giorno e precisamente il 22 settembre ci sarà l’equinozio d’autunno.
L’Estate lascia il passo all’Autunno, e questo non è solo un momento dell’anno, ma qualcosa di più importante.
È anche una dimensione della vita di ogni essere vivente, che si muove lungo le proprie stagioni dalla primavera, attraverso l’estate, per giungere all’autunno, e infine all’inverno.
Si nasce, si cresce, ci si sviluppa e si ritorna alla Madre Terra, nell’eterno ciclo delle rinascite. Questi momenti di passaggio segnano sempre un punto di svolta, anche quando non ne siamo esplicitamente consapevoli, e dimostrano che noi siamo parte di qualcosa di grandioso, di eterno, di Divino, la scintilla di Luce è sempre dentro di noi…
Gli Antichi celebravano in modo particolare questi momenti dell’Eterna Trasformazione e anche noi, se riusciamo a trovare un momento di raccoglimento per soffermaci su di essi, possiamo imparare qualcosa dalla parte più profonda della nostra Anima.
La parola “equinozio” deriva dal latino e significa “notte uguale”. Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni di ogni anno in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata. Per definire esattamente la lunghezza del giorno, l’alba comincia quando il sole ha superato di metà l’orizzonte e il tramonto finisce quando il sole è di metà sotto l’orizzonte. Usando questa definizione, la lunghezza del giorno è esattamente 12 ore.
Il giorno e la notte hanno in questo giorno una durata perfettamente uguale, le forze di luce e tenebra sono in perfetto equilibrio.
Dal giorno seguente, e fino al successivo equinozio di marzo, nel nostro emisfero saranno invece le tenebre a prevalere, con massimo nel giorno del solstizio di dicembre, mentre a sud dell’equatore accadrà il contrario.
Questo è il normale gioco di alternanza delle forze contrapposte, ma anche complementari, che regola la vita del Cosmo, e che, come chiunque può osservare facilmente, si manifesta in tutte le situazioni della vita.

Luce e tenebra, caldo e freddo, secco e umido, espansione e contrazione, crescita e caduta, ascesa e discesa, veglia e sonno sono solo alcune delle manifestazioni di questo gioco cosmico che alterna le due polarità opposte, che l’antica saggezza cinese definiva, e definisce tuttora, Yin e Yang.
La simbologia stagionale dell’equinozio, dunque, realizza l’unione delle forze; unisce le anime ed i cuori allo scopo di realizzare il doppio nel segno dell’amore.
All’insegna di questo amore ci si augura che l’autunno, con il suo equinozio “equilibrio degli opposti”, sia portatore di scelte oculate ed equilibrate in tutti i campi, politico, sociale ed economico, nell’ottica di vivere meglio e di rispettare la natura, che con i suoi cicli, ha sempre da insegnarci.
Il giorno dell’equinozio è importante proprio perchè è l’unico momento dell’anno in cui queste forze sono esattamente equilibrate, e sappiamo quanto sia importante in esoterismo l’equilibrio degli opposti.
Anticamente i quattro giorni-cardine dell’anno, vale a dire i due equinozi e i due solstizi, erano celebrati per i loro significati relativi proprio a questo gioco di alternanza che sta alla base dell’esistenza, con tutto ciò che ne consegue anche sul piano pratico.
Il mondo moderno si è dimenticato ormai dei cicli cosmici, preso com’è dalla frenesia competitiva e materialistica.
Ma nulla impedisce, a chi è consapevole di tutto questo, di celebrare con le modalità che crede, un piccolo rito individuale o collettivo, una meditazione o quant’altro, l’equilibrio degli opposti che si verifica nei giorni dell’equinozio.
E già che ci sono, ti fornisco anche uno spunto meditativo, tratto dal Calendario dell’Anima di Rudolf Steiner:
“Ora posso appartenere a me stesso
e luminoso spandere luce interiore
nell’oscurità dello spazio e del tempo.
L’essere della natura volge al sonno
le profondità dell’anima devono vegliare
e deste portare gli ardori del Sole
nei freddi flutti dell’inverno.”
Namastè
Sandro
Spunti: fohat.blog.dada.net www.trigallia.com
Una storiella sufi d’Amore
Ho sentito dire…
In Oriente il nome di Majnu è famosissimo. Majnu è il simbolo dell’amante.
Era un giovane povero che amava perdutamente e aveva un grande cuore.
Si innamorò della figlia dell’uomo più ricco della sua città. Il matrimonio era inconcepibile. Era addirittura impossibile pensare a un incontro con l’amata.
Solo ogni tanto, da lontano, riusciva a vedere la sua amata Leyla.
Tuttavia la voce di quell’amore cominciò a circolare per la città e il padre di Leyla temeva che potesse macchiare il nome della sua famiglia, e fosse poi difficile trovare l’uomo giusto per la figlia. Per cui decise di lasciare quella città e trasferirsi in un lontano paese, dove nessuno sapesse nulla di Majnu.
Il giorno della partenza, una lunga carovana iniziò a sfilare, carica di denari e di beni: erano stati impiegati centinaia di cammelli per quel trasporto.
Majnu si era appostato lungo il cammino, nei pressi di un albero, nascosto tra il fogliame perchè il padre era così in collera che lo avrebbe potuto uccidere, sebbene lui non avesse fatto nulla. Non aveva mai neppure parlato con Leyla. Stava lì, per vederla almeno un’ultima volta.
Gli bastava sapere che era felice e che stava bene. Aspettava, sicuro che sarebbe venuta da lui, se il suo amore fosse stato sufficientemente potente.
Si fidava assolutamente del suo amore; aveva visto la stessa fiamma d’amore che brillava nel suo cuore, brillare anche negli occhi di Leyla.
E anche Leyla guardava dal cammello che stava cavalcando, sicura che Majnu aspettava da qualche parte, lungo il cammino. E alla fine lo vide, nascosto dietro l’albero, tra il fitto fogliame. Per un istante, senza che venisse pronunciata una sola parola o che fosse fatto un segno, si unirono. Poi la carovana passò oltre…
Ma per Majnu il tempo si fermò in quell’istante. Restò immobile di fianco all’albero, in un’attesa senza tempo. E si dice che passarono anni prima che Leyla tornasse.
Ma arrivò un po’ tardi. Chiese e la gente rispose che non avevano mai più saputo nulla di Majnu dal giorno in cui era partita. In città non si era più fatto vedere.
Allora Leyla corse all’albero dove l’aveva lasciato. Era ancora là, ma era successa una cosa strana: si era unito all’albero.
Majnu si rilassò in maniera totale: non c’era nient’altro da fare che aspettare.
Si rilassò con l’albero e pian piano iniziarono a fondersi l’uno nell’altro. L’albero divenne il suo nutrimento. Non furono più separati; si fusero insieme.
Dal corpo di Majnu spuntarono dei rami, il fogliame non lo nascondeva più come un tempo, iniziò a coprire il suo corpo. Avvolto da quel manto di foglie e dalla fragranza di fiori meravigliosi, Leyla non potè riconoscerlo.
Ma l’albero mormorava un solo nome: “Leyla, Leyla…”.
La donna si sentì impazzire, chiedeva: “Dove sei nascosto?”. E l’albero disse: “Non mi nascondo affatto. Aspettando così a lungo, senza far nulla, immerso nel mio rilassamento, mi sono unito a questo albero. Sei arrivata un po’ troppo tardi. Noi avremmo dovuto fonderci l’uno nell’altra e forse il destino non lo ha voluto.
Tuttavia, io ero pronto a rilassarmi nel momento presente, senza più pensare alle conseguenze… ora sono felice che tu sia viva, sei sempre più bella, ma io ormai sono andato lontano… la mia felicità è infinita.Solo, rilassato, in assoluto abbandono”.
Tratto da: Osho-“Il significato dell’esistenza”.
Namastè
Sandro
Nessuno che sia in unione con se stesso può concepire un conflitto

Gran parte del cosiddetto male che avviene nella vita delle persone è dovuto all’ inconsapevolezza. Si crea da solo, o, meglio, è creato dall’ io. Talvolta io chiamo queste cose dramma.
Quando siamo pienamente consapevoli, il dramma non entra più nella nostra vita. Vorrei rammentare brevemente come opera l’ io e come crea il dramma.
L’ io è la mente non osservata che gestisce la nostra vita quando non siamo presenti come consapevolezza testimone, come osservatori.
L’ io si percepisce come frammento separato in un universo ostile, senza alcuna connessione interiore con ogni altro essere, circondato da altri io che considera potenziali minacce o che cercherà di usare per i propri fini. Gli schemi fondamentali dell’ io sono creati per combattere la sua radicata paura e il suo senso di mancanza.
Si tratta di resistenza, dominio, potere, avidità, difesa, attacco. Alcune delle strategie dell’ io sono estremamente abili, eppure non risolvono mai alcuno dei suoi problemi, semplicemente perché l’ io stesso è il problema.
Quando gli io si riuniscono insieme, che si tratti di rapporti personali o di organizzazioni o istituzioni, prima o poi accade il male: un dramma di qualche genere, sotto forma di conflitti, problemi, lotte di potere, violenza emotiva o fisica, eccetera.
Fra questi vi sono mali collettivi come guerre, genocidi e sfruttamenti, tutti dovuti all’ inconsapevolezza accumulata. Inoltre molti tipi di malattie sono causati dalla resistenza continua dell’ io, che crea restrizioni e blocchi nel flusso di energia attraverso il corpo.
Quando ci ricolleghiamo all’ Essere e non siamo più gestiti dalla nostra mente, smettiamo di creare queste cose. Non creiamo e non partecipiamo più al dramma.
Quando due o più io si uniscono insieme, ne consegue un dramma di qualche genere. Ma anche chi vive completamente solo crea il proprio dramma. Quando noi ci sentiamo dispiaciuti per noi stessi, questo è dramma. Quando ci sentiamo in colpa o in ansia, questo è dramma.
Quando lasciamo che il passato o il futuro oscurino il presente, creiamo il tempo, il tempo psicologico, la sostanza di cui è fatto il dramma. Quando non onoriamo il momento presente consentendogli di essere, creiamo il dramma.
Quasi tutti sono innamorati del proprio dramma di vita particolare. La loro storia è la loro identità. L’ io gestisce la loro vita. Vi hanno investito l’ intero loro senso del sé.
Perfino la loro ricerca (di solito infruttuosa) di una risposta, di una soluzione, o di una guarigione ne diventa parte. Ciò che temono e a cui resistono di più è la fine del loro dramma. Fintanto che SONO la loro mente, ciò che temono e a cui resistono di più è il loro risveglio.
Quando viviamo in completa accettazione di ciò che esiste, questa è la fine di ogni dramma della nostra vita. Nessuno può nemmeno litigare con noi, per quanto ci provi. Non possiamo litigare con una persona pienamente consapevole.
Il litigio implica l’ identificazione con la mente e una posizione mentale, nonché resistenza e reazione alla posizione dell’ altra persona. Il risultato è che le opposte polarità si forniscono energia reciprocamente. Questa è la meccanica dell’ inconsapevolezza.
Possiamo ancora esprimere la nostra opinione chiaramente e fermamente, ma non vi sarà dietro nessuna forza reattiva, nessuna difesa e nessun attacco.
Allora non si trasformerà in dramma. Quando siamo pienamente consapevoli, smettiamo di essere in conflitto.
Nessuno che sia in unione con se stesso può nemmeno concepire un conflitto: questo si riferisce non soltanto al conflitto con altre persone ma fondamentalmente al conflitto dentro di noi, che viene meno quando non vi è più alcuno scontro fra le esigenze e le aspettative della mente e ciò che esiste.
Grazie Soraya!
Namastè
Sandro
La fine del “dramma” di vita di Eckhart Tolle
tratto da “Il potere di Adesso” -
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Una guida all’illuminazione spirituale
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Insegnamenti essenziali, meditazioni ed esercizi da Il Potere di Adesso
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Alcuni modi per imparare ad amare te stesso

Amare se stessi può essere difficile quando a livello della mente inconscia sono presenti delle convinzioni limitanti.
La maggior parte di questi messaggi sono stati “registrati”
durante l’infanzia ma i loro effetti vanno ben oltre! In realtà ancora oggi siamo influenzati da tutte le cose che i nostri genitori o altre persone ci hanno detto magari decenni fa.
Se per esempio qualcuno ti ha detto che sei un buono a nulla,ci hai creduto.
Quando ti è stato detto che non avresti mai combinato nulla di buono nella vita,ci hai creduto.
Quando ti è stato detto che eri poco intelligente,ci hai creduto.
E ci credi ancora oggi a livello inconscio,anche se molto probabilmente non ne sei consapevole.
Ma,è possibile cancellare questi vecchi messaggi e rimpiazzarli con messaggi nuovi e più stimolanti?
Si! Ecco tre modi per cominciare:
1) Coccolati.
Pensa all’ultima storia d’amore che hai vissuto. Specialmente
all’inizio te e il tuo partner probabilmente avete dedicato molto tempo, attenzione e affetto l’uno all altro. Hai provato un senso di “farfalle nello stomaco” di fronte alla bellezza del tuo partner e lo stesso è stato probabilmente per lui/lei.
Uno dei modi migliori per imparare ad amarti è di mettere in moto un processo simile,ma con te stesso!
Trattati come un re o una regina! Fai le cose che ti rendono felice. Abbracciati. Parlati dolcemente e affettuosamente. Comprati qualcosa di carino.Passa del tempo dedicato solo a te stesso perchè te lo meriti.
2) Esplora le tue convinzioni attuali.
Puoi sospettare di avere ancora in giro per la testa vecchi messaggi limitanti,ma potresti non essere sicuro di quali siano
esattamente. Per scoprire quali sono le convinzioni che ti trattengono da una piena realizzazione è necessario indagare un po’. Comincia per esempio a scrivere su un diario.
Datti lo spunto con domande di questo tipo: “Il mio ricordo più vecchio di essermi sentito uno stupido risale a . . .” “Mia madre mi ha sempre fatto sentire . . .” “Mio padre mi ha sempre trattato come . . .” e così via. L’idea è quella di esplorare i ricordi del passato e cercare di rintracciare il momento in cui le convinzioni limitanti sono nate.
Poi metti alla prova quelle convinzioni. Sono sempre vere? Sono mai state vere? Decidi tu quello che vuoi che sia vero,e comincia a rimpiazzare le vecchie convinzioni.
3) Enfatizza i tuoi pregi!
Se hai una bassa autostima, puoi tendere a focalizzarti su tutto quello che c’è in te che non va,dimenticando tutto quello che invece
funziona alla perfezione. Comincia a cambiare questa abitudine tramite il dialogo interno,cercando sempre di lodarti e incoraggiarti. Quando riesci ad ottenere qualcosa,congratulati con te stesso! Afferma cose del tipo, “Wow, sono veramente fiero di me stesso per quello che ho fatto. Non è stato facile,ma sono riuscito a trovare le persone
giuste e a fare del mio meglio.”
Puoi anche prendere un impegno con te stesso di riservare
un certo tempo ogni giorno per un dialogo interno positivo.
Usa affermazioni come queste:
“Io sono una bella persona. Ho tantissimo da offrire al mondo. Ho talento e ho successo nella vita.” Più che lo fai,più presto che queste diventeranno le nuove convinzioni alle quali credere!
Sandro
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Una guida pratica per capirsi e accettarsi, per vivere in armonia con se stessi e con gli altri, e riempire d’amore la propria vita.
ISBN: 9788834415771
Prezzo € 14,00 |
I 18 principi del XIV Dalai Lama

1) Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.
2) Quando perdi, non perdere la lezione.
3) Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.
4) Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.
5) Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.
6) Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.
7) Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.
8 ) Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.
9) Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.
10) Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.
11) Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.
12) Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.
13) Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.
14) Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità.
15) Sii gentile con la Terra.
16) Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.
17) Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.
18) Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.
Fonte : www.dalailama.com
Imparare la pratica del respiro consapevole

Il respiro è la manifestazione fondamentale della vita.
L`aria che respiri e il sistema respiratorio, con le sue molteplici funzioni svolgono un’ azione fondamentale per la salute del corpo fisico.
Ogni volta che l`aria entra ed esce nei tuoi polmoni si verifica un coinvolgimento più sottile della tua parte più profonda, basti pensare alla relazione tra le alterazioni del ritmo del respiro con il variare delle tue emozioni: la gioia e l`eccitazione rendono il respiro più profondo e più rapido, mentre la paura e il panico generano apnea e blocchi respiratori.
La pratica meditativa del Respiro Consapevole ha origine nella pratica meditativa VIPASSANA, che è la più antica delle pratiche buddiste, e si colloca nella tradizione Theradava in uso nell’ambiente laico e monastico da circa 2500 anni in Asia meridionale e sud orientale.
Vipassana significa “chiara visione”, infatti la consapevolezza nel respiro mediante la pratica meditativa stimola ad una conoscenza intuitiva di quello che accade nell’individuo nel qui ed ora, senza essere influenzato da pensieri, desideri, attrazioni e repulsioni; diventi quindi consapevole dell’atto percettivo.
In America la pratica della meditazione sul respiro, chiamata Mindfulness, fu introdotta in ambienti accademici a scopo di studio-clinico e sperimentale.
Già dalla fine degli anni settanta il professore di medicina Jon Kabat-Zinn della University of Massachusetts negli Stati Uniti studiava le applicazioni della Mindfulness nella terapia e nella riduzione dello stress.
I risultati positivi che da allora sono stati riscontrati hanno portato ad applicazioni cliniche in una vasta gamma di patologie quali: attacco di panico, ansia, disturbi del comportamento alimentare, disturbi gastrointestinali di tipo somatico, psoriasi, ipertensione, disturbi del sonno, cefalee, ipertensione ecc ecc.
Recentemente l’unione dell’ approccio della Mindfulness con alcune tecniche terapeutiche della terapia cognitiva ha portato a ottimi risultati nella prevenzione delle ricadute nel trattamento della depressione.
Ad oggi, infatti, si contano molti protocolli terapeutici centrati sulla meditazione sul respiro. Nel 2005 a Goteborg in Svezia si è tenuto il Congresso Internazionale di Psicoterapia Cognitiva con la partecipazione di Aaron Beck e del Dalai Lama che hanno suggellato questa unione tra il pensiero scientifico occidentale e la pratica meditativa orientale.
La teoria del respiro Consapevole è molto semplice e si basa sull’assunto che i pensieri, le emozioni ed i comportamenti degli individui sono influenzati dalla percezione che essi hanno degli eventi che vivono istante per istante. Non è una data situazione a determinare di per sé ciò che le persone provano, ma è l’interpretazione di tale situazione ad essere determinante.
In poche parole lo stato di coscienza[1] dell’individuo è il sistema costituito da pensieri, convinzioni, emozioni, corpo fisico, identità, bisogni ecc ecc, che in un dato tempo T1 determina la percezione momentanea della realtà esterna, causando a sua volta la qualità della vita dell’individuo.
Socialmente l’individuo è ritenuto spesso vittima della sua percezione, questo perché ignorando di poterla gestire cerca spasmodicamente un controllo sulla realtà stessa.
Nasce quindi il delirio di cercare di plasmare, secondo i propri desideri, il mondo intorno a se ( compreso le persone).
A questo punto arriva lo stress, il panico, l’ansia e tutte quelle emozioni di frustrazione che derivano dal tentare una cosa che è umanamente impossibile.
Un evento in sé non determina direttamente il modo in cui le persone si sentono, bisogna capire invece che le sensazioni che si provano sono in realtà collegate al modo in cui essi pensano e interpretano la stessa situazione.
Gestire l’atto percettivo diviene quindi la chiave del benessere. La tecnica della meditazione sul respiro ci permette di farlo, ci è possibile determinare in modo deciso la qualità delle esperienze che vivremo al di là dei condizionamenti familiari, della società e di tutto ciò che a livello di pensieri, emozioni e comportamenti induce a limitarci.
Perché funziona? Perche la pratica del Respiro permette nel tempo una gestione di emozioni e pensieri depotenzianti e limitanti, grazie allo sviluppo costante, nell’applicazione quotidiana, dell’abilità intuitiva di disidentificarsi ovvero di separarsi da essi.
Disidentificarsi dai contenuti mentali vuol dire rendersi consapevole che tu sei al di là di pensieri, emozioni e desideri. Significa in pratica prendere le distanze da ciò che hai ritenuto “reale” attraverso i tuoi contenuti mentali.
Questo vuol dire divenire”libero” di gestire la tua percezione in ogni istante. Imparare la pratica del respiro consapevole vuol dire imparare la pratica della “Libertà”.
“E’ straordinario quanto risulta liberatorio sentirsi capace di vedere che i tuoi pensieri sono solo pensieri e non sono “Tu” in realtà…”.[2]
Attraverso il Respiro Consapevole si acquisisce la capacità di essere attento, sveglio e presente a ciò che la propria mente sta vivendo momento per momento.
Avere consapevolezza del tuo respiro ti darà la possibilità di comprendere in modo più profondo la tua via emotiva, ti permetterà di gestire le tue emozioni senza cercare invano di controllarle o spegnerle.
Agire quindi consapevolmente sul respiro ti può consentire una vita relazionale, lavorativa ed emotiva più sana e sicuramente un maggior benessere psicofisico.
[1] Charles T. Tart, Stati di Coscienza, Astrolabio
[2] Kabat-Zinn, J. (1990). Full catastrophe living: the program of the Stress Reduction Clinic at the University of Massachusetts Medical Center. New York: Dell Publishing
Sito : www.ilcentroolistico.com/
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Al di là del pensiero, attraverso il pensiero
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