Il Segreto degli Esseri Viventi – Ama te stesso
L’amore è un nutrimento per l’anima. Quello che il cibo è per il corpo, l’amore è per l’anima. Senza cibo il corpo diventa debole, senza amore l’anima diventa debole.
Gli stati, le religioni, gli interessi costituiti, non hanno mai voluto che la gente avesse anime forti, perché una persona che ha energia spirituale, è necessariamente un ribelle.
L’amore ti rende ribelle, rivoluzionario, ti dà la capacità di vedere dentro le cose, in modo che nessuno possa ingannarti, sfruttarti e opprimerti.
Per indebolirti spiritualmente, ti hanno insegnato a non amare te stesso e un una persona che non si ama, non può neanche amare gli altri.
Dicono: Se ti ami diventerai un egoista, se ti ami diventerai narcisista. Ma non è affatto vero. Un uomo che si ama, scopre di non avere un ego. È nel tentativo di amare gli altri senza amare se stessi che l’ego nasce.
Un uomo che si ama e si rispetta, rispetterà anche gli altri.
Diventa cosciente che per quanto riguarda le cose fondamentali della vita, non siamo diversi; siamo una cosa sola.
L’uomo che ama se stesso prova una gran gioia che non fa altro che crescere e comincia a traboccare raggiungendo anche gli altri.
Deve raggiungerli! Se vivi l’amore, devi condividerlo.
Non puoi continuare ad amare te stesso per sempre, e una cosa ti sarà chiara: se amare te stesso ti riempie di gioia, quanta più sarà grande per te se la condividi con gli altri!
A poco a poco le onde si allargano. Un solo uomo, può essere colmato e colmare d’amore l’intero Universo, proprio come una piccola pietra può colmare tutto il lago di onde, una semplice pietra.
Ma tutto parte dal centro, dal centro di noi stessi poiché è li che ogni cosa ha inizio.
Una persona che ama se stessa può facilmente diventare meditativa, perché la meditazione vuol dire proprio essere con se stessi.
La meditazione non è altro che il godersi la propria splendida solitudine celebrando se stessi. È esattamente questo. basti a te stesso. Sei immerso nella tua gloria, nella tua luce.
Gioisci perché sei Vivo, perché Sei. Il miracolo più grande del mondo è che tu Sei e che io Sono. Essere è il miracolo più grande, e la meditazione apre le porte a questo grande miracolo.
L’amore inizia con te stesso e poi si diffonde e lo fa per suo conto, non hai bisogno di diffonderlo tu. Non cercare di reprimerti. Se reprimi, come potrai osservare? Se non sei l’amante di te stesso non potrai mai guardare nei tuoi occhi, nel tuo volto, nella tua realtà.
Se ti ami saprai osservare e potrai conoscerti poiché il conoscersi arriva dopo, quando l’amore ha preparato il terreno. Osserva, semplicemente osserva ogni cosa, oggi, domani e sempre.
Arriverà il momento in cui potrai osservare persino il tuo sonno poiché il corpo ha bisogno di riposo ma la tua consapevolezza è cosciente; è l’essenza stessa dell’essere vigili. Quella è la sua vera natura.
Quando ti ami e la tua capacità di osservare cresce, è come se mettessi le ali, e allora il cielo intero ti appartiene.
tratto e riveduto da un testo di Osho
voce: AquilaSenzaNido
THRIVE il film
THRIVE è un documentario non convenzionale che solleva il velo su quello che sta realmente accadendo nel nostro mondo, seguendo il denaro a monte – svelando il consolidamento globale del potere in quasi ogni aspetto della nostra vita. Intrecciando innovazioni nel campo della scienza, coscienza e attivismo, THRIVE offre soluzioni reali, che ci suggerisce con strategie inedite e coraggiose la strada per il recupero della nostra vita e del nostro futuro.
Buona visione!
Il Giuramento del Mago Errante

Mi impegno a investigare il vero potere, invisibile e silenzioso. Questo potere non è mio e non è legato alla mia personalità. Mi impegno a ricordarmelo sempre. Questo potere non è qualcosa di cui si possa parlare. Quando avrò bisogno di parlarne sarà la mia personalità a volerlo fare, perciò ricorderò sempre che il vero potere cresce solo nel silenzio. Questo potere non è qualcosa che si possa trasmettere o insegnare. E’ qualcosa che c’è e alla quale tutti possono accedere, dunque, mi impegno a insegnare soltanto, e per lo stretto tempo necessario, i modi per restare in contatto con questo potere.
Mi impegno a eliminare dalla mia personalità i tre grandi veleni:
- Il bisogno di approvazione.
- Il bisogno di controllo.
- Il bisogno di sicurezza.
Mi impegno a non parlare degli argomenti che non conosco, ma solo di quelli che conosco e che ho sperimentato.Mi impegno a non aver nulla da dimostrare perchè è solo l’ego che vuole dimostrare.
Mi impegno a non avere scuse e a non aver paura di sbagliare perchè solo attraverso l’ammissione dell’errore posso evolvere.
Mi impegno a non fuggire il dolore, la sofferenza e tutto ciò che giudico negativo. Tutte queste sono mie creazioni e solo passandoci attraverso posso vederne l’illusorietà.
Mi impegno altresì a non focalizzarmi solo sul bello e sul positivo, poichè so che la crescita è integrazione e superamento e non esclusione degli opposti.
Mi impegno a lasciar andare la mia storia personale, chiunque io sia stato, per essere una persona nuova in ogni momento. Se questo implica rinunciare a vecchie idee e convinzioni, rinuncerò a queste idee e convinzioni che non assolvono più al loro scopo. Se questo implica abbandonare vecchie persone o ambienti che non risuonano più con la mia frequenza, lo farò.
Mi impegno a ricordarmi che amare non è possedere o essere posseduto e che lasciar andare è la capacità che ogni mago errante deve sviluppare prima di tutte le altre.Mi impegno a ricordarmi che lasciar andare è fluire e non trattenere e non implica mai la perdita ma la trasformazione.
Mi impegno a dar retta alla mia guida interiore prima che a qualunque altra forma di conoscenza, mi ricorderò di questo tutte le volte che dovrò decidere quello che è giusto e quello che è sbagliato, perchè solo la mia guida interiore può dirmi quello che è giusto o sbagliato per me.
Mi impegno a ricordarmi che giusto o sbagliato sono solo categorie della mente e che il mio livello evolutivo sarà misurato da quanto io riesca ad essere pace con tutto ciò che c’è.
Mi impegno a ricordarmi che parlare di magia non è fare magia. Così come parlare di spiritualità non è fare spiritualità.
Mi impegno a ricordarmi che là fuori e qui dentro sono la stessa identica cosa e che questa legge è sempre in funzione.
Mi impegno ad ascoltare molto di più di quanto parli e a parlare molto meno di quanto vorrei.
Mi impegno a ricordarmi che le parole sono energia e come tali hanno un loro potere e un loro costo.
Mi impegno a fare in modo che i miei pensieri casuali siano il minor quantitativo possibile, perchè niente è pericoloso per un mago errante come un pensiero casuale protratto nel tempo.
Mi impegno a ricordarmi che sono sempre nel posto giusto al momento giusto e che ogni problema che incontro sul mio cammino non è una coincidenza ma qualcosa sulla quale io dovrò lavorare come proiezione della mia mente subconscia.
Mi impegno a stare dove sto, con chiunque sto, e a starci pienamente perchè riconosco che l’amore è attenzione, presenza, non giudizio.
Mi impegno a ricordarmi che abbastanza amore può guarire ogni situazione, anche se la guarigione può prendere direzioni a me ignote.
Mi impegno altresì a ricordare che non posso ‘capire’ tutto, per questo mi impegno anche a smettere di cercare di capire e di trovare soluzioni, perchè così facendo sto dando il permesso al ‘me più grande’ di agire al posto della mia personalità.
Mi impegno a ricordare che dietro la mia esistenza c’è un piano, e che questo piano può essere percepito ma non compreso del tutto. Quando saprò dove andare ci andrò senza esitazione. Quando non saprò dove andare cercherò di affinare i sensi e sentire quale sarà la prossima mossa da fare.
Mi impegno a sviluppare la mia voce, le mie idee, la mia energia, ricordandomi sempre che la genialità non passa mai per le citazioni di altri. Quand’anche citassi qualcosa di altri, lo farò attraverso la mia personale modalità, affinchè si esprima la mia essenza e non quella di qualcun altro.
Mi impegno, infine, a ricordarmi di essere pace piuttosto che qualunque altra emozione negativa.Nel muovermi sarò pace. Nello stare fermo sarò pace. Nell’attesa sarò pace.
Mi impegno infatti a ricordarmi che nella pace nasce e prospera il vero potere del mago errante, invisibile e silenzioso.
Tratto dal sito di Andrea Panatta
Cercando Diamanti in Riva al Mare
“Le piccole cose rendono grande la vita”.
Ecco una frase che sentiamo spesso ripetere,
ma che secondo me non è compresa al meglio dalla maggior parte delle persone.
In genere, infatti, ci si aspetta debbano capitare cose incredibili dalla propria vita e regolarmente si rimane delusi dal fatto che non avvengano.
La realtà è che avere molte aspettative, significa anche aumentare le possibilità che queste non vengano soddisfatte.
Se si riesce a mantenere un buon livello di sorpresa evitando le aspettative, ecco che le piccole cose si possono trasformare in realtà strabilianti.
Ad esempio, cercando diamanti in riva al mare, si rimarrà probabilmente delusi dal fatto di non trovarli, se invece non si cerca nulla di particolare, ma semplicemente si raccolgono conchiglie e piccole pietre colorate, si rimarrà eccitati dal fatto di trovare cose così affascinanti e ci si sentirà subito ricchi.
Il fatto è che la mente non si accontenta perché per gioire delle conchiglie si deve essere presenti, e per farlo la mente deve scomparire.
Invece per desiderare i diamanti è necessario formulare una strategia futura per ottenerli.
E questo porterà alla frustrazione del fatto di non arrivare mai a niente.
Il trucco della mente, per rimanere viva, è di chiedere l’impossibile, rendendoci dei perenni mendicanti.
In tutto ci si aspetta sempre che qualcosa dovrà accadere,
anche nella meditazione.
Invece non deve accadere niente.
L’unica cosa da fare è rilassarsi lasciando che le cose succedano
per il gusto dei momenti che si susseguono, grandi o piccoli che siano.
Nella mia esperienza questo non è per niente facile, soprattutto per come viviamo noi occidentali.
Ma quando succede, anche per pochi attimi, provi una grande gioia, e il bello è che non hai faticato per ottenerla.
(articolo ispirato agli insegnamenti del maestro Osho)
by Wenz
I 10 Principi fondamentali della filosofia Zen
Olos 2012 – Ma chi erano veramente i Maya?
OLOS – 2012
Condividi il tuo amore, senza preoccuparti di chi lo riceve
Tutti vogliono essere amati: questo è il modo sbagliato di procedere.
Tutto inizia perché il bambino, da piccolo, non è capace di amare, non può né parlare né fare o dare nulla; può solo prendere. L’esperienza di un bambino piccolo rispetto all’amore è quella del prendere dalla madre, dal padre, dai fratelli e dalle sorelle, dagli ospiti, dagli estranei ma sempre prendere. Quindi la prima esperienza che si radica profondamente nell’inconscio è di dover ricevere amore. Il problema nasce perché tutti sono stati bambini, e tutti hanno lo stesso desiderio ardente di ricevere amore nessuno nasce senza. Tutti chiedono: “Dacci amore”, ma nessuno dà, perché anche l’altro è stato allevato come te. Bisogna essere svegli e consapevoli perché ciò che è solo un fatto accidentale della nascita non persista come stato costante e prevalente della mente.
Invece di chiedere: “Dammi amore”, inizia a dare amore. Dimenticati di prendere e dai – e ti garantisco che riceverai moltissimo. Non devi affatto pensare a prendere. Nemmeno indirettamente ti devi preoccupare del fatto che stai ricevendo oppure no. Questo sarebbe già sufficiente a turbarti. Dai, perché dare amore è così bello – prenderlo non è altrettanto bello. Questo è uno dei segreti. Dare amore è l’esperienza più bella che puoi fare, perché allora sei un imperatore. Ricevere amore è un’esperienza molto limitata, e appartiene al mendicante. Non essere un mendicante; almeno nel regno dell’amore sii un imperatore, perché è una qualità inesauribile che possiedi dentro di te. Puoi dare quanto vuoi; non devi preoccuparti che possa finire. Non verrà mai il giorno in cui potrai dire: “Mio Dio, non ho più amore da dare”. L’amore non è una quantità; è una qualità ed è una qualità di un certo tipo che cresce col dare e muore se lo trattieni. Se sei avaro, muore.
Quindi spendi più che puoi, non preoccuparti di chi sia a riceverlo. Questa è l’idea di una mente avara: darò amore a certe persone che possiedono determinate qualità. Non comprendi che hai tanto… sei come una nuvola carica di pioggia. La nuvola non si preoccupa di dove la pioggia andrà a cadere – sulle rocce, sui giardini, nell’oceano – non le importa affatto. Vuole solo liberarsi del suo fardello; questo scaricarsi porta un sollievo incredibile. Quindi il primo segreto è di non chiedere amore e di non aspettare, pensando che potrai darlo quando qualcuno te lo chiederà. Dallo! Dai amore a chiunque capiti – un estraneo. Non è che devi dar via cose costose, dare una mano a qualcuno sarà sufficiente. Tutto ciò che fai nelle ventiquattr’ore dovrebbe essere fatto con amore, e allora il dolore che ora provi nel cuore scomparirà. Quando sarai amorevole, la gente ti amerà; è una legge naturale: ricevi ciò che dai. Anzi, ricevi più di quanto dai. Impara a dare, e scoprirai che tante persone che prima non ti avevano mai nemmeno guardato, che non si erano mai occupate di te, saranno amorevoli verso di te. Il problema è che il tuo cuore è colmo di amore, ma tu hai fatto l’avaro, e quell’amore è diventato un peso. Invece di lasciar fiorire il cuore, hai accumulato, e così quando ogni tanto ti capita di essere in un momento d’amore, senti come se il cuore stesse scomparendo. Ma perché solo un momento? Perché non ogni istante? Non si tratta nemmeno di limitarsi solo agli esseri viventi. Puoi toccare questa sedia con mano amorevole. Dipende tutto da te, non dall’oggetto. In questo modo troverai un grande rilassamento; il tuo sé – che è un fardello – scomparirà e ti scioglierai nel tutto. Condividi il tuo amore, senza preoccuparti di chi lo riceve. Dallo, e scoprirai una pace e un silenzio straordinari. Diventerà la tua meditazione.
Osho
La straordinarietà di essere un uomo ordinario
L’UOMO DELLO ZEN è molto ordinario, straordinariamente ordinario. È ordinario al punto che, incontrandolo, è assai probabile che tu non sia in grado di riconoscerlo. Vive esattamente come te, mangia come te, dorme come te. In ogni modo possibile, è proprio come te. Per quanto riguarda l’aspetto esteriore, non è per nulla diverso da te.

Una differenza certamente esiste, ma è una differenza interiore. Ha una visione interiore, ha chiarezza. Ci vede, mentre tu sei cieco. È sveglio, e tu dormi. Tu sei ubriaco: ubriaco di avidità, ubriaco di cupidigia, ubriaco di rabbia, ambizione, ego.
L’uomo dello Zen semplicemente non È ubriaco, è sobrio. Cammina consapevolmente, siede consapevolmente: ‘Cammina nello Zen, siede nello Zen’. Non è speciale, in alcun modo. Non assomiglia agli altri cosiddetti santi. Non si stende su un letto di spine, o un letto di chiodi, non si mette a testa in giù. Non è stupido, né esibizionista. Non va in giro nudo per la strada. Non è matto, non è nevrotico! Vive in maniera molto ordinaria, molto normale.
È per questo che riconoscere l’uomo dello Zen è la cosa più difficile. Riconoscere un santo che cammina sull’acqua è facile: palesemente, il suo essere speciale è ovvio. Ma l’uomo dello Zen non cammina sull’acqua. Non fa miracoli. Non si dedica ai vani giochi dell’ego. Non è un ego, non è neppure una persona. È solo una presenza, una non-entità. È un nulla assoluto. Solo quando è un nulla assoluto, un individuo è ricco di consapevolezza. Qualunque cosa faccia, la fa con totalità. Solo un uomo che non è ubriaco agisce con totalità. In caso contrario, si rimane parziali, solo una parte si mette all’opera e contemporaneamente altre parti possono esserle antagoniste, essere distruttive. Puoi creare qualcosa con una mano e distruggerla con l’altra. Un ubriaco non sa dove sta andando. Pensa di essere sulla via giusta, ma è soltanto un sogno.
L’uomo dello Zen è consapevole in modo assoluto – senza avidità, rabbia, gelosia, ambizione. Queste sono tutte droghe: ti mantengono in uno stato di sonno. È un miracolo che tu riesca a barcamenarti con così tanti veleni che ti scorrono nel sangue, e nel tuo stesso essere. Questa è l’unica differenza, altrimenti, da fuori, non riuscirai a capirlo. Ci sono dei cosiddetti santi che creano differenze esteriori perché interiormente non ci sono differenze. Se ne stanno in piedi nudi, torturano i loro corpi, si mettono a digiunare. Devono contorcere i loro corpi, maltrattarli. Devono fare qualcosa che li rende speciali rispetto a te, “più santi di te”
Un uomo dello Zen non è “più santo di te”. Non pensa assolutamente di essere più evoluto di te. Vive la sua natura, in semplicità.
Yoka dice: “L’uomo dello Zen procede in solitudine.”
Questa è la sua prima caratteristica. Non appartiene a una psicologia di massa. Non è indù, non è musulmano, non è cristiano, non è ebreo. Non è indiano, non è giapponese, non è cinese – non può esserlo. Non appartiene ad alcun gruppo. è solo. è un ribelle. Vive seguendo la propria luce. Non segue né imita qualcuno. Ha raggiunto la sua meta. Qual è la meta? La meta non è da qualche parte fuori di te. Non è laggiù, remota come una stella: è dentro di te, è la tua interiorità. Egli è entrato nella sua interiorità. E l’uomo che ha raggiunto la sua meta….. può giocare lungo la via che conduce al Nirvana.
È giocoso, non è serio. Non può essere serio, la vita nel suo complesso è un gioco divino, (lila) , ed egli ne è una parte. Sta semplicemente recitando il suo ruolo. Recita il suo ruolo nel migliore dei modi, nella maniera più perfetta possibile, ma sa che il mondo è un grande palcoscenico, una grandiosa rappresentazione teatrale – ma nulla più. Quindi non lo prende sul serio. L’uomo dello Zen è gentile per natura e armonioso.
Non finge di essere speciale, è gentile per natura. È molto umano, completamente umano. La sua umanità è magnifica, intensa, assoluta. Non avanza pretese di sacralità – e poiché non ha pretese, è sacro. È armonioso. Non è diviso interiormente, non è costantemente impegnato in una guerra civile. È una melodia, una musica. Se siedi al suo fianco sarai in grado di sentire quella musica.
Proprio l’altro giorno mi è stato chiesto: “Osho, ogni volta che mi avvicino a te sento un profumo particolare. Che profumo è?”. Io non uso profumi – non posso. Chi l’ha chiesto è un medico, lo sa che sono allergico… la domanda per lui ha dunque maggiore pertinenza. E dice di sentire sempre lo stesso profumo quando si trova vicino a me. Quella fragranza non ha nulla a che vedere con un profumo. È la fragranza dell’armonia, è la musica. Si esprime in molti modi. A volte la puoi udire come un suono silenzioso, un mormorio, il vento che soffia tra i pini, o il suono dell’acqua che scorre. La sentirai anche come una musica, e qualche altra volta ti arriverà come un odore, una fragranza profumata. Oppure la vedrai nella forma di aura, una luce, molto misteriosa.
Ma l’uomo dello Zen vive semplicemente in armonia, ed è dall’armonia che prendono forma tutte queste cose. Il suo spirito è semplice, pulito, puro e sincero.
Il suo Zen, che nessuno vede, è un tesoro di incommensurabile valore.
Puoi vedere il suo corpo, non puoi vedere il suo Zen. Non puoi vedere la qualità meditativa del suo essere, non puoi vedere la sua consapevolezza, a meno che anche tu non diventi consapevole. Puoi conoscere solo quello di cui hai avuto esperienza.
È una benedizione per te l’essere in grado di sentire un certo profumo. Significa che hai raggiunto una certa profondità, una certa elevatezza nel tuo essere.
Il suo Zen, che nessuno vede, è un tesoro dal valore incommensurabile. Il suo gioiello, unico e di incalcolabile valore, non cambia mai, in qualunque modo lo si usi. E gli altri ne possono godere i benefici liberamente, in tutte le occasioni.
L’uomo dello Zen trabocca sempre di gioia. Tu ne puoi favorire. È uno che dà: dona letizia, dona gioia, dona bellezza, dona verità. Irradia verità, irradia il divino, ma in profondo silenzio… senza alcuna dichiarazione. Riversa incessantemente le sue benedizioni nell’esistenza. È una benedizione per il mondo.
Tratto da:
Osho, Walking in Zen, Sitting in Zen #4
Se non godi te stesso, non potrai mai aiutare nessuno a godere

Se non sei veramente pago di te stesso, non puoi essere utile agli altri; non puoi aiutare gli altri a raggiungere la propria soddisfazione. Se non stai straripando di estasi, di beatitudine, sei un pericolo per la società, perché una persona che si sacrifica diventa sempre sadica. Se tua madre, parlando con te, continua a ripeterti: “Ho sacrificato me stessa per te”, ti torturerà. Se il marito ripete continuamente alla moglie: “Io mi sto sacrificando”, sarà un torturatore sadico, e torturerà l’intera famiglia. Il sacrificio è un semplice trucco per avere poi la libertà di torturare l’altro.
Osho
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