Mi inchino al luogo in Te in cui abita l’intero Universo. Mi inchino e onoro il luogo in Te...dove dimora l’Amore la Verità la Luce e la Pace. Quando Tu Sei in quel luogo in Te, ed Io sono in quel luogo in Me, allora Siamo una cosa sola…
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Salvatore Brizzi e Armando Siri – Conferenza Politica Evolutiva

Di solito non mi interesso minimamente di politica, ma questi due ragazzi hanno una visione completamente diversa di quello che il mondo politico può essere, grazie per il cuore che ci mettete!

Grazie Mille a Diego che mi ha segnalato il seguente video:

I 10 Principi fondamentali della filosofia Zen

1: Vivi qui e ora;
2: Fai attenzione a tutto quello che fai;
3: Sii autentico verso i tuoi sentimenti;
4: Ama te stesso;
5: Impara a lasciare andare;
6: Sii onesto con te stesso e con gli altri;
7: Sii consapevole dei tuoi desideri;
8: Sii responsabile di te stesso e del mondo;
9: Non opporti al flusso della vita;
10: Trova la pace interiore.

Olos 2012 – Ma chi erano veramente i Maya?

OLOS – 2012

Il mondo si sta avvicinando all’incontro con il momento che i Maya definivano “La fine del tempo conosciuto”.


Il 21 Dicembre 2012 è la data indicata dal Calendario Maya per segnare la fine di questo mondo, almeno per come lo conosciamo,
o pensiamo di conoscerlo.

Ma chi erano veramente i Maya?

Perché dovremmo affidarci alla conoscenza di un popolo esistito più di 5000 anni ?

ANTONIO GIACCHETTI (esperto di Civiltà Maya)  e FABIO MARCHESI (scienziato) ci aiuteranno a comprendere e ad approfondire gli argomenti, inevitabilmente correlati, al tempo in cui stiamo vivendo.

La Terra sta subendo una rapida evoluzione. Le sue vibrazioni aumentano, i suoi poli si stanno spostando e ovunque il clima si sta modificando. Secondo gli studi e le ipotesi di Gregg Braden, i poli potrebbero invertirsi nel 2012. Le librerie e la rete informatica pullulano di testi che affrontano, da diversi punti di vista, un tema sempre più sentito. Film e documentari ci narrano di prossimi cataclismi. Molti si chiedono: “Cosa ne sarà di noi?”, spostando, come sempre, l’attenzione sulla paura. La domanda giusta però è questa: “Cosa significa, o cosa dovrebbe significare questo momento per la razza umana, e per ogni singola nostra esistenza?”

Anche un’altro antico popolo ci parla dei nostri tempi, i Sumeri ci narrano di Nibiru, il Pianeta degli Dei, e se i calcoli dei Sumeri sono esatti, Nibiru dovrebbe presto entrare nel nostro sistema solare, portando con sé tutte le risposte.


Grazie mille a Federico Floris e Sonia Fossi che mi hanno permesso di pubblicare questi video molto interessanti.


Buona visione!
Sandro






Condividi il tuo amore, senza preoccuparti di chi lo riceve

Tutti vogliono essere amati: questo è il modo sbagliato di procedere.

Tutto inizia perché il bambino, da piccolo, non è capace di amare, non può né parlare né fare o dare nulla; può solo prendere. L’esperienza di un bambino piccolo rispetto all’amore è quella del prendere dalla madre, dal padre, dai fratelli e dalle sorelle, dagli ospiti, dagli estranei ma sempre prendere. Quindi la prima esperienza che si radica profondamente nell’inconscio è di dover ricevere amore. Il problema nasce perché tutti sono stati bambini, e tutti hanno lo stesso desiderio ardente di ricevere amore nessuno nasce senza. Tutti chiedono: “Dacci amore”, ma nessuno dà, perché anche l’altro è stato allevato come te. Bisogna essere svegli e consapevoli perché ciò che è solo un fatto accidentale della nascita non persista come stato costante e prevalente della mente.

Invece di chiedere: “Dammi amore”, inizia a dare amore. Dimenticati di prendere e dai – e ti garantisco che riceverai moltissimo. Non devi affatto pensare a prendere. Nemmeno indirettamente ti devi preoccupare del fatto che stai ricevendo oppure no. Questo sarebbe già sufficiente a turbarti. Dai, perché dare amore è così bello – prenderlo non è altrettanto bello. Questo è uno dei segreti. Dare amore è l’esperienza più bella che puoi fare, perché allora sei un imperatore. Ricevere amore è un’esperienza molto limitata, e appartiene al mendicante. Non essere un mendicante; almeno nel regno dell’amore sii un imperatore, perché è una qualità inesauribile che possiedi dentro di te. Puoi dare quanto vuoi; non devi preoccuparti che possa finire. Non verrà mai il giorno in cui potrai dire: “Mio Dio, non ho più amore da dare”. L’amore non è una quantità; è una qualità ed è una qualità di un certo tipo che cresce col dare e muore se lo trattieni. Se sei avaro, muore.

Quindi spendi più che puoi, non preoccuparti di chi sia a riceverlo. Questa è l’idea di una mente avara: darò amore a certe persone che possiedono determinate qualità. Non comprendi che hai tanto… sei come una nuvola carica di pioggia. La nuvola non si preoccupa di dove la pioggia andrà a cadere – sulle rocce, sui giardini, nell’oceano – non le importa affatto. Vuole solo liberarsi del suo fardello; questo scaricarsi porta un sollievo incredibile. Quindi il primo segreto è di non chiedere amore e di non aspettare, pensando che potrai darlo quando qualcuno te lo chiederà. Dallo! Dai amore a chiunque capiti – un estraneo. Non è che devi dar via cose costose, dare una mano a qualcuno sarà sufficiente. Tutto ciò che fai nelle ventiquattr’ore dovrebbe essere fatto con amore, e allora il dolore che ora provi nel cuore scomparirà. Quando sarai amorevole, la gente ti amerà; è una legge naturale: ricevi ciò che dai. Anzi, ricevi più di quanto dai. Impara a dare, e scoprirai che tante persone che prima non ti avevano mai nemmeno guardato, che non si erano mai occupate di te, saranno amorevoli verso di te. Il problema è che il tuo cuore è colmo di amore, ma tu hai fatto l’avaro, e quell’amore è diventato un peso. Invece di lasciar fiorire il cuore, hai accumulato, e così quando ogni tanto ti capita di essere in un momento d’amore, senti come se il cuore stesse scomparendo. Ma perché solo un momento? Perché non ogni istante? Non si tratta nemmeno di limitarsi solo agli esseri viventi. Puoi toccare questa sedia con mano amorevole. Dipende tutto da te, non dall’oggetto. In questo modo troverai un grande rilassamento; il tuo sé – che è un fardello – scomparirà e ti scioglierai nel tutto. Condividi il tuo amore, senza preoccuparti di chi lo riceve. Dallo, e scoprirai una pace e un silenzio straordinari. Diventerà la tua meditazione.

Osho

La straordinarietà di essere un uomo ordinario

L’UOMO DELLO ZEN è molto ordinario, straordinariamente ordinario. È ordinario al punto che, incontrandolo, è assai probabile che tu non sia in grado di riconoscerlo. Vive esattamente come te, mangia come te, dorme come te. In ogni modo possibile, è proprio come te. Per quanto riguarda l’aspetto esteriore, non è per nulla diverso da te.

Una differenza certamente esiste, ma è una differenza interiore. Ha una visione interiore, ha chiarezza. Ci vede, mentre tu sei cieco. È sveglio, e tu dormi. Tu sei ubriaco: ubriaco di avidità, ubriaco di cupidigia, ubriaco di rabbia, ambizione, ego.
L’uomo dello Zen semplicemente non È ubriaco, è sobrio. Cammina consapevolmente, siede consapevolmente: ‘Cammina nello Zen, siede nello Zen’. Non è speciale, in alcun modo. Non assomiglia agli altri cosiddetti santi. Non si stende su un letto di spine, o un letto di chiodi, non si mette a testa in giù. Non è stupido, né esibizionista. Non va in giro nudo per la strada. Non è matto, non è nevrotico! Vive in maniera molto ordinaria, molto normale.

È per questo che riconoscere l’uomo dello Zen è la cosa più difficile. Riconoscere un santo che cammina sull’acqua è facile: palesemente, il suo essere speciale è ovvio. Ma l’uomo dello Zen non cammina sull’acqua. Non fa miracoli. Non si dedica ai vani giochi dell’ego. Non è un ego, non è neppure una persona. È solo una presenza, una non-entità. È un nulla assoluto. Solo quando è un nulla assoluto, un individuo è ricco di consapevolezza. Qualunque cosa faccia, la fa con totalità. Solo un uomo che non è ubriaco agisce con totalità. In caso contrario, si rimane parziali, solo una parte si mette all’opera e contemporaneamente altre parti possono esserle antagoniste, essere distruttive. Puoi creare qualcosa con una mano e distruggerla con l’altra. Un ubriaco non sa dove sta andando. Pensa di essere sulla via giusta, ma è soltanto un sogno.

L’uomo dello Zen è consapevole in modo assoluto – senza avidità, rabbia, gelosia, ambizione. Queste sono tutte droghe: ti mantengono in uno stato di sonno. È un miracolo che tu riesca a barcamenarti con così tanti veleni che ti scorrono nel sangue, e nel tuo stesso essere. Questa è l’unica differenza, altrimenti, da fuori, non riuscirai a capirlo. Ci sono dei cosiddetti santi che creano differenze esteriori perché interiormente non ci sono differenze. Se ne stanno in piedi nudi, torturano i loro corpi, si mettono a digiunare. Devono contorcere i loro corpi, maltrattarli. Devono fare qualcosa che li rende speciali rispetto a te, “più santi di te”
Un uomo dello Zen non è “più santo di te”. Non pensa assolutamente di essere più evoluto di te. Vive la sua natura, in semplicità.
Yoka dice: “L’uomo dello Zen procede in solitudine.”

Questa è la sua prima caratteristica. Non appartiene a una psicologia di massa. Non è indù, non è musulmano, non è cristiano, non è ebreo. Non è indiano, non è giapponese, non è cinese – non può esserlo. Non appartiene ad alcun gruppo. è solo. è un ribelle. Vive seguendo la propria luce. Non segue né imita qualcuno. Ha raggiunto la sua meta. Qual è la meta? La meta non è da qualche parte fuori di te. Non è laggiù, remota come una stella: è dentro di te, è la tua interiorità. Egli è entrato nella sua interiorità. E l’uomo che ha raggiunto la sua meta….. può giocare lungo la via che conduce al Nirvana.

È giocoso, non è serio. Non può essere serio, la vita nel suo complesso è un gioco divino, (lila) , ed egli ne è una parte. Sta semplicemente recitando il suo ruolo. Recita il suo ruolo nel migliore dei modi, nella maniera più perfetta possibile, ma sa che il mondo è un grande palcoscenico, una grandiosa rappresentazione teatrale – ma nulla più. Quindi non lo prende sul serio. L’uomo dello Zen è gentile per natura e armonioso.

Non finge di essere speciale, è gentile per natura. È molto umano, completamente umano. La sua umanità è magnifica, intensa, assoluta. Non avanza pretese di sacralità – e poiché non ha pretese, è sacro. È armonioso. Non è diviso interiormente, non è costantemente impegnato in una guerra civile. È una melodia, una musica. Se siedi al suo fianco sarai in grado di sentire quella musica.
Proprio l’altro giorno mi è stato chiesto: “Osho, ogni volta che mi avvicino a te sento un profumo particolare. Che profumo è?”. Io non uso profumi – non posso. Chi l’ha chiesto è un medico, lo sa che sono allergico… la domanda per lui ha dunque maggiore pertinenza. E dice di sentire sempre lo stesso profumo quando si trova vicino a me. Quella fragranza non ha nulla a che vedere con un profumo. È la fragranza dell’armonia, è la musica. Si esprime in molti modi. A volte la puoi udire come un suono silenzioso, un mormorio, il vento che soffia tra i pini, o il suono dell’acqua che scorre. La sentirai anche come una musica, e qualche altra volta ti arriverà come un odore, una fragranza profumata. Oppure la vedrai nella forma di aura, una luce, molto misteriosa.

Ma l’uomo dello Zen vive semplicemente in armonia, ed è dall’armonia che prendono forma tutte queste cose. Il suo spirito è semplice, pulito, puro e sincero.
Il suo Zen, che nessuno vede, è un tesoro di incommensurabile valore.
Puoi vedere il suo corpo, non puoi vedere il suo Zen. Non puoi vedere la qualità meditativa del suo essere, non puoi vedere la sua consapevolezza, a meno che anche tu non diventi consapevole. Puoi conoscere solo quello di cui hai avuto esperienza.
È una benedizione per te l’essere in grado di sentire un certo profumo. Significa che hai raggiunto una certa profondità, una certa elevatezza nel tuo essere.
Il suo Zen, che nessuno vede, è un tesoro dal valore incommensurabile. Il suo gioiello, unico e di incalcolabile valore, non cambia mai, in qualunque modo lo si usi. E gli altri ne possono godere i benefici liberamente, in tutte le occasioni.

L’uomo dello Zen trabocca sempre di gioia. Tu ne puoi favorire. È uno che dà: dona letizia, dona gioia, dona bellezza, dona verità. Irradia verità, irradia il divino, ma in profondo silenzio… senza alcuna dichiarazione. Riversa incessantemente le sue benedizioni nell’esistenza. È una benedizione per il mondo.

Tratto da:
Osho, Walking in Zen, Sitting in Zen #4

Se non godi te stesso, non potrai mai aiutare nessuno a godere

Se non sei veramente pago di te stesso, non puoi essere utile agli altri; non puoi aiutare gli altri a raggiungere la propria soddisfazione. Se non stai straripando di estasi, di beatitudine, sei un pericolo per la società, perché una persona che si sacrifica diventa sempre sadica. Se tua madre, parlando con te, continua a ripeterti: “Ho sacrificato me stessa per te”, ti torturerà. Se il marito ripete continuamente alla moglie: “Io mi sto sacrificando”, sarà un torturatore sadico, e torturerà l’intera famiglia. Il sacrificio è un semplice trucco per avere poi la libertà di torturare l’altro.

Osho

L'amore nel Tantra

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L’uomo che sputò in faccia al Buddha

Il Buddha era seduto sotto un albero a parlare ai suoi discepoli. Arrivò un uomo e gli sputò in faccia. Egli si asciugò, e chiese all’uomo, “E poi? Cosa vuoi dire dopo?” L’uomo era un po’ perplesso perché non si aspettava che, dopo aver sputato sul volto di qualcuno, gli si chiedesse: “E poi?” Non era mai successo in suo passato. Aveva insultato persone e loro si erano arrabbiati, avevano reagito. Ma Buddha non è come gli altri, non si è arrabbiato, né in alcun modo offeso. Ma ha detto semplicemente: “E poi?” Non c’è stata alcuna reazione da parte sua.

I discepoli del Buddha si arrabbiarono, reagirono. Il suo discepolo più vicino, Ananda, disse, “Questo è troppo, e non possiamo lo tollerare. Deve essere punito per questo. In caso contrario tutti potranno iniziare a fare cose come questa. “

Buddha disse: “Tu taci. Non mi ha offeso, ma sei tu ad offendermi. Lui è nuovo, un estraneo. Deve aver sentito dalla gente qualcosa di me, che questo uomo è un ateo, un uomo pericoloso che sta gettando la gente fuori dal loro sentiero, un rivoluzionario, un corruttore. E in lui potrebbe essersi formata una qualche idea, un concetto di me. Egli non ha sputato su di me, lui ha sputato sulla sua nozione. Ha sputato sulla sua idea di me, perché lui non mi conosce affatto, così come può sputare su di me?

“Se ci pensi profondamente” Buddha disse “ha sputato sulla propria mente. Io non sono che parte di lui, e posso vedere che questo povero uomo deve avere qualcos’altro da dire perché questo è un modo di dire qualcosa. Sputare è un modo di dire qualcosa. Ci sono momenti in cui senti che il linguaggio è impotente: nell’amore profondo, nella rabbia intensa, nell’odio, in preghiera. Ci sono momenti intensi in cui il linguaggio è impotente. Poi si deve fare qualcosa. Quando si è arrabbiati, profondamente arrabbiati, si colpisce la persona, ti sputano addosso, lui sta dicendo qualcosa. Lo posso capire. Deve avere qualcosa di più da dire, è per questo che sto chiedendo, “E poi?”

L’uomo era ancora più perplesso! E Buddha disse ai suoi discepoli: “Sono più offeso da voi perché voi mi conoscete, e avete vissuto per anni con me e ancora reagite.”

Perplesso, confuso, l’uomo tornò a casa. Non riuscì a dormire per tutta la notte. Quando vedi un Buddha, è difficile, impossibile dormire nello stesso modo in cui dormivi prima. Più e più volte era ossessionato da questa esperienza. Non riusciva a spiegare a se stesso, quello che era successo. Egli era tutto tremante e sudato. Non aveva mai incontrato un uomo così, lui aveva mandato in frantumi la sua mente e il suo intero modello, tutto il suo passato.

La mattina dopo era di nuovo lì. Si gettò ai piedi di Buddha. Buddha gli chiese ancora: “E poi? Anche questo è un modo per dire qualcosa che non si può dire con il linguaggio. Quando arrivi e tocchi i miei piedi, stai dicendo qualcosa che non si può dire, perchè tutte le parole diventano un po’strette. Buddha disse:” Guarda, Ananda, questo uomo è di nuovo qui, sta dicendo qualcosa. Questo uomo è un uomo di profonde emozioni”.

L’uomo guardò il Buddha e disse: “Perdonami per quello che ho fatto ieri”.

Buddha disse: “Perdonarti? Ma io non sono lo stesso uomo a cui hai fatto qualcosa. Il Gange continua a scorrere, non è mai il Gange di prima. Ogni uomo è un fiume. L’uomo che sputa non è più qui. Non vedo proprio nessuno come lui, ed io non sono la stessa cosa, tanto è successo in queste 24 ore! Il fiume ha scorso così tanto. Quindi non posso perdonarti perché non ho nessun rancore contro di te. “

“E anche tu sei nuovo. Vedo che non sei lo stesso uomo che è venuto ieri, perché quell’uomo era arrabbiato e lui ora, si sta chinando ai miei piedi, tocca i miei piedi. Come può essere lo stesso uomo? Tu non sei lo stesso uomo, quindi cerchiamo di non pensarci più. Queste due persone, l’uomo che ha sputato e l’uomo su cui sputare, entrambi non sono più. Vieni più vicino. Parliamo di qualcos’altro“.

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Amore di mamma o di madre?

Una mamma è colei che crede di essere una madre, ma non lo è; pensa di esserlo, ma non lo è perché essere una madre è molto, molto difficile, mentre essere una mamma è molto facile.

Il solo procreare è sufficiente per essere una mamma: non è necessaria alcuna comprensione. Il mondo intero è pieno di mamme, ma trovare una madre è molto difficile.

Una madre è colei che ti aiuta ad essere te stesso.

La mamma è colei che pensa, che crede di amarti, ma in realtà ama se stessa e desidera solo che tu diventi una proiezione delle sue ambizioni. E questo vale anche per i papà. Potrai trovare delle mamme e dei papà ovunque: hanno corrotto il mondo intero.

Freud dice che, se esaminiamo le nevrosi in profondità, si troverà sempre una mamma alla base.

Tutta la psicoanalisi converge, alla fine, su problemi che la mamma ha creato.

Quindi la mamma è la simulazione di una madre, la controparte fisica della madre spirituale.

Essere una madre è molto difficile. Solo colei che è arrivata a casa può essere una madre.

Procreare è molto facile, è naturale, biologico, ma essere una madre è qualcosa di spirituale.

La mamma vorrebbe che la seguissi, vorrebbe possederti, farti diventare una parte di sé, un suo possedimento prezioso.

Ti sarà attaccata.

La madre, invece, ti aiuterà a diventare indipendente.

Ti aiuterà a diventare individuo.

Ti amerà ma non cercherà di importi nulla.

Ti darà il suo amore ma non ti passerà il suo sapere.

Ti manderà nel mondo affiché tu scopra la tua verità e trovi la tua vita.

Non ti darà né un modello né una forma.

Non ti strutturerà, si limiterà ad aiutarti qualsiasi cosa tu possa essere.

La madre è l’ideale, accade raramente!

Le mamme le trovate ovunque.

La madre è l’ideale utopistico, colei che può far nascere la tua anima.

Osho

Una lezione appresa da un bambino

Vi è una meravigliosa storiella su un reverendo che, il sabato mattina, stava preparando il suo sermone in condizioni difficili.

Sua moglie era uscita a fare spese; la giornata era piovosa e il loro figlio, non avendo nulla da fare, si annoiava e inquietava.

Disperato, il pastore prese una vecchia rivista, la sfogliò e trovò una figura dai vivaci colori: era una cartina geografica del mondo.

Quindi strappò la pagina e ne fece tanti pezzettini, sparpagliandoli sul pavimento del salotto e dicendo al figlio: «Johnny, se riesci a riordinare i pezzi, ti do 25 centesimi».

Il reverendo credeva che al ragazzino sarebbe voluta la mattinata intera, ma dopo dieci minuti udì bussare alla porta del suo studio.

Era Johnny che aveva rimesso in ordine i pezzi del giornale.

Il padre fu stupito dalla rapidità e dal fatto che i pezzi di giornale fossero riordinati nel modo esatto, cosi che la cartina del mondo appariva ricomposta.

«Figlio mio, come hai fatto a finire tanto presto?» chiese il padre.

«Oh», disse il figlio, «è stato facile. Sul retro c’era la figura di un uomo.

Io ho messo un foglio sotto, rimesso assieme le parti dell’uomo, messo un foglio sopra e poi ho girato la pagina.

Ho pensato che, se l’uomo era in ordine, lo sarebbe stato anche il mondo».

Il padre sorrise, diede al figlio i 25 centesimi di dollaro e poi aggiunse: «Mi hai dato lo spunto per il sermone di domani. Se un uomo è a posto, lo sarà anche il suo mondo».

In questa frase c’è una grande lezione.

Quando siamo insoddisfatti del nostro mondo e vogliamo cambiarlo, il posto da cui iniziare è noi stessi.

Se siamo a posto noi, lo sarà anche il nostro mondo.

Tratto da:

Il successo attraverso l'Atteggiamento Mentale Positivo
Prefazione di Og Mandino

Buono

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Uniamoci insieme per cambiare il mondo

L’11 dicembre 2010 un MILIONE di bambini si sono riuniti al Tempio buddista Dhammakaya a Pratumtanee in Tailandia, per meditare insieme per la pace nel mondo e per prendersi l’impegno di essere un giorno, quando saranno grandi, dei leader virtuosi.

Una manifestazione senza precedenti per la rinascita morale e spirituale dell’umanità”. 1.000.000 di bambini cantano “Change the World”, scritta ed arrangiata da Howard McCrary. Mi sono emozionato tantissimo vedendo questo video. Guarda e ascolta… e che il tuo cuore possa fremere di gioia come ha fatto il mio!

Ecco il testo della canzone in inglese (in fondo la traduzione italiana)

Change the World

Let’s come together to open

the new world era to eliminate

all conflicts and differences.

It’s time for everyone to join hand in hand

at last

now the world’s beyond healing

it’s time to change the world

as the One who knew in the past

In this period of our time we will see

before we depart this world

everyone must join hand in hand

to change the world

from darkness to brightness

from suffering to happiness

from the ignorant to the Knowledge one

Change the world we have to do it

the easy way and relax

be happy with joyful with child like innocence

everyone must join hand in hand

gently close your eyes, relax… relax

still your mind at the centre of the body

and look within

As the same position of the One

who knew from the past

change the world from the era of darkness

to the era of light

From the old era to this new era

the world will be like heaven on earth

no classes in societies

everyone will be evenly happy

we’ll speak the same heavenly language

become as one with smiles of love

we’ll be kind, the world will change

the world will change

let’s come together to change the world

Let’s change the world

Let’s change the world

We have to do it the easy way and relax

be joyful with child like innocence

everyone must join hand in hand

gently close your eyes and relax

still your mind at the centre of the body

and look within

as the One who knew from the past

Let’s come together to change the world (French)

Let’s come together to change the world (Spanish)

Let’s come together to change the world (Russian)

Let’s come together to change the world (Arabic)

Let’s come together to change the world (Hebrew)

Let’s come together to change the world (Chinese)

Let’s come together to change the world (German)

Let’s come together to change the world (Portuguese)

Let’s come together to change the world (Japanese)

Let’s come together to change the world (Thai)

Cambiare il Mondo

Uniamoci insieme per aprire

l’era del nuovo mondo per eliminare

tutti i conflitti e le differenze.

E ‘il momento per tutti di unirsi mano nella mano

finalmente

Ora il mondo è al di là di guarigione

è il momento di cambiare il mondo

come l’Uno che si conosceva in passato

In questo periodo del nostro tempo vedremo

prima di lasciare questo mondo

ognuno deve unirsi mano nella mano

per cambiare il mondo

dalle tenebre alla luminosità

dalla sofferenza alla felicità

da ignoranti alla conoscenza dell’Uno

Cambiare il mondo dobbiamo farlo

in modo semplice e rilassato

essere felici con la gioiosa innocenza di un bambino

ognuno deve unirsi mano nella mano

delicatamente chiudi i tuoi occhi, rilassati … rilassati

calma la tua mente al centro del corpo

e guarda dentro

Come la stessa posizione del l’Uno

che si conosceva dal passato

cambiare il mondo dall’era delle tenebre

all’era della luce

Dalla vecchia era a questa nuova era

il mondo sarà come il paradiso sulla terra

nessuna classe nelle società

ognuno sarà felice ugualmente

parleremo la stessa lingua celeste

diventare come uno con un sorriso d’amore

noi saremo gentili e il mondo cambierà

il mondo cambierà

uniamoci insieme per cambiare il mondo

Lasciaci cambiare il mondo

Lasciaci cambiare il mondo

Dobbiamo farlo in modo semplice e rilassato

essere felici con la gioiosa innocenza di un bambino

ognuno deve unirsi mano nella mano

delicatamente chiudete gli occhi e rilassarsi

ancora la vostra mente al centro del corpo

e guardare dentro

come l’Uno che si conosceva in passato

Uniamoci insieme per cambiare il mondo (in francese)

Uniamoci insieme per cambiare il mondo (spagnolo)

Uniamoci insieme per cambiare il mondo (russa)

Uniamoci insieme per cambiare il mondo (arabo)

Uniamoci insieme per cambiare il mondo (in ebraico)

Uniamoci insieme per cambiare il mondo (cinese)

Uniamoci insieme per cambiare il mondo (in tedesco)

Uniamoci insieme per cambiare il mondo (portoghese)

Uniamoci insieme per cambiare il mondo (giapponese)

Uniamoci insieme per cambiare il mondo (Thai)

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