Archivio di aprile 2009
Sperimenta te stesso
Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo “universo”, una parte limitata nel tempo e nello spazio.
Sperimenta sè stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono più vicine.
Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.
Franco Battiato ft. Carmen Consoli – Tutto l’universo obbedisce all’amore
Tutto l'universo obbedisce all'amore - Battiato & Carmen ConsoliRara la vita in due… fatta di lievi gesti,
e affetti di giornata… consistenti o no,
bisogna muoversi… come ospiti… pieni di premure
con delicata attenzione… per non disturbare
ed è in certi sguardi che… si vede l’infinito Stridono le auto… come bisonti infuriati,
le strade sono praterie…
accanto a grattacieli assolati,
come possiamo… tenere nascosta… la nostra intesa
ed è in certi sguardi… che s’intravede l’infinito
Tutto… l’universo… obbedisce… all’amore,
come… puoi tenere… nascosto… un amore.
ed è così… che ci trattiene… nelle sue catene,
tutto… l’universo… obbedisce… all’amore
Come possiamo… tenere nascosta… la nostra intesa
ed è in certi sguardi… che si nasconde l’infinito
Tutto… l’universo… obbedisce… all’amore
come… puoi tenere… nascosto… un amore,
ed è così… che ci trattiene… nelle sue catene
tutto… l’universo… obbedisce all’amore…
(obbedisce all’amore)
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ACCORDI
intro
do sol lam sol fa do sol
do sol lam sol
Rara la vita in due fatta di lievi gesti,
fa sol do sol
e affetti di giornata, consistenti o no,
lam sol fa sol
bisogna muoversi come ospiti pieni di premure,
lam sol
con delicata attenzione per non disturbare..
do sol fa sol fa
Ed è in certi sguardi che si vede l'infinito
(intro)
do sol lam sol fa do sol
do sol lam sol
Stridono le auto come bisonti infuriati
fa sol do sol lam sol fa
le strade sono praterie, accanto a grattacieli assolati
sol lam sol
come possiamo tenere nascosta la nostra intesa
do sol fa sol fa do sol lam sol
ed è in certi sguardi che si intravede l'infinito
lam mim fa sol
Tutto l'universo obbedisce all'amore,
lam mim fa sol
come puoi tenere nascosto un amore ,
fa sol lam fa sol lam
ed è così che ci trattiene,
fa sol lam
nelle sue catene,
fa sol lam mim fa sol lam
tutto l'universo obbedisce all'amore...
sol lam sol
Come possiamo tenere nascosta la nostra intesa
do sol fa sol fa
ed è in certi sguardi che si nasconde l'infinito
lam mim fa sol
Tutto l'universo obbedisce all'amore,
lam mim fa sol
come puoi tenere nascosto un amore,
fa sol lam fa sol lam
ed è così che ci trattiene,
fa sol lam
nelle sue catene,
fa sol lam mim fa sol lam mim
tutto l'universo obbedisce all'amore...
fa sol lam
...obbedisce all'amore...
Namaste’

E’ un saluto originario della zona di India e Nepal e viene usato comunemente in molte regioni dell’Asia. Può essere utilizzato sia quando ci si incontra che quando ci si lascia. Viene di solito accompagnato dal gesto di congiungere le mani, unendo i palmi con le dita rivolte verso l’alto, e tenendole all’altezza del petto, del mento o della fronte, facendo al contempo un leggero inchino col capo. Nella cultura indiana, questo gesto è un mudra, un gesto simbolico utilizzato anche nello yoga.
La parola namaste letteralmente significa “mi inchino a te”, e deriva dal sanscrito: namas (inchinarsi, salutare con reverenza) e te (a te).
A questa parola è però implicitamente associata una valenza spirituale, per cui essa può forse essere tradotta in modo più completo come saluto (mi inchino a) le qualità divine che sono in te.
Unita al gesto di unire le mani e chinare il capo, potrebbe essere resa con: unisco il mio corpo e la mente, concentrandomi sul mio potenziale divino, e mi inchino allo stesso potenziale che è in te. In sostanza, dunque, il significato ultimo del saluto è quello di riconoscere la sacralità di ognuno di noi.
Namaste è una parola Hindi e quindi viene utilizzata in tutte le regioni in cui si parla questa lingua o suoi dialetti. È soprattutto diffusa nelle culture buddhiste.
In Thailandia viene usato il medesimo gesto, con le mani congiunte e poste davanti al naso e alla bocca, con un leggero piegamento della testa, solitamente accompagnato dalla formula “sawasdee” seguito dalla sillaba di cortesia “krap” (se chi parla è maschio) o “kah” (se chi parla è femmina).
Da notare come la parola “sawasdee” abbia la stessa radice della parola sanscrita “svasti”, svastica, e voglia significare in pratica “stammi bene”. In alcune zone dell’India (in particolare nelle aree dove si parla il Punjabi) viene usata solo per salutare gli induisti, mentre altre formule vengono usate per salutare i musulmani.
Al giorno d’oggi la parola namaste è piuttosto nota anche in occidente, ed è diventato un saluto tipico nei gruppi che apprezzano le filosofie e le religioni orientali, oppure semplicemente lo yoga. È piuttosto frequente l’uso di questo saluto, per esempio, nelle comunità legate al fenomeno della New Age.
Me l’hanno insegnato anni fa e mi piace l’idea che in ogni persona, anche quella apparentemente più terribile e temibile, esista un chè di sacro che vada riconosciuto e rispettato!

Namastè
Sandro
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